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Classi C0, C1, C2, C3, C4, C5 e C6: cosa significano e cosa cambiano

Indice della guida
- Da dove nascono le classi: due regolamenti che si incastrano
- La tabella completa delle sette classi
- C0 e C1: le classi leggere della sottocategoria A1
- C2: la classe che apre la sottocategoria A2
- C3 e C4: i grandi dell'Open, confinati in A3
- C5 e C6: la porta d'ingresso agli scenari standard
- Dove si trova l'etichetta e cosa controllare quando compri
- Se il drone non ha nessuna classe
- Quello che la classe non ti dà
Sulla scocca di un drone moderno, accanto alla marcatura CE, c'è una piccola etichetta con una lettera e un numero: C0, C1, C2, C3, C4, C5 o C6. È la marcatura di classe, e stabilisce in quale sottocategoria operativa puoi volare: quanto puoi avvicinarti alle persone, se ti serve un attestato e se puoi accedere agli scenari standard della categoria Specific. Non è un'indicazione di qualità né di prestazioni: è una carta d'identità normativa assegnata dal costruttore.
Questa guida spiega che cosa significa ciascuna classe, come si legge la tabella dei requisiti, che cosa succede quando un drone non ha alcuna classe e quali obblighi restano comunque a carico tuo.
Da dove nascono le classi: due regolamenti che si incastrano
Il sistema europeo poggia su due atti gemelli, che vale la pena tenere distinti perché confonderli è la fonte del 90% degli equivoci.
Il Reg. (UE) 2019/945 è un regolamento di prodotto: si rivolge ai costruttori e dice com'è fatto il drone. È lui a definire le classi da C0 a C6, i requisiti tecnici di ciascuna e le regole di marcatura CE. Puoi approfondirlo nella guida al Regolamento (UE) 2019/945.
Il Reg. (UE) 2019/947 è un regolamento operativo: si rivolge a operatori e piloti e dice cosa puoi farci. Definisce le categorie Open, Specific e Certified e le sottocategorie A1, A2, A3.
I due si agganciano proprio sulla classe: la lettera che il costruttore stampa sull'etichetta determina la sottocategoria in cui quel drone può operare. Le classi C0-C4 nascono con il regolamento del 2019; le classi C5 e C6 sono state aggiunte più tardi, con il Reg. delegato (UE) 2020/1058, per servire gli scenari standard della categoria Specific.
La tabella completa delle sette classi
| Classe | Limite di massa | Velocità max | Remote ID | Geo-awareness | Bassa velocità | Sottocategoria |
|---|---|---|---|---|---|---|
| C0 | < 250 g | < 19 m/s | No | No | No | A1 (e A2, A3) |
| C1 | < 900 g oppure energia d'impatto < 80 J | < 19 m/s | Sì | Sì | No | A1 (e A2, A3) |
| C2 | < 4 kg | n.d. | Sì | Sì | Sì (< 3 m/s) | A2 (e A3) |
| C3 | < 25 kg, dimensione caratteristica < 3 m | n.d. | Sì | Sì | No | A3 |
| C4 | < 25 kg | n.d. | No | No | No | A3 |
| C5 | < 25 kg | n.d. | Sì | Sì | Sì | EU-STS-01 (Specific) |
| C6 | < 25 kg, dimensione caratteristica < 3 m | < 50 m/s | Sì | Sì | No | EU-STS-02 (Specific) |
Qualche chiave di lettura.
La massa di riferimento è sempre la MTOM, la massa massima al decollo: drone pronto al volo, con batteria, eliche, scheda di memoria ed eventuali accessori. Non è il peso a vuoto della scatola. Se il concetto ti è nuovo, la voce di glossario su MTOM lo spiega in due minuti.
Il Remote ID è l'identificazione remota diretta: il drone trasmette in broadcast locale, via Wi-Fi o Bluetooth, il codice di registrazione dell'operatore, un numero di serie, posizione e quota del mezzo, velocità, posizione del pilota o del punto di decollo e un timestamp. È obbligatorio dal 1° gennaio 2024 per le classi C1, C2, C3, C5 e C6, oltre che per tutte le operazioni in categoria Specific.
La geo-awareness è la funzione che avverte il pilota quando il drone si avvicina o entra in una zona geografica UAS. Avverte: non impedisce, non decide al posto tuo, e si appoggia a database che possono essere incompleti.
La modalità a bassa velocità (low-speed mode) limita la velocità a meno di 3 m/s ed è un requisito tecnico delle classi C2 e C5, non un'impostazione che puoi improvvisare su un drone qualsiasi.
Per le classi C2, C3, C4 e C5 le fonti consultate non specificano un limite di velocità massima: i parametri di dettaglio, cioè livelli sonori, tensioni e marcature, sono elencati negli allegati del Reg. 2019/945 nella versione consolidata, che resta il riferimento da consultare per un dato puntuale.
Il certificato di esame UE del tipo rilasciato al costruttore ha una validità di 10 anni, se hardware e software del modello restano invariati.
C0 e C1: le classi leggere della sottocategoria A1
Sono le due classi che coprono la quasi totalità del mercato consumer.
Un C0 sta sotto i 250 grammi e non supera i 19 m/s. Non ha obbligo di Remote ID né di geo-awareness. Vola in A1, la sottocategoria più permissiva: il sorvolo di persone non coinvolte non è vietato, anche se va comunque evitato. Per pilotarlo basta aver letto il manuale del costruttore: nessun esame obbligatorio. È la ragione per cui questa fascia di prodotto è esplosa. La guida dedicata ai droni di classe C0 entra nel dettaglio, compreso il caso delle batterie maggiorate che fanno perdere la classe.
Un C1 sta sotto i 900 grammi (o rispetta il criterio alternativo dell'energia d'impatto inferiore a 80 joule), monta Remote ID e geo-awareness di serie e ha requisiti di robustezza meccanica e di protezione dalla perdita del collegamento di comando e controllo. Vola anch'esso in A1, ma con un vincolo in più: non si sorvolano intenzionalmente le persone non coinvolte. E serve il certificato di competenza A1/A3. I dettagli sono nella guida ai droni di classe C1.
C2: la classe che apre la sottocategoria A2
La C2 sta sotto i 4 kg e ha, oltre a Remote ID e geo-awareness, la modalità a bassa velocità. È l'unica classe pensata per la sottocategoria A2, quella dei voli ravvicinati a persone non coinvolte: distanza minima 30 metri in orizzontale, che scende a 5 metri quando la modalità a bassa velocità è attiva. Serve il certificato di competenza di pilota remoto A2, che si consegue con un esame presso una Entità Riconosciuta ENAC.
È la combinazione di riferimento per chi lavora in ambiente urbano o comunque con persone nei paraggi. La guida sui droni di classe C2 e la sottocategoria A2 spiega come funziona la bassa velocità e come si applicano le distanze.
C3 e C4: i grandi dell'Open, confinati in A3
C3 e C4 arrivano fino a 25 kg. Volano solo in A3: nessuna persona non coinvolta nell'area di operazione e almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative. Serve il certificato A1/A3.
La differenza tra le due è filosofica prima che tecnica. La C3 è la classe dei mezzi professionali: ha Remote ID, geo-awareness, protezione del link di comando, e la dimensione caratteristica deve restare sotto i 3 metri. La C4 è stata disegnata per l'aeromodellismo tradizionale: nessuna modalità di controllo automatico, nessun obbligo di Remote ID e geo-awareness. È l'aeromodello che si pilota a mano, punto. Ne parliamo nella guida ai droni di classe C3 e C4.
C5 e C6: la porta d'ingresso agli scenari standard
Queste due classi non appartengono al mondo Open. Servono per la categoria Specific, e più precisamente per i due scenari standard europei.
La C5 è la classe dello EU-STS-01: operazioni VLOS in area controllata a terra, anche in ambiente popolato, entro 500 metri dal pilota. Aggiunge ai requisiti della C3 un sistema di terminazione del volo e la modalità a bassa velocità. Un drone C3 può essere reso conforme alla C5 con un accessorio di conversione: una via importante per chi non vuole sostituire l'intera flotta.
La C6 è la classe dello EU-STS-02: operazioni BVLOS con osservatori dello spazio aereo, in area scarsamente popolata. Ha sistema di terminazione del volo, pianificazione della traiettoria e velocità massima inferiore a 50 m/s.
Dal 1° gennaio 2026 gli scenari standard nazionali italiani non sono più utilizzabili: in Specific si opera con i soli EU-STS-01 ed EU-STS-02, e quindi con droni C5 o C6. Il quadro completo è nella guida alle classi C5 e C6 e in quella sulla categoria Specific.
Dove si trova l'etichetta e cosa controllare quando compri
L'etichetta di classe è fisica: una targhetta stampata sulla scocca, spesso nel vano batteria o sotto il corpo del drone, accanto al marchio CE. Lo stesso dato compare nella dichiarazione di conformità UE che accompagna il prodotto.
Tre controlli prima di pagare:
- La CE generica non basta. Un drone con marcatura CE ma senza etichetta di classe non è certificato per l'accesso pieno alle sottocategorie della categoria Open. È un caso frequente negli acquisti su marketplace generici o dall'estero.
- La classe cambia tra versioni dello stesso modello. Alcuni costruttori vendono varianti "EU" e non-EU, oppure lo stesso modello in configurazioni con classe diversa a seconda della batteria. Verifica sulla configurazione precisa che stai comprando.
- La classe di un modello si aggiorna nel tempo. Gli elenchi che circolano in rete invecchiano in fretta: le fonti disponibili non coprono in modo affidabile i modelli usciti negli ultimi mesi. L'unico riferimento certo è l'etichetta sul mezzo e la documentazione del costruttore.
Se il drone non ha nessuna classe
Due situazioni diverse, spesso confuse.
I droni legacy sono quelli immessi sul mercato prima del 1° gennaio 2024 senza marcatura di classe: la stragrande maggioranza del venduto tra il 2016 e il 2023. Restano perfettamente legali, ma dal 1° gennaio 2024 vivono in due sole caselle: A1 se sotto i 250 g, A3 se sopra. La fascia intermedia del periodo transitorio non esiste più, e un legacy da 900 g o da 2 kg non può più volare in A2. Trovi tutto nella guida ai droni legacy senza marcatura di classe.
I droni autocostruiti non sono immessi sul mercato, quindi non possono ricevere una marcatura di classe. Valgono le stesse due caselle: A1 sotto i 250 g, A3 sopra. Restano interamente dovuti registrazione dell'operatore e assicurazione. Il tema è approfondito nella guida ai droni autocostruiti.
Quello che la classe non ti dà
Un errore ricorrente è leggere l'etichetta come un lasciapassare. Non lo è. Qualunque sia la classe del tuo drone, in categoria Open restano validi:
- il limite di 120 metri dal punto più vicino della superficie terrestre;
- l'obbligo di VLOS, cioè contatto visivo diretto e continuo con il mezzo;
- il divieto assoluto di sorvolare assembramenti di persone, in ogni sottocategoria e per ogni classe;
- il rispetto delle zone geografiche UAS pubblicate su d-flight;
- il divieto di trasportare merci pericolose e di sganciare materiali;
- gli obblighi di registrazione come operatore UAS e di assicurazione RC;
- gli obblighi in materia di privacy quando riprendi persone identificabili.
La classe dice cosa puoi fare con quel mezzo. Non dice dove, quando e con quale prudenza: quello resta compito tuo.
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Domande frequenti
Come faccio a sapere di che classe è il mio drone?
Guarda l'etichetta fisica sulla scocca o nel vano batteria: accanto alla marcatura CE trovi un'etichetta con la lettera C e un numero. Lo stesso dato è nella dichiarazione di conformità UE che il costruttore allega al prodotto. Se non c'è alcuna etichetta di classe, il drone è "legacy" o autocostruito.
Posso volare sopra le persone con un drone C0?
In sottocategoria A1 il sorvolo di persone non coinvolte con un C0 non è vietato, ma va comunque evitato: è tollerato solo se accidentale e di breve durata. Il sorvolo di assembramenti di persone resta vietato in tutta la categoria Open, C0 compreso.
Cosa succede se il drone supera i 250 g con accessori montati?
La soglia è la MTOM, cioè la massa massima al decollo con tutto quello che è montato. Se un accessorio o una batteria maggiorata portano il drone oltre i limiti della configurazione certificata, il mezzo non è più conforme alla classe che ha in etichetta e nessun attestato di pilota rimedia.
Che classe di drone serve per volare in sottocategoria A2?
La classe C2, che è l'unica progettata per l'A2: MTOM sotto i 4 kg e modalità a bassa velocità obbligatoria. Serve anche il certificato di competenza di pilota remoto A2.
Un drone senza marcatura di classe è illegale?
No. I droni immessi sul mercato prima del 1° gennaio 2024 senza marcatura di classe restano legali e utilizzabili, ma solo in A1 se sotto i 250 g e in A3 se sopra.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.