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148.000 droni e 185.000 operatori: i numeri dell'Osservatorio 2026

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Tempo di lettura 5 min

Drone professionale in volo su un impianto industriale alla periferia di una città italiana all'alba
Il valore del mercato si sta spostando verso le operazioni che richiedono autorizzazioni e competenze.
Indice della guida

I dati presentati in queste settimane dall'Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano, riferiti al 2025, dicono due cose insieme: il parco droni italiano è ormai grande, oltre 148.000 mezzi registrati e più di 185.000 operatori, ma il mercato professionale cresce a una cifra sola, +5%, fino a 168 milioni di euro. La crescita a doppia cifra sta altrove: nelle autorizzazioni BVLOS, salite a 44 con un +57% in un anno.

I numeri, in ordine

IndicatoreValore 2025
Droni registrati su d-flightoltre 148.000
Operatori registratioltre 185.000
Imprese attive nel settore675
Valore del mercato professionale168 milioni di euro
Crescita sul 2024+5%
Progetti di utilizzo censitioltre 650
Autorizzazioni BVLOS44 (+57%)

Due precisazioni utili per leggerli bene. Il valore di mercato riguarda il professionale, cioè i servizi e le soluzioni per imprese e pubblica amministrazione: non ci sono dentro le vendite di droni ai consumatori. E gli operatori registrati sono più numerosi dei droni perché la registrazione è dell'operatore, non del mezzo, e molti si registrano prima ancora di comprare.

Cosa significa una crescita del 5%

Significa che il settore è uscito dalla fase in cui bastava esserci. Un mercato che cresce del 5% con 675 imprese attive è un mercato in cui la concorrenza sui servizi di base, cioè riprese, ispezioni semplici e piccoli rilievi, è già forte, e in cui il prezzo tende a comprimersi.

Non è una cattiva notizia in sé: è il profilo di un mercato che si struttura. Ma cambia il consiglio da dare a chi entra adesso. Il "so far volare un drone" non è più un vantaggio competitivo: lo è la competenza sul dato che il drone produce, sull'autorizzazione che rende possibile un volo che altri non possono fare, sulla documentazione che permette di partecipare a una gara. È il ragionamento che facciamo nella guida su lavorare con i droni e in quella sulle competenze che contano oltre al pilotaggio.

Il segnale vero: 44 autorizzazioni BVLOS

Quarantaquattro è un numero minuscolo in assoluto. È il numero che dice meglio dove sta andando il valore.

Il volo BVLOS, cioè oltre la linea di vista, non si dichiara: si autorizza. Richiede una valutazione del rischio, procedure, mitigazioni tecniche e organizzative, e un operatore in grado di sostenere una pratica in categoria Specific. Ogni autorizzazione rappresenta quindi un'operazione che la stragrande maggioranza dei piloti italiani, oggi, non è in condizione di svolgere.

Un +57% su questa base racconta due cose: che la domanda per ispezioni lineari, monitoraggi estesi e logistica sperimentale esiste, e che il numero di operatori attrezzati a rispondere è ancora piccolo. Le quattro strade per operare in Specific sono descritte nella guida alla categoria Specific; il volo oltre la linea di vista è definito nella voce di glossario BVLOS.

Chi fa che cosa: 650 progetti censiti

Dei progetti rilevati, l'89% rientra nelle Aerial Operations, cioè soccorso, riprese, agricoltura di precisione e monitoraggio, e l'11% nella mobilità aerea innovativa e nelle consegne.

Interessante anche la fotografia della maturità:

Stato del progettoQuota
Pienamente operativo16%
Sperimentale31%
Missione una tantum34%
Dichiarazione di intenti19%

Solo un progetto su sei è a regime. Un terzo sono missioni singole. È il ritratto di un settore in cui il pilota è chiamato spesso a fare da consulente prima ancora che da operatore: aiutare il committente a capire se quello che immagina è fattibile, autorizzabile e sostenibile. Le applicazioni possibili sono passate in rassegna nella guida su cosa si può fare con un drone.

Il contesto europeo

Il quadro continentale conferma la lettura. In Europa gli operatori registrati in categoria Open superano 1,6 milioni, e oltre il 90% dei voli con droni ricade in Open. La stragrande maggioranza dell'attività, quindi, resta a basso rischio e senza autorizzazione preventiva; il perimetro professionale che richiede pratiche è una fetta sottile.

Per approfondire

Domande frequenti

Quanti droni ci sono registrati in Italia?

Secondo i dati dell'Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano riferiti al 2025, i droni registrati su d-flight sono oltre 148.000 e gli operatori registrati oltre 185.000. Nei comunicati il primo dato viene spesso arrotondato a 150 mila.

Quanto vale il mercato professionale dei droni in Italia?

Il valore stimato per il 2025 è di 168 milioni di euro, in crescita del 5% sull'anno precedente. Il dato riguarda il mercato professionale, cioè i servizi e le soluzioni per imprese e pubblica amministrazione, non le vendite di droni ai consumatori.

Quante autorizzazioni BVLOS sono state rilasciate?

Quarantaquattro, con una crescita del 57% su base annua. È il numero più piccolo della rilevazione ma anche quello che cresce di più: il volo oltre la linea di vista resta un'operazione da autorizzare caso per caso in categoria Specific.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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