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Caldo estivo e batterie: come proteggere le LiPo in agosto

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Tempo di lettura 5 min

Batterie per drone in una cassetta metallica all'ombra di un olivo in una giornata estiva
All'ombra e ventilate: in agosto è la differenza tra un pacco sano e un pacco gonfio.
Indice della guida

Le batterie dei droni non si rovinano volando: si rovinano ferme. E in agosto si rovinano più in fretta, perché il calore accelera tutti i processi di degradazione della cella. Un pacco dimenticato tre ore nell'abitacolo di un'auto al sole può perdere più capacità di venti voli fatti bene. Le regole per evitarlo sono poche e tutte semplici: temperatura di stoccaggio tra 15 e 25 °C, tensione di storage a 3,8 V per cella, mai ricaricare un pacco caldo.

Che cosa fa il caldo a una cella

Una batteria al litio è un sistema elettrochimico, e la chimica va più veloce quando c'è più energia termica. Al freddo le reazioni rallentano, la resistenza interna sale e la capacità utile cala; al caldo succede il contrario, e sul momento sembra addirittura un vantaggio, perché il pacco eroga meglio.

Il problema è che accelerano anche le reazioni parassite, quelle che degradano gli elettrodi e l'elettrolita in modo irreversibile. Non lo vedi in un volo: lo vedi in un mese di agosto, quando i pacchi che a giugno tenevano dodici minuti ne tengono nove.

Il caso limite è il thermal runaway: una reazione autoalimentata che porta la cella a superare i 500 °C, emette gas tossici e non si spegne con gli estintori tradizionali, perché produce da sé l'ossigeno che la alimenta. Le cause principali sono danno meccanico, sovraccarica, cortocircuito, difetto di fabbricazione e uso a temperature estreme. Il caldo, da solo, raramente basta a innescarlo; ma è il fattore che rende molto più probabile che uno degli altri lo faccia.

L'auto al sole è il vero nemico

È l'errore estivo più comune, e nasce da un'abitudine ragionevole: si tiene tutto in macchina per non fare avanti e indietro. L'intervallo di stoccaggio consigliato è 15-25 °C. Un abitacolo chiuso e parcheggiato al sole in una giornata di agosto supera abbondantemente quell'intervallo, e il bagagliaio non è più fresco: è solo meno visibile.

Le regole d'estate diventano tre, e sono banali:

  • le batterie viaggiano con te, in una borsa, non lasciate in auto;
  • sul campo stanno all'ombra e ventilate, mai appoggiate sulla lamiera o sull'asfalto;
  • se devi lasciarle in auto per forza, mettile nel punto più fresco e per il minor tempo possibile, con i finestrini socchiusi se le circostanze lo consentono.

Non caricare il pacco appena atterrato

Dopo un volo intenso una batteria è calda: ha erogato corrente per venti minuti e ha dissipato calore per effetto Joule. Metterla subito in carica somma il calore della ricarica a quello residuo del volo.

Il tempo di attesa non è un numero fisso, è una condizione: il pacco deve essere tornato a temperatura ambiente al tatto. D'estate, all'ombra, sono in genere venti o trenta minuti. Vale anche il contrario: mai caricare una batteria fredda dopo averla tenuta in frigorifero, pratica che ogni tanto qualcuno suggerisce e che non va fatta.

Il resto delle regole di carica non cambia con la stagione, ma d'estate va rispettato con più attenzione:

  • carica a 1C, cioè 1,5 A per un pacco da 1.500 mAh; la carica veloce a 2C accorcia la vita utile;
  • superficie non combustibile, mai su tappeto, legno, divano o dentro l'auto;
  • LiPo bag o cassetta metallica ignifuga;
  • mai in carica incustodito, senza eccezioni;
  • mai caricare un pacco gonfio, deformato o forato.

Conservazione: agosto è il mese in cui si sbaglia

Il volo salta per il caldo, per il vento del pomeriggio, per le ferie. I pacchi restano carichi al 100% in attesa dell'occasione buona, e lì si consumano.

La regola è la stessa di sempre: se un pacco non viene usato entro due o tre giorni, va portato a storage, 3,8 V per cella. Sopra quel valore la degradazione accelera, e accelera ancora di più con il caldo. Le batterie intelligenti dei droni consumer scaricano automaticamente a storage dopo un numero configurabile di giorni: vale la pena aprire le impostazioni e verificare che la funzione sia attiva prima di lasciarle in un armadio per due settimane.

Aggiungi due abitudini che costano nulla: numerare i pacchi e ruotarli in ordine, così invecchiano tutti allo stesso modo, e tenere un registro dei cicli. La vita utile tipica è di 200-500 cicli prima di scendere sotto l'80% della capacità nominale.

Quando un pacco va ritirato

Tre segnali, in ordine di gravità.

Il primo è la capacità che cala: se i tempi di volo si accorciano stabilmente rispetto agli altri pacchi della stessa serie, quel pacco è avanti nell'invecchiamento. Il secondo è la resistenza interna in aumento: su un 6S sano si misura attorno a 1-3 mΩ per cella, e la sua crescita progressiva è il miglior indicatore di degrado. Il terzo è il rigonfiamento: un pacco gonfio si ritira immediatamente, senza discussioni e senza "ancora un volo".

Lo smaltimento non è nell'indifferenziata: le batterie al litio sono RAEE e vanno conferite in isola ecologica o al rivenditore, con i terminali isolati con nastro. Un pacco integro va scaricato completamente prima del conferimento; uno gonfio o danneggiato va portato così com'è, senza tentare metodi improvvisati.

Per approfondire: la guida completa alle batterie LiPo per droni, quella su carica, conservazione e smaltimento e il capitolo su batterie e incendi. Se il tema è quanto duri davvero un pacco in volo, c'è autonomia reale del drone; per il resto dei controlli stagionali, manutenzione del drone.

Domande frequenti

Posso lasciare le batterie del drone in auto d'estate?

No. L'abitacolo di un'auto parcheggiata al sole raggiunge temperature molto superiori a quelle esterne, ben oltre l'intervallo di stoccaggio consigliato di 15-25 °C. L'esposizione prolungata al caldo accelera la degradazione della cella e aumenta il rischio di rigonfiamento: le batterie viaggiano con te, in una borsa all'ombra, non nel bagagliaio.

Quanto devo aspettare prima di ricaricare una batteria appena usata?

Il tempo necessario a farla tornare a temperatura ambiente al tatto, che d'estate significa in genere venti o trenta minuti all'ombra. Caricare un pacco caldo somma il calore della ricarica a quello residuo del volo: è una delle condizioni che favoriscono il degrado accelerato e, nei casi peggiori, il guasto termico.

A che tensione vanno conservate le batterie LiPo?

A circa 3,8 V per cella, che è la tensione di stoccaggio. Sopra quel valore la degradazione accelera, quindi un pacco che resta inutilizzato più di due o tre giorni va portato a storage. Molte batterie intelligenti lo fanno da sole dopo un numero configurabile di giorni: vale la pena verificare che l'impostazione sia attiva.

Fonti

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