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Operatore UAS e pilota remoto: chi è responsabile di cosa

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Due persone durante un'operazione con drone: una ai comandi, l'altra con un tablet
Operatore e pilota sono due ruoli giuridici: nel volo hobbistico coincidono, in azienda no.
Indice della guida

Il regolamento europeo distingue due figure: l'operatore UAS e il pilota remoto. L'operatore è il soggetto, persona fisica o azienda, sotto la cui responsabilità avviene l'operazione: è chi si registra, chi assicura, chi risponde all'autorità. Il pilota remoto è la persona che sta ai comandi e risponde della condotta del volo. Quando voli con il tuo drone sei entrambi; in un contesto aziendale i ruoli si separano, e le responsabilità restano distinte.

L'operatore UAS: il soggetto che risponde

L'operatore è definito come chi possiede o impiega l'UAS. Può essere un privato, una ditta individuale, una società, un ente pubblico. È la figura che compare nei registri: quando ti iscrivi su D-Flight non registri il drone, registri te stesso come operatore, e ricevi un codice di 16 caratteri che inizia con "ITA" da applicare, sotto forma di QR code, su ogni drone che possiedi.

I suoi obblighi principali:

  • registrarsi prima del primo volo, salvo le eccezioni previste per i droni-giocattolo e per i droni sotto i 250 g privi di sensori capaci di rilevare dati personali;
  • assicurare l'attività con una polizza di responsabilità civile verso terzi in corso di validità, come richiede l'art. 27 del Regolamento UAS-IT;
  • verificare che il drone sia conforme: classe corretta per la sottocategoria in cui si opera, Remote ID dove richiesto, manutenzione e aggiornamenti;
  • accertarsi che chi vola abbia l'attestato adeguato all'operazione;
  • in categoria Specific, dotarsi di procedure, manuale delle operazioni, logbook e piano di risposta alle emergenze;
  • rispondere alle autorità in caso di controlli, ispezioni o incidenti.

Il pilota remoto: chi comanda il volo

Il pilota remoto è la persona fisica che conduce il volo, con il radiocomando in mano o con l'incarico di supervisionare un volo automatico. I suoi compiti sono operativi e si distribuiscono lungo tutta la missione.

Prima del volo: verificare la zona sulla mappa d-flight e le eventuali restrizioni locali, valutare il meteo, ispezionare il drone, controllare batterie, eliche e aggiornamenti, individuare le vie di fuga e le aree di atterraggio di emergenza.

Durante il volo: mantenere il VLOS, rispettare quota, distanze dalle persone non coinvolte e limiti della sottocategoria, sorvegliare lo spazio aereo, interrompere l'operazione se le condizioni cambiano.

Dopo il volo: annotare quanto serve, segnalare eventuali eventi anomali, riportare all'operatore ciò che incide su manutenzione e sicurezza.

Il pilota deve possedere la competenza richiesta dall'operazione: la lettura del manuale per i droni più leggeri, il certificato A1/A3, il certificato A2, gli attestati per la categoria Specific. Il percorso completo è nel pillar sul patentino drone.

Chi fa cosa: il confronto

AreaOperatore UASPilota remoto
Registrazione su D-FlightSì, con codice operatore da apporre sui droniNessun ruolo
Assicurazione RCStipula e mantiene attiva la polizzaNessun ruolo
Conformità del droneVerifica classe, Remote ID, manutenzioneControlla lo stato del mezzo prima del volo
CompetenzeVerifica che il pilota abbia l'attestato adeguatoPossiede e mantiene valido l'attestato
PianificazioneDefinisce procedure e limiti operativiApplica le procedure al volo del giorno
Condotta del voloNessun ruoloDecide, conduce, interrompe
Rapporti con l'autoritàRisponde come soggetto giuridicoRisponde della propria condotta

Quando i due ruoli coincidono e quando no

Voli con il tuo drone per hobby o come libero professionista. Sei operatore e pilota insieme: assolvi entrambe le serie di obblighi, e non hai nessuno con cui condividerli.

Un'azienda incarica un dipendente o un collaboratore. L'azienda è l'operatore: si registra, assicura, definisce le procedure. Il collaboratore è il pilota remoto e deve avere i propri attestati. Entrambi restano responsabili, ciascuno per la propria parte.

Un committente ti chiede un servizio. Se voli con il tuo drone, l'operatore sei tu, non il cliente. Il contratto non sposta le responsabilità aeronautiche: le sposta solo, e in parte, sul piano civilistico.

L'autorità del pilota

C'è un principio che viene dall'aviazione con equipaggio e vale anche per i droni: chi conduce il volo ha l'ultima parola sulla sicurezza. Se il vento è oltre i limiti del mezzo, se sono arrivate persone nell'area, se il link radio è instabile o se semplicemente non sei nelle condizioni di volare, il volo non parte o si interrompe. Il committente può insistere, ma la responsabilità di quello che succede resta a chi ha i comandi.

È una tutela, non un fastidio: la maggior parte degli incidenti nasce da voli che qualcuno aveva già capito che era meglio non fare. I meccanismi psicologici in gioco sono spiegati nella guida sul fattore umano.

Cosa devi poter esibire

In caso di controllo, le due figure hanno documentazione diversa da mostrare.

  • Come operatore: il codice operatore applicato sul drone (QR code) e il certificato di assicurazione in corso di validità.
  • Come pilota: l'attestato di competenza richiesto dalla sottocategoria in cui stai operando.
  • In categoria Specific: anche la dichiarazione di scenario standard o l'autorizzazione operativa, insieme ai nulla osta per le zone geografiche interessate.

Le procedure di registrazione e di applicazione del QR code sono descritte nella guida su registrazione D-Flight e QR code; i requisiti assicurativi in quella sull'assicurazione obbligatoria.

Quando qualcosa va storto

Gli eventi che accadono in volo non hanno tutti lo stesso peso. Un piccolo urto senza conseguenze, un atterraggio precauzionale fuori sito e un incidente con lesioni a una persona stanno su tre piani diversi, con obblighi di segnalazione diversi verso le autorità aeronautiche. Annotare gli eventi minori è comunque una buona pratica, ed è il modo più economico per imparare dai propri errori: quando e come segnalare è trattato nella guida su incidenti e inconvenienti.

Sul piano sanzionatorio, operatore e pilota possono rispondere entrambi, su piani distinti che si sommano: quello aeronautico, quello civile per i danni e, nei casi più gravi, quello penale. Il quadro generale delle regole è nella guida alla normativa droni. Questa pagina è informazione generale, non consulenza legale.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra operatore UAS e pilota remoto?

L'operatore è il soggetto, persona o azienda, sotto la cui responsabilità avviene l'operazione: si registra, assicura, verifica la conformità del drone. Il pilota remoto è la persona fisica ai comandi, responsabile della condotta del singolo volo.

Se volo da solo con il mio drone che ruolo ho?

Entrambi. Sei l'operatore UAS, quindi devi registrarti e assicurarti, e sei il pilota remoto, quindi devi avere l'attestato adeguato e condurre il volo in sicurezza.

In azienda chi si registra su D-Flight?

L'azienda, in quanto operatore UAS: la registrazione è del soggetto giuridico e produce un unico codice operatore da apporre sui droni. I dipendenti che volano sono piloti remoti e devono avere i propri attestati.

Il pilota può rifiutarsi di eseguire un volo?

Sì, e in molte situazioni deve farlo. La decisione finale sulla sicurezza del volo spetta a chi è ai comandi: se le condizioni non sono sicure, il volo non parte o viene interrotto, a prescindere dalle richieste del committente.

In caso di incidente risponde solo il pilota?

No. In caso di danni a persone o cose entrambe le figure possono rispondere, l'operatore nella sua veste giuridica e il pilota in quella personale, su piani che possono essere amministrativi, civili e in alcuni casi penali.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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