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Wind shear, microburst e downburst: i colpi di vento che non vedi arrivare

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Nube a mensola in avvicinamento su una pianura mentre un drone rientra verso il pilota
Quando la nube a mensola è visibile, il fronte di raffica è a pochi minuti.
Indice della guida

Il wind shear è un cambiamento improvviso di velocità o direzione del vento su una distanza breve. Il downburst è una colonna d'aria che precipita da un cumulonembo, tocca terra e si espande in tutte le direzioni; quando il suo diametro è inferiore a 4 chilometri si chiama microburst. Sono i fenomeni che spiegano la maggior parte degli incidenti "inspiegabili" con giornata apparentemente buona: durano pochi minuti, coprono poche centinaia di metri e non compaiono in nessuna previsione a griglia.

La buona notizia è che si annunciano. Chi sa cosa guardare è già a terra quando arrivano.

Le tre forme di wind shear a bassa quota

Verticale. È la più comune e la incontri ogni volta che sali. L'attrito con il terreno rallenta il flusso vicino al suolo: sopra c'è il vento sinottico, in basso un vento attenuato, e la transizione avviene su poche decine di metri. Il drone che attraversa quello strato rolla, deriva e perde quota per un istante. Se al decollo sentivi poco vento, la sorpresa arriva puntuale a trenta metri.

Orizzontale. Si trova lungo i fronti, dove due masse d'aria con caratteristiche diverse si toccano. Stai volando in una direzione, attraversi una linea che non vedi, e il vento cambia di novanta gradi. È pericoloso soprattutto perché non è graduale.

Direzionale. La direzione ruota progressivamente nei primi metri dal suolo. È tipico delle zone con orografia complessa e delle vicinanze degli edifici. Non c'è una transizione netta da riconoscere: senti solo il drone che si comporta in modo strano.

Come nasce un downburst

Dentro un cumulonembo maturo l'aria satura di precipitazione diventa più fredda e più densa dell'ambiente circostante. Quando inizia a scendere, l'evaporazione delle gocce la raffredda ulteriormente e la accelera. Arriva al suolo come una colonna, impatta e si allarga radialmente in tutte le direzioni.

Il risultato, in pochi minuti, è un campo di vento che cambia completamente. Chi si trova sul lato di avvicinamento riceve un vento frontale, chi è dall'altra parte lo riceve alle spalle, e chi sta sotto viene schiacciato verso il basso.

CaratteristicaValore tipico
DiametroInferiore a 4 km (microburst); superiore per il downburst
Durata5-15 minuti
Velocità verticaleFino a circa 70 m/s nei casi documentati in aviazione
Vento orizzontale al suoloOltre 100 km/h in uscita dal punto di impatto
Stagione in ItaliaGiugno-settembre, con picco nel pomeriggio e nella prima sera

Le velocità riportate provengono dalla casistica aeronautica e descrivono i casi più intensi: servono a dare la misura del fenomeno, non a stabilire una soglia. Per un drone della categoria Open la conclusione è la stessa in ogni caso: non c'è margine di recupero.

Il microburst secco: quello che non piove

Il caso più insidioso si verifica quando le precipitazioni evaporano prima di raggiungere il terreno. Sotto la nube resta la massa d'aria fredda che continua a precipitare, ma a terra non cade una goccia. Il temporale sembra lontano o inoffensivo.

L'indizio visivo si chiama virga: scie di pioggia visibili sotto la base della nube che si interrompono a mezz'aria. Se vedi virga sotto un cumulonembo, stai guardando il meccanismo che alimenta un microburst secco.

I precursori: cosa guardare, in che ordine

Quattro segnali, in ordine di anticipo decrescente.

Il cumulonembo a incudine. Quando la cima della nube si appiattisce orizzontalmente significa che ha raggiunto la tropopausa e la cella è in fase matura. Da quel momento in poi la distanza di sicurezza è 15 chilometri. Come si riconoscono i tipi di nube è spiegato in nubi, precipitazioni e temporali.

La virga. Vedi pioggia che non arriva a terra sotto una nube scura: il volo si chiude.

La nube a mensola o roll cloud. Una nube cilindrica orizzontale al bordo anteriore del temporale. È il fronte di raffica che si annuncia: restano pochi minuti.

Il fronte di raffica a terra. Temperatura che cala di colpo di alcuni gradi in pochi secondi, vento che gira di novanta o centottanta gradi, polvere e foglie sollevate, sensazione improvvisa di fresco umido. A questo punto l'impatto è nell'ordine di qualche decina di secondi.

I segnali nei bollettini

Prima ancora di guardare il cielo, il METAR dell'aeroporto più vicino e il TAF per le tue ore di volo contengono le sigle che contano: TS (temporale), TSRA (temporale con pioggia), VCTS (temporale nelle vicinanze), CB (cumulonembi), TCU (cumuli in sviluppo), WS (wind shear riportato). Se una di queste compare, le operazioni si sospendono in tutta l'area, non solo sull'aeroporto. Come si decodificano riga per riga è in METAR e TAF.

A livello di area, i SIGMET segnalano temporali, turbolenza severa e grandine su porzioni estese di spazio aereo: sono la fonte che intercetta la linea temporalesca in arrivo prima che compaia nel bollettino locale. Vedi SIGMET, AIRMET e carte meteo.

Le tre decisioni possibili

Il criterio è la distanza della cella e la sua traiettoria.

SituazioneDecisione
Cumulonembo oltre 15 km, traiettoria non convergenteMonitoraggio attivo, voli brevi, quota ridotta
Cella fra 5 e 15 km in avvicinamentoChiudi la ripresa, rientro diretto, a terra entro 5 minuti, attrezzatura imballata
Cella entro 5 km, o virga e nube a mensola sopra di teAtterraggio immediato, anche manuale e fuori area, e riparo per te

Un punto operativo che vale la pena fissare: non contare sul rientro automatico. Se le raffiche superano la velocità massima del drone, in RTH controvento il mezzo semplicemente non arriva, e nel frattempo consuma la batteria che ti serviva per atterrare dove potevi. Atterrare manualmente lontano dal punto di partenza è quasi sempre la scelta migliore: le procedure sono le stesse descritte in emergenze in volo.

Dopo il passaggio della cella, il cielo si pulisce rapidamente e le condizioni possono tornare buone in mezz'ora. Vale però la pena aspettare che il fronte di raffica sia completamente passato e che non ci siano celle successive nella stessa linea. Il quadro completo dei fattori da valutare prima di ogni decollo è nella guida al meteo per piloti di droni, e il metodo per trasformarlo in decisione è in pianificare una missione con il meteo.

Domande frequenti

Che cos'è il wind shear e perché riguarda un drone?

È un cambiamento improvviso di velocità o di direzione del vento su una distanza breve, in verticale o in orizzontale. Riguarda i droni perché la forma più comune si trova proprio nei primi cento-duecento metri dal suolo, dove l'attrito rallenta il flusso in basso e non in alto: salendo, il drone incontra all'improvviso un vento molto più forte di quello che sentivi al decollo.

Quanto è forte un microburst?

Ha un diametro inferiore a 4 chilometri e dura tipicamente 5-15 minuti. Nei casi documentati in aviazione le velocità verticali arrivano a circa 70 m/s e il vento orizzontale in uscita al suolo può superare i 100 km/h. Nessun drone della categoria Open resiste a un impatto diretto: l'unica difesa è non essere in aria.

Un microburst può verificarsi senza pioggia al suolo?

Sì, ed è il caso più insidioso. Si chiama microburst secco: le precipitazioni evaporano prima di toccare terra, ma la massa d'aria fredda continua a precipitare. L'indizio visivo è la virga, cioè scie di pioggia che si interrompono a mezz'aria sotto la nube.

Cosa faccio se il drone è in volo e arriva il fronte di raffica?

Atterri subito, anche manualmente e anche fuori dall'area di decollo prevista. Il rientro automatico non è una buona idea: se le raffiche superano la velocità massima del drone, in RTH controvento non arriva. Se senti la temperatura calare di colpo e il vento girare, hai nell'ordine di qualche decina di secondi.

Quali sigle nel METAR segnalano rischio di wind shear?

TS indica temporale, TSRA temporale con pioggia, VCTS temporale nelle vicinanze, CB la presenza di cumulonembi e WS il wind shear riportato. Se una di queste compare nel METAR dell'aeroporto vicino o nel TAF per le tue ore di volo, le operazioni si sospendono nell'area.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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