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Normativa droni 2026: il regolamento spiegato semplice

Indice della guida
- Chi scrive le regole: EASA, Commissione europea, ENAC
- I due regolamenti europei: uno parla a te, l'altro al costruttore
- Le tre categorie: Open, Specific, Certified
- Le sottocategorie A1, A2 e A3
- Classi C0-C6 e droni senza marcatura
- Operatore UAS e pilota remoto: chi risponde di cosa
- Gli adempimenti: registrazione, QR code, assicurazione, Remote ID
- Dove puoi volare e quando
- Le regole italiane: UAS-IT, sanzioni, privacy
- Cosa è cambiato di recente e cosa sta per cambiare
- Da dove iniziare, in ordine
La normativa droni in Italia è prima di tutto europea: due regolamenti dell'Unione, il Reg. (UE) 2019/947 sulle operazioni e il Reg. (UE) 2019/945 sui requisiti dei droni, valgono direttamente in tutti i Paesi EASA. Sopra ci sono le norme nazionali di ENAC, riunite nel Regolamento UAS-IT. Il sistema non guarda a cosa ci fai con il drone, ma al rischio dell'operazione: da lì discendono le tre categorie Open, Specific e Certified e tutto il resto. Questa pagina è la mappa: ogni sezione ti dice l'essenziale e ti porta alla guida di dettaglio.
Chi scrive le regole: EASA, Commissione europea, ENAC
Fino al 2018 i droni leggeri erano affare dei singoli Stati. Il Reg. (UE) 2018/1139, il regolamento base che istituisce EASA, ha portato tutti gli aeromobili senza equipaggio sotto competenza dell'Unione, superando la vecchia soglia dei 150 kg.
Da lì in avanti i ruoli sono tre.
- EASA (Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea) prepara le regole tecniche e pubblica il materiale interpretativo: AMC (mezzi accettabili di rispondenza) e GM (materiale guida). Li trovi raccolti nelle Easy Access Rules for UAS, la cui revisione più recente è quella di giugno 2026.
- La Commissione europea adotta i regolamenti veri e propri. Sono direttamente applicabili: nessuna legge italiana deve recepirli.
- ENAC è l'autorità italiana. Applica i regolamenti europei, scrive le norme nazionali di dettaglio, gestisce esami e attestati, autorizza le operazioni in categoria Specific e definisce le zone geografiche pubblicate su d-flight.
I due regolamenti europei: uno parla a te, l'altro al costruttore
È la distinzione che chiarisce metà dei dubbi.
| Atto | Tipo | Data | A chi parla |
|---|---|---|---|
| (UE) 2019/947 | Regolamento di esecuzione | 24 maggio 2019 | A operatori e piloti: cosa puoi fare, dove, con quale attestato |
| (UE) 2019/945 | Regolamento delegato | 12 marzo 2019 | A fabbricanti, importatori e distributori: com'è fatto il drone, classi C0-C6 |
I due si incastrano: la classe che il costruttore appone sul drone in base al 945 determina la sottocategoria in cui puoi usarlo in base al 947. Se vuoi entrare nel dettaglio, ci sono due guide dedicate: il Regolamento (UE) 2019/947 articolo per articolo e il Regolamento (UE) 2019/945 su classi e marcatura CE.
Nessuno dei due è stato riscritto dal 2019: sono stati emendati più volte. Le modifiche che contano davvero per chi vola sono la nascita delle classi C5 e C6 (Reg. 2020/1058), la proroga del periodo transitorio per i droni non marcati fino al 1° gennaio 2024 e l'obbligo di luce verde lampeggiante per il volo notturno (Reg. 2022/425).
Le tre categorie: Open, Specific, Certified
Il regolamento costruisce un sistema basato sul rischio, non sull'uso. La vecchia distinzione ENAC tra volo ricreativo e non ricreativo non esiste più: un video per il tuo canale e un rilievo fatturato a un cliente, con lo stesso drone nelle stesse condizioni, stanno nella stessa categoria.
| Categoria | Rischio | Come si accede | Chi autorizza |
|---|---|---|---|
| Open | Basso | Rispetti i limiti, nessuna autorizzazione preventiva | Nessuno: auto-conformità |
| Specific | Medio | Dichiarazione di scenario standard, autorizzazione operativa oppure LUC | ENAC |
| Certified | Alto | Certificazione dell'aeromobile, licenza del pilota, certificazione dell'operatore | EASA / ENAC |
In categoria Open valgono cumulativamente: MTOM sotto i 25 kg, volo VLOS (contatto visivo diretto e continuo, eventualmente con un osservatore se voli in FPV), quota massima 120 m dal punto più vicino della superficie, divieto assoluto di sorvolo di assembramenti di persone, divieto di trasportare merci pericolose e di sganciare materiali, rispetto delle zone geografiche UAS, conoscenza del manuale del costruttore.
Un'eccezione utile: vicino a un ostacolo artificiale più alto di 120 m puoi salire fino a 15 m sopra la sua sommità entro 50 m dall'ostacolo, su richiesta di chi ne è responsabile.
La guida dedicata alle categorie Open, Specific e Certified spiega come si capisce, prima di un volo, in quale delle tre stai finendo.
Le sottocategorie A1, A2 e A3
Dentro l'Open ci sono tre sottocategorie. La differenza sta in quanto sei vicino alle persone non coinvolte, cioè a chi non partecipa all'operazione e non è sotto il controllo dell'operatore.
| A1 | A2 | A3 | |
|---|---|---|---|
| Principio | Puoi volare vicino a singole persone, mai su assembramenti | Voli vicino alle persone a distanza di sicurezza | Voli lontano da tutti |
| Classi | C0, C1 | C2 | C2, C3, C4 |
| Peso indicativo | C0 < 250 g; C1 < 900 g | < 4 kg | fino a < 25 kg |
| Distanza dalle persone | C0: sorvolo consentito, meglio evitarlo; C1: non sorvolare intenzionalmente | ≥ 30 m, ridotti a ≥ 5 m con modalità a bassa velocità attiva | Nessuna persona non coinvolta nell'area |
| Distanza dalle aree | non prevista | non prevista | ≥ 150 m da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative |
| Competenza | C0: manuale; C1: certificato A1/A3 | Certificato A2 | Certificato A1/A3 |
La tabella completa, con esempi concreti e la posizione dei droni legacy, è nella guida sulle sottocategorie A1, A2 e A3.
Classi C0-C6 e droni senza marcatura
Le classi sono etichette apposte dal costruttore secondo il Reg. 2019/945. Dicono, a colpo d'occhio, in quale sottocategoria puoi usare il drone e quali funzioni deve avere a bordo.
| Classe | Limite | Sottocategoria tipica | Remote ID e geo-awareness |
|---|---|---|---|
| C0 | < 250 g | A1 | No |
| C1 | < 900 g o energia d'impatto < 80 J | A1 | Sì |
| C2 | < 4 kg | A2 | Sì, più modalità a bassa velocità |
| C3 | < 25 kg, dimensione < 3 m | A3 | Sì |
| C4 | < 25 kg, senza controllo automatico | A3 | No |
| C5 | < 25 kg | EU-STS-01 (Specific) | Sì, più terminazione del volo |
| C6 | < 25 kg, dimensione < 3 m | EU-STS-02 (Specific) | Sì, più terminazione del volo |
I droni immessi sul mercato prima del 1° gennaio 2024 senza marcatura di classe sono i cosiddetti legacy. Restano perfettamente legali, ma da quella data volano solo in A1 se stanno sotto i 250 g, altrimenti in A3. La fascia intermedia non esiste più: un legacy da 900 g o da 2 kg non può volare in A2. Il dettaglio è nel pillar sulle classi C0-C6 e nella guida sui droni legacy senza marcatura.
Operatore UAS e pilota remoto: chi risponde di cosa
La normativa distingue due figure che nella pratica dell'hobbista coincidono.
- L'operatore UAS è il soggetto, persona o azienda, sotto la cui responsabilità avviene l'operazione. È chi si registra, chi stipula l'assicurazione, chi deve verificare che il drone sia conforme e che chi vola abbia l'attestato giusto.
- Il pilota remoto è la persona fisica ai comandi. Risponde della condotta del volo: valutazione dell'area, meteo, VLOS, distanze, decisione di non decollare.
Quando voli con il tuo drone sei entrambi. In azienda i due ruoli si separano, e le responsabilità restano distinte. Trovi il quadro completo nella guida su operatore UAS e pilota remoto.
Gli adempimenti: registrazione, QR code, assicurazione, Remote ID
Sono quattro cose da sistemare prima del primo volo, e valgono anche per chi vola per divertimento.
- Registrazione dell'operatore su D-Flight. Obbligatoria per chiunque operi un drone, con l'eccezione dei droni-giocattolo conformi alla direttiva 2009/48/CE e dei droni sotto i 250 g privi di sensori capaci di rilevare dati personali. Ricevi un codice operatore EASA di 16 caratteri che inizia con "ITA": va applicato su ogni drone che possiedi, sotto forma di QR code.
- Assicurazione RC. L'art. 27 del Regolamento UAS-IT vieta di operare senza una polizza di responsabilità civile in corso di validità, con massimali conformi al Reg. (CE) 785/2004: per gli aeromobili sotto 500 kg il minimo è 750.000 DSP, circa 900.000 euro a seconda del cambio. Vale anche sotto i 250 g. Una polizza capofamiglia generica non basta.
- Attestato di competenza, quando la sottocategoria lo richiede.
- Remote ID, obbligatorio dal 1° gennaio 2024 per le classi C1, C2, C3, C5, C6 e per tutte le operazioni in Specific.
Le tariffe D-Flight sono cambiate il 15 gennaio 2026: abbonamento Basic 7 euro, Pro 28 euro, QR Code UAS Base 7 euro, QR Code UAS Pro 112 euro, IVA inclusa. Le guide di dettaglio sono quelle su registrazione D-Flight e QR code, assicurazione obbligatoria e Remote ID.
Dove puoi volare e quando
Il regolamento fissa i limiti generali, ma la risposta concreta arriva dalla mappa. Le zone geografiche UAS italiane sono pubblicate su d-flight, che ENAC indica come fonte da consultare prima di ogni volo: i colori indicano la quota massima consentita in categoria Open, dal bianco (120 m) al rosso (volo vietato). A questo si aggiungono aree di sicurezza aeroportuale, zone P, R e D, aree soggette al divieto di sorvolo dell'art. 793 del Codice della Navigazione, parchi e riserve, ordinanze comunali e disposizioni di pubblica sicurezza.
Il volo notturno è consentito in Open, a condizione di attivare una luce verde lampeggiante sul drone, come previsto dal Reg. (UE) 2022/425 dal 1° luglio 2022. Il VLOS resta obbligatorio anche di notte, ed è la parte difficile: vedi la guida sul volo notturno.
Tutto il resto, cioè città, spiagge, montagna, aeroporti, aree protette e proprietà private, è raccolto nel pillar dove posso volare con il drone.
Le regole italiane: UAS-IT, sanzioni, privacy
Il Regolamento ENAC UAS-IT completa il quadro europeo con quello che il regolamento UE lascia agli Stati: assicurazione, zone geografiche, autorizzazioni per il sorvolo di aree vietate, aeromodellismo, sanzioni. L'edizione pubblicata resta l'Ed. 1 del 4 gennaio 2021; una nuova edizione è in consultazione da dicembre 2024 e alle fonti disponibili non risulta ancora pubblicata: prima di dare per acquisita una novità, conviene ricontrollare la pagina ENAC. Ne parla la guida sul Regolamento ENAC UAS-IT.
Sul fronte sanzionatorio l'art. 26 del UAS-IT rinvia alle disposizioni penali e amministrative del Codice della Navigazione, e il quadro assicurativo è quello del D.Lgs. 197/2007: gli importi non sono simbolici e nei casi più gravi è previsto il sequestro del mezzo. Il tema, con le cautele del caso, è trattato nella guida sulle sanzioni.
C'è poi un piano completamente separato: la privacy. Il drone con camera è uno strumento di trattamento di dati personali, e le sanzioni del GDPR si sommano a quelle aeronautiche. L'esenzione per uso domestico decade nel momento in cui pubblichi le immagini. Approfondimento nella guida su drone e privacy.
Cosa è cambiato di recente e cosa sta per cambiare
Gli ultimi due anni hanno concentrato parecchie scadenze.
- 29 settembre 2025. Diventa applicabile SORA 2.5, la nuova versione della metodologia di valutazione del rischio per la categoria Specific: iGRC su scala 1-10 e 17 obiettivi di sicurezza operativa al posto di 24. Vedi la guida su SORA 2.5.
- 1° gennaio 2026. Scadono definitivamente gli scenari standard nazionali italiani. In Specific restano solo EU-STS-01 (VLOS, drone C5) ed EU-STS-02 (BVLOS con osservatori, drone C6), con nuove dichiarazioni su d-flight valide due anni e il nuovo attestato di pilota STS.
- 15 gennaio 2026. Nuove tariffe D-Flight.
- 22 febbraio 2026. Si applica il Reg. (UE) 2024/1110, parte del pacchetto Innovative Air Mobility, che introduce l'obbligo di certificato di aeronavigabilità per gli UAS a progetto certificato in categoria Specific.
- Primavera 2026. EASA avvia una consultazione per semplificare il Reg. 2019/947 su due fronti: ampliare la categoria Open e rivedere gli scenari standard. La motivazione è che circa il 70% delle operazioni in Specific sono voli VLOS a basso rischio, per i quali un SORA completo è sproporzionato.
- Giugno 2026. Esce la revisione delle Easy Access Rules che consolida SORA 2.5, e viene presentata la proposta "U-space Light", un'architettura a tre livelli che punta ad abilitare il BVLOS a bassa quota in aree rurali e suburbane. Le prime implementazioni sono prospettate per il 2027.
Da dove iniziare, in ordine
Se stai partendo da zero, l'ordine che funziona è questo: capisci in quale sottocategoria ti mette il tuo drone, prendi l'attestato che serve, registrati come operatore, assicurati, verifica la zona su d-flight e solo allora decolla. Il percorso completo, dall'esame A1/A3 fino agli attestati per la categoria Specific, è nel pillar sul patentino drone; il quadro professionale è in come diventare pilota di droni.
Questa pagina è informazione generale, non consulenza: per le decisioni che pesano, come un'operazione in Specific, un contenzioso o una polizza, il riferimento restano i testi normativi e l'autorità competente.
Approfondimenti della sezione
20 approfondimenti
Domande frequenti
Qual è la legge che regola i droni in Italia?
Due regolamenti europei direttamente applicabili: il Reg. (UE) 2019/947 per le operazioni e il Reg. (UE) 2019/945 per i requisiti dei droni. In Italia si aggiunge il Regolamento ENAC UAS-IT, la cui edizione pubblicata resta la n. 1 del 4 gennaio 2021.
Le regole cambiano se volo per hobby o per lavoro?
No. Dal regime europeo la distinzione tra uso ricreativo e professionale non esiste più: conta il rischio dell'operazione, cioè peso del drone, distanza dalle persone, quota e luogo.
Serve un attestato per qualsiasi drone?
Non per tutti. Un drone di classe C0 sotto i 250 g senza sensori può essere pilotato dopo aver letto il manuale, ma appena passi a un C1 o a un drone legacy sopra i 250 g serve almeno il certificato A1/A3.
Cosa è cambiato nel 2026 per i piloti italiani?
Dal 1° gennaio 2026 sono scaduti gli scenari standard nazionali IT-STS e restano solo EU-STS-01 ed EU-STS-02; dal 15 gennaio 2026 sono aumentate le tariffe D-Flight; dal 22 febbraio 2026 si applica il Reg. (UE) 2024/1110.
Dove verifico se una zona è vietata ai droni?
Sulla mappa delle zone geografiche UAS pubblicata su d-flight, che ENAC indica come riferimento ufficiale, integrata da NOTAM, ordinanze locali e disposizioni di pubblica sicurezza.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.