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Quanti droni ci sono in Italia? I numeri del 2024 (e cosa dicono)

Indice della guida
Il dato più citato sul settore in Italia è oltre 145.000 operatori registrati a fine 2024, a fronte di circa 126.000 droni iscritti sulla stessa piattaforma. È un numero che vale la pena leggere con attenzione, perché quasi tutti gli articoli che lo riprendono lo raccontano male: non sono 145.000 droni, non sono 145.000 piloti, e non sono 145.000 professionisti. Sono operatori UAS, che è una terza cosa ancora.
Che cosa conta davvero quel numero
L'operatore UAS è il soggetto, persona fisica o giuridica, responsabile del drone. È chi lo possiede e chi risponde di come viene usato. Il pilota remoto è invece chi ha i comandi in mano. Nella maggior parte dei casi hobbistici le due figure coincidono; in un'azienda no: un solo operatore può avere una flotta di dieci mezzi e cinque piloti.
La registrazione dell'operatore è obbligatoria per chiunque usi un drone dotato di sensori in grado di rilevare dati personali, indipendentemente dal peso e dallo scopo. Restano fuori solo i giocattoli conformi alla direttiva europea sui giocattoli e i droni sotto i 250 grammi privi di camera e microfono.
Da qui tre conseguenze nella lettura del dato:
- il numero sovrastima i professionisti, perché comprende chiunque abbia comprato un drone con la camera e abbia fatto le cose per bene;
- il numero sottostima i droni in circolazione, perché un operatore può possederne molti;
- il numero non dice nulla su quanti volino davvero. Una registrazione è un adempimento, non un'ora di volo.
La crescita è la parte interessante
Più del valore assoluto conta la derivata. Nel 2024 il mercato professionale dei droni ha raggiunto i 160 milioni di euro, con una crescita del 10% sull'anno precedente: una cifra sola, dopo il +23% del 2023 e il +26% del 2022. In un settore che non è più nuovo, l'ingresso di nuovi soggetti continua, ma il ritmo si sta normalizzando.
Le ragioni sono ragionevolmente identificabili. La prima è tecnica: i droni sotto i 250 grammi con camera di qualità hanno abbassato la soglia di ingresso, sia di prezzo sia di complessità. La seconda è normativa: dal 1° gennaio 2024 è finito il periodo transitorio che consentiva ai droni senza marcatura di classe di operare con più libertà, e questo ha spinto molti a mettersi in regola e a registrarsi. La terza è di consapevolezza: il messaggio che serve un attestato e una registrazione è arrivato a un pubblico più ampio, anche grazie ai controlli.
A livello europeo il quadro è coerente. Le rilevazioni disponibili parlano di oltre un milione e mezzo di operatori registrati in categoria Open nell'area EASA, e di una quota superiore al 90% dei voli che ricade proprio in Open. Il baricentro del settore, in Europa, non è il volo complesso: è il volo semplice, fatto da tanti.
Che cosa cambia per chi inizia adesso
Un settore con 145.000 operatori registrati e un mercato che cresce ogni anno non è un settore vuoto, e questo ha due facce.
La faccia scomoda: la fotografia aerea generica è satura. Un drone consumer e un attestato A1/A3 non sono più un elemento di differenziazione, perché li ha decine di migliaia di persone. Chi immagina di comprare un drone e trovare clienti la settimana dopo si scontra con una realtà molto più affollata di cinque anni fa.
La faccia interessante: la domanda si sta spostando dove la barriera d'ingresso è la competenza, non il mezzo. Rilievo fotogrammetrico con precisione documentabile, ispezione con termocamera, agricoltura di precisione, monitoraggio di cantieri. In questi ambiti il drone è il 20% del lavoro: il resto è saper trattare i dati e saper produrre un output che un tecnico possa firmare.
C'è poi un effetto pratico che riguarda tutti, anche gli hobbisti. Più operatori significa più droni in aria negli stessi posti belli, più segnalazioni, più attenzione da parte delle amministrazioni locali. Il comportamento del singolo pilota pesa sulla reputazione collettiva più di quanto pesasse quando eravamo in pochi.
Come tenersi aggiornati sui dati
Le rilevazioni strutturate sul settore italiano sono annuali e vengono presentate nei primi mesi dell'anno con riferimento all'anno precedente: a metà 2025 il dato consolidato più recente riguarda quindi il 2024. Chi cerca aggiornamenti trova le sintesi pubblicate dall'Osservatorio del Politecnico di Milano dedicato ai droni e alla mobilità aerea avanzata, che è il riferimento più citato in Italia.
Un consiglio di metodo: quando un articolo riporta un numero, cerca sempre tre cose. L'anno di riferimento, l'unità di misura (droni? operatori? aziende?) e chi ha fatto la rilevazione. Se manca una delle tre, il numero non è utilizzabile.
Per approfondire: la guida alla registrazione su d-flight e al QR code spiega come si entra in quella statistica; operatore UAS e pilota remoto chiarisce la differenza tra le due figure. Se il tema è professionale, il punto di partenza è lavorare con i droni; per il quadro delle regole, il pillar sulla normativa droni e quello sul patentino.
Domande frequenti
145.000 è il numero dei droni o dei piloti?
Nessuno dei due: è il numero degli operatori UAS registrati. L'operatore è il soggetto, persona fisica o giuridica, che è responsabile del drone; può possedere più droni e può avere più piloti che volano per suo conto. I droni registrati sulla stessa piattaforma sono un dato diverso, circa 126.000 a fine 2024, e il conteggio dei piloti è una grandezza ulteriore, che non coincide con nessuno dei due.
Ogni quanto vengono aggiornati i dati sul mercato italiano dei droni?
Le rilevazioni strutturate sul settore in Italia sono tipicamente annuali e vengono presentate nei primi mesi dell'anno con riferimento all'anno precedente. Significa che a metà anno il dato più recente disponibile riguarda quasi sempre l'anno solare concluso.
Con così tanti operatori registrati è ancora possibile lavorare con i droni?
Il numero di registrazioni non misura il numero di professionisti: la registrazione dell'operatore è obbligatoria anche per chi vola per hobby con un drone dotato di camera. La quota di chi lavora davvero con i droni è una frazione molto più piccola, e resta concentrata su competenze verticali come rilievo, ispezione e agricoltura.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.
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