A1, A2, A3
Le tre sottocategorie della categoria Open, che definiscono quanto puoi avvicinarti alle persone non coinvolte: A1 sopra o vicino, A3 lontano, A2 nel mezzo con distanze di sicurezza. Vedi le sottocategorie A1, A2 e A3.
Glossario · 161 voci
Il mondo dei droni parla per sigle: MTOM, VLOS, SORA, DRI, GSD. Qui trovi oltre 160 termini in ordine alfabetico, spiegati in poche righe e senza gergo inutile, con i rimandi alle guide che approfondiscono ogni argomento. Dodici voci hanno una pagina dedicata: le riconosci dal link sul titolo.
161 voci
Le tre sottocategorie della categoria Open, che definiscono quanto puoi avvicinarti alle persone non coinvolte: A1 sopra o vicino, A3 lontano, A2 nel mezzo con distanze di sicurezza. Vedi le sottocategorie A1, A2 e A3.
Sensore che misura le accelerazioni lineari sui tre assi. Insieme al giroscopio forma l'unità inerziale del drone e fornisce al flight controller la stima della verticale, indispensabile per mantenere l'assetto.
Modalità di volo in cui il flight controller comanda le velocità angolari e non livella automaticamente il drone. Rilasciando gli stick l'assetto resta quello impostato. È lo standard del freestyle FPV e richiede molto allenamento.
Quota misurata rispetto al terreno sottostante. È il riferimento del limite dei 120 metri della categoria Open: su un pendio la quota va valutata rispetto al punto più vicino della superficie, non rispetto al punto di decollo.
La pubblicazione ufficiale di informazioni aeronautiche di uno Stato: contiene la descrizione degli spazi aerei, degli aeroporti e delle procedure. Insieme ai NOTAM è la fonte di riferimento per le restrizioni, spiegata nella guida su NOTAM e AIP.
Configurazione con superfici portanti fisse e propulsione in avanzamento. Molto più efficiente del multirotore sulle lunghe distanze, ma non può restare ferma in volo e richiede spazio per decollo e atterraggio. Vedi le tipologie di droni.
Acceptable Means of Compliance e Guidance Material: i mezzi accettabili di rispondenza e il materiale guida emanati da EASA. Non sono il regolamento, ma spiegano come soddisfarne i requisiti e sono il riferimento pratico di chi lavora in categoria Specific.
Quota riferita al livello medio del mare. È il riferimento tipico dell'aviazione con equipaggio e delle carte aeronautiche, mentre per i droni in categoria Open il limite dei 120 metri è espresso in AGL.
Modalità di volo auto-livellante con un limite di inclinazione: rilasciando gli stick il drone torna orizzontale da solo. È la modalità con cui si impara, e quella su cui si appoggiano quasi tutti i droni consumer.
La classe di rischio aereo nel SORA: stima la probabilità di incontrare un aeromobile con equipaggio nello spazio aereo scelto. Si riduce cambiando volume operativo o adottando mitigazioni tattiche. Vedi la voce SORA.
Firmware di volo open source per multirotori, ala fissa, VTOL, rover e mezzi subacquei. È molto usato in ambito professionale e di ricerca per la sua flessibilità e per il supporto a missioni automatiche complesse.
L'attivazione e la disattivazione dell'erogazione di potenza ai motori. Un drone armato ha le eliche pronte a girare: è la ragione per cui l'ordine delle operazioni nella checklist pre-volo non è un dettaglio.
La norma tecnica europea che definisce i requisiti del Remote ID diretto necessari a soddisfare il Regolamento delegato (UE) 2019/945. È il documento a cui si riferiscono i costruttori di droni e di moduli add-on.
Concentrazione di persone tale da impedire a un individuo di allontanarsi liberamente. Il sorvolo è sempre vietato in categoria Open, per qualunque classe, incluso un drone sotto i 250 grammi. Vedi drone a eventi e concerti.
Modalità in cui il drone mantiene assetto e quota ma non la posizione orizzontale, perché non usa il GNSS. Con vento deriva. Saperla gestire è la differenza tra un rientro controllato e un drone perso.
Lo spazio aereo definito attorno a un aeroporto per proteggere il traffico in arrivo e in partenza. Insieme al CTR è una delle sigle che compaiono quando si vola vicino a un aeroporto: vedi drone vicino agli aeroporti.
L'addestramento pratico che il candidato all'attestato A2 svolge da sé, in condizioni operative della sottocategoria A3, e poi autodichiara. Previsto dal Reg. (UE) 2020/639: per l'A2 non è previsto un esame pratico. Vedi il patentino A2.
Il tempo di volo effettivamente disponibile, sempre inferiore a quello dichiarato: la scheda tecnica riporta un valore ottenuto in condizioni ideali. Vento, temperatura, payload e riserva di sicurezza pesano molto. Vedi autonomia reale del drone.
Sensore di pressione usato per stimare la quota relativa del drone. È soggetto a deriva con le variazioni meteorologiche: su un volo lungo la quota barometrica può scostarsi di diversi metri da quella reale.
Firmware di volo open source dominante nel mondo FPV. Gestisce stabilizzazione, filtri, protocolli e modalità di volo, e si configura da computer. Vedi la guida ai droni FPV.
La procedura di associazione univoca tra radiocomando e ricevitore. Finché il bind non è stato eseguito, la radio non comanda quel drone: è il primo passo di qualunque montaggio o sostituzione di componenti.
La registrazione dei dati di volo a bordo, usata per l'analisi delle prestazioni e per il tuning. È anche lo strumento con cui si ricostruisce che cosa è successo davvero dopo un incidente o una perdita di controllo.
Motore a corrente continua senza spazzole. È lo standard assoluto sui droni: più efficiente, più affidabile e con meno manutenzione dei motori a spazzole. Vedi motori brushless ed ESC.
Drone venduto completo ma senza radiocomando: va associato a una radio già posseduta. Si contrappone all'RTF, pronto al volo con tutto incluso.
Nome comune del magnetometro, il sensore che determina la prua del drone leggendo il campo magnetico terrestre. È sensibile alle masse metalliche: vedi calibrazione di bussola e IMU.
Beyond Visual Line Of Sight: volo oltre il contatto visivo con il drone. Non è mai consentito in categoria Open; richiede la categoria Specific con scenario standard, autorizzazione operativa o LUC.
Le classi di identificazione europee, apposte dal costruttore come etichetta ai sensi del Regolamento delegato (UE) 2019/945. Definiscono i requisiti tecnici del drone e, di conseguenza, la sottocategoria in cui puoi volare. Vedi le classi C0-C6.
La categoria a rischio più alto, trattata come l'aviazione con equipaggio: certificazione dell'aeromobile, licenza del pilota, certificazione dell'operatore. Riguarda trasporto di persone, merci pericolose ad alto rischio e velivoli grandi progettati per operare su assembramenti. Vedi categoria Certified ed eVTOL.
La categoria a basso rischio: nessuna autorizzazione preventiva, ma limiti fissi da rispettare: MTOM sotto i 25 kg, VLOS, 120 metri di quota, divieto di sorvolo degli assembramenti. Vedi categorie Open, Specific e Certified.
La categoria a rischio medio: si accede con dichiarazione di scenario standard, autorizzazione operativa ENAC o LUC. È la strada per le operazioni che escono dai limiti Open. Vedi la guida alla categoria Specific.
Il titolo di base del pilota remoto, che si consegue con un esame online sulla piattaforma ENAC Servizi WEB. Costa 31 euro, dura 5 anni e serve per le sottocategorie A1 (con droni C1) e A3. Vedi il patentino A1/A3.
Il titolo che consente di volare in sottocategoria A2, cioè più vicino alle persone non coinvolte. Richiede l'A1/A3, un'attesa di 15 giorni e un esame presso una Entità Riconosciuta. Vedi il patentino A2.
Titolo alternativo all'A2 come prerequisito teorico per gli attestati degli scenari standard. Vedi la guida al certificato di conoscenza teorica.
Drone FPV compatto con eliche racchiuse in condotti, pensato per riprese ravvicinate e in interni. I condotti aumentano la sicurezza in caso di contatto e permettono di volare vicino a persone e oggetti.
Il fornitore del servizio di informazione comune nello U-space: mette a disposizione la base dati condivisa da tutti gli attori di un'area. In Italia d-flight ha ottenuto la certificazione CISP a dicembre 2024. Vedi U-space.
Il codice alfanumerico di 16 caratteri assegnato all'operatore registrato, i cui primi tre identificano lo Stato: "ITA" per l'Italia. Va stampato come QR code e applicato su ogni drone. Vedi registrazione su d-flight.
La descrizione completa dell'operazione che apre un'analisi SORA: quota, tipo di volo, orari, spazio aereo, caratteristiche dell'aeromobile, procedure e personale coinvolto. È il documento da cui dipende tutto il resto della valutazione.
L'insieme delle misure tecniche che impediscono al drone di uscire dal volume operativo previsto. In SORA 2.5 i requisiti di contenimento sono espliciti e vanno dimostrati con evidenze.
Il moltiplicatore che indica la corrente teoricamente erogabile da una batteria: capacità in ampere-ora per il valore C. Un dato spesso ottimistico nelle schede commerciali. Vedi la guida alle batterie LiPo.
La combinazione di stick usata per armare o disarmare i motori. Serve a evitare avvii accidentali: nessun singolo comando può mettere in moto le eliche.
Lo spazio aereo controllato che si estende attorno a uno o più aeroporti, dal suolo verso l'alto. È una delle aree in cui il volo con drone richiede verifiche e, spesso, autorizzazioni. Vedi lo spazio aereo per i droni.
Modello digitale di elevazione, di superficie (con edifici e vegetazione) e del terreno (solo suolo). Sono i tre prodotti tipici di un rilievo: la differenza tra DSM e DTM è ciò che si è scelto di filtrare. Vedi la fotogrammetria con drone.
La piattaforma italiana, gestita da ENAV, per la registrazione degli operatori UAS, la consultazione delle zone geografiche e le dichiarazioni in categoria Specific. È la fonte ufficiale della mappa: vedi come leggere la mappa d-flight.
Stazione automatica che ospita, ricarica e lancia il drone senza un operatore sul posto. È la base dei modelli di sorveglianza e ispezione ricorrente, che in Europa richiedono comunque un percorso autorizzativo in categoria Specific.
L'identificazione remota trasmessa direttamente dal drone via Bluetooth o Wi-Fi, ricevibile in locale senza infrastruttura di rete. È il modello europeo di Remote ID: vedi la voce Remote ID.
Drone immesso sul mercato prima del 1° gennaio 2024 senza marcatura di classe. Resta pienamente utilizzabile, ma vola in A1 se sotto i 250 g e in A3 se sopra. Vedi droni legacy senza marcatura.
Protocollo digitale di comunicazione tra flight controller ed ESC, nelle varianti 150, 300, 600 e 1200. La versione bidirezionale restituisce anche i giri effettivi dei motori, abilitando il filtraggio dinamico del rumore.
L'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea. Dal Reg. (UE) 2018/1139 ha competenza su tutti gli aeromobili senza equipaggio, anche i più leggeri: è la fonte dei regolamenti che valgono in tutta l'area europea.
La decisione del Direttore Esecutivo di EASA con cui vengono adottati AMC e GM. La ED Decision 2025/018/R, per esempio, ha reso applicabile SORA 2.5 dal 29 settembre 2025.
L'aumento di portanza che si verifica in prossimità del terreno, per compressione del flusso d'aria sotto le eliche. Rende il volo più efficiente ma anche meno stabile nelle fasi finali di atterraggio. Vedi la fisica del volo.
Il sistema europeo di augmentation satellitare che migliora la precisione del GNSS trasmettendo correzioni via satellite. Porta l'accuratezza orizzontale sotto il metro e mezzo, ben lontano però dai centimetri di RTK e PPK.
Equivalent Isotropically Radiated Power: la potenza irradiata equivalente di un trasmettitore. È la grandezza su cui si misurano i limiti normativi delle radio, e il motivo per cui la portata dichiarata varia tra versioni europee e non europee dello stesso apparato.
Sistema di radiocomando open source a bassa latenza e lunga portata, molto diffuso nel mondo FPV. Vedi la guida su radiocomando e trasmissione video.
La capacità di una superficie di emettere radiazione infrarossa. È il parametro che va impostato correttamente per ottenere una misura termografica attendibile: sbagliarlo produce temperature plausibili ma false. Vedi ispezione fotovoltaico con termocamera.
L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, autorità aeronautica italiana. Pubblica il Regolamento UAS-IT, gestisce esami e attestati, riconosce le Entità Riconosciute e rilascia le autorizzazioni in categoria Specific.
Organizzazione riconosciuta da ENAC per erogare formazione, addestramento pratico ed esami per l'A2 e per la categoria Specific. Vedi la guida alle Entità Riconosciute.
Il piano di risposta alle emergenze: chi fa cosa, e in che ordine, se il drone perde il controllo o cade. È un documento richiesto in categoria Specific e un'abitudine sana anche in Open.
Il controllore elettronico che regola la velocità di rotazione di un motore brushless traducendo i comandi del flight controller in correnti. Vedi motori brushless ed ESC.
Modalità in cui il contatto visivo con il drone è mantenuto tramite osservatori dislocati, in contatto con il pilota. Non è la stessa cosa del BVLOS, dove nessuno vede più il drone.
Il comportamento automatico programmato per la perdita del segnale di controllo: rientro al punto di decollo, atterraggio o mantenimento della posizione. Va impostato prima del volo, non scoperto durante. Vedi emergenze in volo.
Il calcolatore di bordo che stabilizza e controlla il drone: legge i sensori, elabora i comandi e distribuisce la potenza ai motori. Vedi flight controller e firmware.
Sistema che interrompe il volo in modo controllato, tipicamente con un paracadute o con l'arresto dei motori. È un requisito delle classi C5 e C6 e una mitigazione ricorrente nelle analisi di rischio.
La perdita di controllo con allontanamento incontrollato del drone. Le cause tipiche sono bussola disturbata, interferenze radio e impostazioni di failsafe sbagliate. Vedi drone perso o caduto.
Il campo visivo angolare di un'ottica. Un FOV ampio inquadra di più ma introduce distorsione ai bordi, un aspetto rilevante sia nelle riprese sia nella fotogrammetria.
Il pilotaggio in prima persona, guardando l'immagine della camera su un visore. In categoria Open è consentito solo con un osservatore accanto al pilota: vedi FPV e osservatore.
La disciplina FPV acrobatica non competitiva, fatta di traiettorie fluide attorno a ostacoli e strutture. Richiede modalità acro, molto allenamento al simulatore e una scelta di luoghi compatibile con le regole.
Tecnica di rappresentazione 3D basata su gaussiane anisotrope, che produce rendering fotorealistici in tempo reale. Non sostituisce la fotogrammetria metrica e non dà misure affidabili, ma è un potente strumento di visualizzazione. Vedi modelli 3D e Gaussian Splatting.
Punto a terra materializzato con un target ad alto contrasto e misurato con precisione, usato per georeferenziare un rilievo e verificarne l'accuratezza. I punti tenuti fuori dall'aggiustamento si chiamano check point.
La funzione che avverte il pilota della prossimità o dell'ingresso in una zona geografica UAS. È un requisito delle classi C1, C2, C3, C5 e C6, e non va confuso con il geofencing.
Il confinamento software del drone entro un volume definito, in modo che non possa uscirne. È un requisito della classe C6, pensata per lo scenario standard EU-STS-02.
Barriera virtuale che impedisce al drone di oltrepassare un confine. È una funzione decisa dal costruttore, non un requisito normativo europeo: sbloccarla non equivale a essere autorizzati a volare.
Sistema meccanico stabilizzato che mantiene la camera orientata indipendentemente dai movimenti del drone. È ciò che separa un video utilizzabile da uno inguardabile. Vedi gimbal e camera.
Otturatore che espone e legge tutti i pixel simultaneamente, eliminando le deformazioni tipiche del rolling shutter. È una caratteristica preziosa nella fotogrammetria di precisione e nelle riprese da mezzi in movimento.
Global Navigation Satellite System: il termine corretto per l'insieme dei sistemi satellitari di navigazione: GPS, Galileo, GLONASS, BeiDou. Un ricevitore multi-costellazione aggancia più satelliti e resiste meglio ai riflessi. Vedi GPS, GNSS e RTK.
La classe di rischio a terra nel SORA. In SORA 2.5 il valore intrinseco è su scala da 1 a 10 e dipende da dimensione e velocità del drone e dalla densità di popolazione sorvolata. Vedi SORA.
La fascia di terreno aggiunta attorno all'area di operazione per contenere le conseguenze di una perdita di controllo. Dimensionarla correttamente è uno dei modi più efficaci per ridurre il rischio a terra.
La dimensione al suolo di un pixel dell'immagine, in centimetri per pixel. È il parametro che determina la risoluzione effettiva di un rilievo e scala linearmente con la quota di volo.
La posizione registrata al decollo, verso cui il drone rientra quando si attiva il ritorno automatico. Va sempre verificata: un home point acquisito male è una delle cause classiche di rientri pericolosi.
Il volo stazionario, con il drone fermo in un punto. È il primo esercizio da imparare e il banco di prova di ogni taratura: vedi i primi esercizi di volo.
L'unità inerziale composta da giroscopio e accelerometro, che fornisce al flight controller la stima dell'assetto. La sua calibrazione va fatta su superficie piana e solo quando serve davvero.
Firmware di volo open source orientato alla navigazione autonoma e all'ala fissa, derivato dal ramo Betaflight. È una scelta comune per progetti con waypoint e lunghe distanze.
La resistenza interna di una cella di batteria: è l'indicatore più affidabile del suo stato di salute. Cresce con l'invecchiamento e fa crollare la tensione sotto carico. Vedi cura e conservazione delle batterie.
Artefatto video ondulatorio, tipico delle riprese con otturatore rolling, causato da vibrazioni che raggiungono la camera. Si combatte bilanciando le eliche e curando gli smorzatori del gimbal.
Indice globale dell'attività geomagnetica, su scala da 0 a 9. Sopra 4-5 può degradare le prestazioni del GNSS e quindi la tenuta di posizione del drone. Vedi Kp index e tempeste solari.
La costante di velocità di un motore brushless: i giri al minuto per volt applicato, a vuoto. Un KV alto significa più giri e meno coppia, e va abbinato a eliche di diametro coerente.
Light Detection And Ranging: telemetro laser che misura direttamente la distanza e genera nuvole di punti. Vede sotto la vegetazione dove la fotogrammetria non arriva. Vedi payload professionali.
Batteria ai polimeri di litio: 3,7 V nominali per cella, 4,2 V a piena carica, circa 3,8 V di stoccaggio. È lo standard dei droni e richiede attenzioni precise: vedi batterie e incendi.
Il registro dei voli e delle manutenzioni. È obbligatorio in categoria Specific e fortemente consigliato in Open, perché è ciò che permette di ricostruire la storia di un mezzo. Vedi logbook e documentazione.
La modalità a bassa velocità, con limite di 3 m/s, prevista come requisito tecnico delle classi C2 e C5. In sottocategoria A2 consente di ridurre la distanza dalle persone non coinvolte da 30 a 5 metri. Vedi la regola 1:1 e le distanze.
La percentuale di pacchetti radio ricevuti correttamente. È l'indicatore primario della salute del collegamento di controllo, più utile della semplice potenza del segnale.
Light UAS Operator Certificate: il certificato che consente a un operatore strutturato di autorizzare da sé le proprie operazioni in categoria Specific, entro i privilegi concessi e sotto sorveglianza dell'autorità.
Il sensore che misura il campo magnetico terrestre per determinare la prua del drone. È disturbato da armature, ringhiere e strutture metalliche: da lì nascono molti errori di navigazione a bassa quota.
Superficie poligonale texturizzata ricavata da una nuvola di punti. È il formato tipico per la visualizzazione e la presentazione di un modello 3D, meno adatto alle misure rispetto alla nuvola stessa.
Radar a onde millimetriche, capace di rilevare ostacoli sottili e di operare in polvere, pioggia leggera e nebbia. È presente su piattaforme professionali e agricole. Vedi sensori e anti-collisione.
Maximum Take-Off Mass: la massa massima al decollo dichiarata dal costruttore, batteria e payload inclusi. È il parametro che determina classe, sottocategoria e buona parte degli obblighi.
L'errore di posizionamento causato dai segnali satellitari riflessi da edifici e superfici metalliche. È il motivo per cui il GNSS peggiora tra i palazzi e vicino alle strutture industriali.
Indice di vegetazione calcolato da bande spettrali, usato per valutare lo stato di salute delle colture. Esistono varianti come NDRE e GNDVI. Vedi agricoltura di precisione.
La sensibilità termica di un microbolometro, espressa in millikelvin: quanto piccola è la differenza di temperatura che la termocamera riesce a distinguere. Più il valore è basso, meglio è.
Notice to Airmen: l'avviso che pubblicizza restrizioni o condizioni temporanee dello spazio aereo. Va consultato prima di volare vicino ad aeroporti o durante eventi. Vedi NOTAM e AIP per droni.
Il documento con cui EASA propone una modifica normativa e apre la consultazione. Nel 2026 EASA ha avviato i lavori su una NPA di semplificazione, con l'obiettivo di ampliare la categoria Open e rivedere gli scenari standard.
Il protocollo che distribuisce le correzioni RTK via Internet, tipicamente su rete cellulare. È ciò che permette di lavorare in RTK senza portarsi dietro una stazione base fisica. Vedi RTK e PPK.
Insieme di punti tridimensionali georeferenziati prodotto da fotogrammetria o LiDAR. È il prodotto su cui si fanno misure, sezioni e calcoli di volume.
La persona fisica o giuridica che possiede o impiega il drone: è il soggetto che si registra e ottiene il codice operatore. Può coincidere o no con il pilota. Vedi operatore UAS e pilota remoto.
Mosaico di immagini raddrizzate e georeferenziate, misurabile in pianta come una mappa. È il deliverable più richiesto di un rilievo fotogrammetrico, insieme al modello del terreno.
La sovrapposizione dei dati di telemetria all'immagine video: tensione della batteria, quota, distanza, qualità del link. Nel volo FPV è l'unico cruscotto disponibile.
Gli obiettivi di sicurezza operativa da soddisfare nel SORA, con robustezza bassa, media o alta a seconda del SAIL. Erano 24 in SORA 2.0, sono 17 in SORA 2.5.
La persona che mantiene il contatto visivo diretto con il drone durante il volo FPV, stando accanto al pilota e avvisandolo in modo continuo. La responsabilità della sicurezza resta comunque del pilota remoto.
La sovrapposizione tra fotogrammi consecutivi (frontale) e tra strisciate adiacenti (laterale). Valori tipici: 75-80% e 60-70%, da alzare su vegetazione fitta e facciate verticali.
La distanza teorica che l'elica percorrerebbe in un giro completo. Passo alto significa più velocità e più assorbimento, passo basso più spinta e più efficienza. Vedi la guida alle eliche.
Il carico utile trasportato dal drone: camera, termocamera, sensore multispettrale, LiDAR, altoparlante, sistema di sgancio. Ogni grammo di payload si paga in autonomia e in margine di sicurezza.
Predefined Risk Assessment: valutazione del rischio già preparata da EASA per operazioni ricorrenti. L'operatore la adotta al posto di un SORA completo e presenta domanda di autorizzazione operativa.
Chi non partecipa all'operazione e non è sotto il controllo dell'operatore. Il tuo assistente è una persona coinvolta, un passante no: è su questa distinzione che si reggono le distanze delle sottocategorie.
Chi comanda il volo del drone ed è responsabile della sicurezza dell'operazione. È il soggetto che deve possedere il certificato di competenza. Il termine corretto è pilota remoto, non "telepilota".
Post Processed Kinematic: correzione GNSS applicata dopo il volo, combinando le osservazioni grezze del drone con quelle di una stazione base. Non richiede collegamento in tempo reale.
Protezione che circonda le eliche per limitare i danni in caso di contatto. Aumenta la sicurezza ma anche il peso: su un drone dichiarato a 249 grammi può far superare la soglia dei 250 g.
Firmware di volo open source di ambito professionale e industriale, molto usato in ricerca e in progetti di integrazione. È una delle tre grandi famiglie insieme ad ArduPilot e Betaflight.
L'etichetta con il codice identificativo dell'operatore UAS, da stampare e applicare su ogni drone posseduto. È diversa dal QR Code UAS del singolo drone, che è facoltativo. Vedi registrazione d-flight e QR code.
Termocamera che registra il valore di temperatura per ogni pixel, consentendo misure anche dopo il volo. Una termocamera non radiometrica produce solo immagini "belle", non dati.
Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: la categoria in cui rientrano droni e batterie a fine vita. Le LiPo non vanno nell'indifferenziata: si conferiscono ai punti di raccolta previsti.
L'identificazione elettronica in tempo reale del drone e della posizione del pilota. Obbligatoria dal 1° gennaio 2024 per le classi C1, C2, C3, C5, C6 e per tutte le operazioni in categoria Specific.
Il provvedimento che riserva una porzione di spazio aereo a un'operazione. Serve, tra gli altri casi, per operare in prossimità di aeroporti o sopra i 120 metri di quota, e viene approvato dall'autorità competente.
Otturatore elettronico che legge il sensore riga per riga. Con soggetti o camera in movimento produce deformazioni: è la ragione delle linee inclinate nelle riprese laterali veloci.
Remotely Operated Vehicle: veicolo subacqueo comandato da remoto tramite cavo ombelicale. Non rientra nella normativa aeronautica, ma condivide con i droni aerei buona parte della logica operativa.
Filtraggio dinamico del rumore centrato sulla frequenza di rotazione effettiva dei motori, resa disponibile dal protocollo DShot bidirezionale. È ciò che rende volabili molti setup FPV moderni.
Indicatore della potenza del segnale radio ricevuto. Utile, ma meno affidabile della qualità del link per capire quando il collegamento sta per degradare.
Prodotto completo e pronto al volo, radiocomando incluso. È la formula tipica dei droni consumer, in contrapposizione al BNF.
Il rientro automatico al punto di decollo, attivabile dal pilota o innescato dal failsafe. Va configurato con una quota di rientro superiore agli ostacoli presenti sul percorso.
Real Time Kinematic: correzione GNSS in tempo reale che porta la precisione di posizionamento all'ordine del centimetro, usando le correzioni di una stazione base di coordinate note.
Specific Assurance and Integrity Level: il livello da I a VI che nel SORA deriva dal rischio a terra e in aria e determina la robustezza richiesta a mitigazioni e obiettivi di sicurezza.
Ricerca e soccorso. È uno degli impieghi in cui i droni hanno mostrato il valore più netto, in particolare con le termocamere. Vedi droni in ricerca e soccorso.
Satellite Based Augmentation System: i sistemi che migliorano la precisione GNSS con correzioni diffuse via satellite. In Europa il sistema di riferimento è EGNOS.
L'algoritmo che ricostruisce la geometria 3D di una scena e la posizione delle camere a partire da immagini sovrapposte. È il motore di ogni software di fotogrammetria.
Simultaneous Localization And Mapping: la tecnica che costruisce una mappa dell'ambiente mentre determina la propria posizione al suo interno. È ciò che rende possibile il volo indoor senza GNSS. Vedi volo indoor.
Specific Operations Risk Assessment: la metodologia europea in 10 step per valutare il rischio di un'operazione in categoria Specific. Dal 29 settembre 2025 è applicabile la versione 2.5.
L'insieme di flight controller ed ESC 4-in-1 montati sovrapposti in un unico blocco. È la soluzione standard nei droni FPV per risparmiare spazio e peso.
Gli scenari standard europei per la categoria Specific: STS-01 è il volo VLOS in area controllata a terra con drone di classe C5; STS-02 è il volo BVLOS con osservatori dello spazio aereo, con classe C6. Vedi gli attestati STS.
Il flusso di dati che dal drone torna al pilota: tensione, corrente, posizione, quota, qualità del collegamento. Leggerla durante il volo, e non solo dopo, è una competenza da allenare.
Drone vincolato a terra da un cavo che fornisce alimentazione e trasmette dati. Permette permanenze molto lunghe in volo ed è usato in sorveglianza, illuminazione e telecomunicazioni temporanee.
La reazione autoalimentata di una batteria al litio che porta a un incendio difficile da spegnere. È il motivo per cui LiPo gonfie o danneggiate non vanno né caricate né conservate insieme alle altre.
Il comando di potenza collettiva ai motori. Su un multirotore governa la salita e la discesa, e sulle discese verticali rapide è direttamente collegato al rischio di vortex ring state.
Il rapporto tra spinta massima disponibile e peso in ordine di volo. Un valore troppo basso lascia il drone senza margine con vento o payload; un valore alto migliora la risposta ma consuma di più.
Micro drone FPV con eliche in condotto, tipicamente da 65 a 85 mm di interasse, pensato per il volo in interni. È il modo più economico e sicuro per iniziare a volare in acro.
Tactical Mitigation Performance Requirement: i requisiti prestazionali delle mitigazioni tattiche del rischio aereo, come i sistemi di rilevamento ed evitamento. Derivano dalla classe di rischio aereo residua.
Sensore che misura la distanza dal tempo di volo di un impulso luminoso. A differenza della visione stereoscopica funziona al buio e su superfici uniformi.
L'orbita lenta e involontaria attorno al punto di stazionamento: è il sintomo classico di una bussola disturbata o mal calibrata. Vedi calibrazione di bussola e IMU.
Il solo aeromobile senza equipaggio, cioè il velivolo. Va distinto dall'UAS, che comprende anche stazione di controllo e collegamento radio.
Il sistema completo: aeromobile senza equipaggio, stazione di controllo, collegamento radio e accessori. È il termine usato dai regolamenti europei e quello corretto nei passaggi normativi.
Termini precedenti: Unmanned Aerial Vehicle, Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto, Aeromobile a Pilotaggio Remoto. Oggi superati dalla terminologia UAS/UA introdotta dai regolamenti europei.
Il quadro europeo di servizi digitali (Reg. UE 2021/664) per l'integrazione sicura dei droni in spazi aerei condivisi. In Italia la prima area operativa è quella di San Salvo, in provincia di Chieti.
U-space Service Provider: il fornitore certificato dei servizi U-space, come l'identificazione di rete, l'autorizzazione dei voli e l'informazione sul traffico. In Italia d-flight è certificata USSP da febbraio 2025.
L'infrastruttura di decollo e atterraggio per i velivoli a decollo verticale della mobilità aerea avanzata. EASA ne ha definito le specifiche tecniche di progetto: è uno dei tasselli del futuro degli air taxi.
Visual Line Of Sight: il volo entro il contatto visivo diretto e continuo con il drone, senza ausili strumentali oltre alle lenti correttive. È la condizione di base di tutta la categoria Open.
Condizione aerodinamica in cui il rotore in discesa verticale rientra nella propria scia e perde portanza. Si previene evitando discese verticali rapide e uscendone con una traslazione in avanti.
Vertical Take-Off and Landing: velivolo che decolla e atterra in verticale come un multirotore e poi vola come un'ala fissa. Unisce autonomia e indipendenza dalla pista. Vedi le tipologie di droni.
Il trasmettitore video di bordo, che invia l'immagine della camera al visore o al monitor. Potenza e frequenza sono soggette ai limiti radio europei.
Il punto di una missione programmata, con coordinate, quota e azioni associate. Volare in waypoint non esonera dal requisito VLOS: il pilota deve poter intervenire in ogni momento.
L'energia contenuta in una batteria: tensione nominale per capacità in ampere-ora. È la grandezza usata dalle regole per il trasporto aereo delle batterie al litio.
La diagonale tra i centri dei motori, in millimetri. Identifica la taglia di un telaio, soprattutto nel mondo FPV: 65, 85, 180, 220 mm e così via.
Imbardata, beccheggio e rollio: le rotazioni attorno all'asse verticale, trasversale e longitudinale. Sono i tre assi su cui il flight controller lavora per stabilizzare il drone.
Porzione di spazio aereo in cui il volo dei droni è vietato, limitato o soggetto a condizioni, definita dallo Stato membro. In Italia sono pubblicate su d-flight: vedi dove posso volare.
Aree Proibite, Regolamentate e Pericolose (Dangerous) dello spazio aereo nazionale. Compaiono nelle carte aeronautiche e vanno verificate prima del volo insieme alle zone geografiche UAS.
UAS indica il sistema completo: aeromobile, stazione di controllo e collegamento radio. UA è il solo aeromobile. UAV, SAPR e APR sono termini precedenti, oggi superati dalla terminologia europea. Drone è il termine comune, corretto nel linguaggio quotidiano.
Perché è il termine usato dal Regolamento (UE) 2019/947, che distingue il pilota remoto, chi conduce il volo e deve avere il certificato di competenza, dall'operatore UAS, cioè il soggetto che possiede o impiega il sistema e si registra.
Sono le classi di identificazione previste dal Regolamento delegato (UE) 2019/945: il costruttore le appone come etichetta e indicano i requisiti tecnici del drone. Dalla classe dipende la sottocategoria operativa in cui puoi volare.
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