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Droni di classe C0: sotto i 250 g, il massimo della libertà

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Un piccolo drone pieghevole appoggiato sul palmo di una mano, con colline italiane sullo sfondo
Sotto i 250 grammi cambia il regime operativo, non il buon senso.
Indice della guida

Un drone di classe C0 ha una massa massima al decollo inferiore a 250 grammi e una velocità massima inferiore a 19 m/s. Vola in sottocategoria A1, la più permissiva della categoria Open, non ha obbligo di Remote ID né di geo-awareness e non richiede alcun esame per essere pilotato. È il regime più libero che il regolamento europeo preveda. Ma "più libero" non vuol dire "senza regole", e la distanza tra le due cose è dove nascono i guai.

I requisiti della classe C0

RequisitoValore
MTOM< 250 g
Velocità massima< 19 m/s
Altezza massima120 m dal punto più vicino della superficie
Alimentazioneelettrica
Remote ID direttonon richiesto
Geo-awarenessnon richiesta
SottocategoriaA1 (ammesso anche in A2 e A3)
Competenza del pilotafamiliarità con il manuale del costruttore

Il progetto della classe punta a minimizzare il rischio di lesioni: sotto i 250 grammi l'energia in gioco in un impatto è considerata abbastanza bassa da giustificare requisiti operativi alleggeriti. È un ragionamento sul rischio, non un giudizio sulle prestazioni.

Attenzione al criterio di misura: il limite è la MTOM, la massa massima al decollo. Comprende batteria, eliche, scheda di memoria, eventuali paraeliche o supporti. Non è il peso dichiarato sulla scatola in configurazione minima. Se il concetto ti è nuovo, la voce di glossario su MTOM chiarisce la differenza con il peso a vuoto.

Cosa puoi fare in sottocategoria A1

In A1 con un C0 puoi volare vicino alle persone non coinvolte, e il sorvolo non è vietato. Il regolamento chiede comunque di evitarlo: è tollerato quando è accidentale e di breve durata, non quando diventa la tua tecnica di ripresa.

Restano fermi i limiti generali della categoria Open:

  • 120 metri massimi dal punto più vicino della superficie terrestre;
  • VLOS: contatto visivo diretto e continuo con il mezzo, senza binocoli o ausili (le lenti correttive non contano);
  • divieto assoluto di sorvolare assembramenti di persone, cioè concentrazioni da cui una persona non può allontanarsi liberamente. Vale anche per i C0, senza eccezioni;
  • rispetto delle zone geografiche UAS pubblicate su d-flight;
  • divieto di trasportare merci pericolose e di sganciare materiali.

Gli obblighi che restano anche sotto i 250 grammi

Tre adempimenti sopravvivono alla leggerezza.

Registrazione come operatore UAS. Serve a chiunque operi un drone in Italia, tranne chi usa droni-giocattolo conformi alla direttiva 2009/48/CE o droni sotto i 250 g privi di sensori in grado di rilevare dati personali. Dato che praticamente tutti i C0 hanno una camera, praticamente tutti i C0 vanno registrati. Il codice operatore è un identificativo EASA di 16 caratteri che inizia con "ITA" e va applicato come QR code su ogni drone posseduto: il procedimento è descritto nella guida alla registrazione su D-Flight.

Assicurazione RC. L'orientamento ENAC, coerente con l'art. 27 del Regolamento UAS-IT, è che la copertura di responsabilità civile verso terzi sia obbligatoria per qualsiasi drone e per qualsiasi uso, incluso quello ricreativo, a prescindere dal peso. Una polizza capofamiglia generica non basta: serve una polizza specifica. I massimali di riferimento sono quelli del Reg. (CE) 785/2004 e li trovi nella guida sull'assicurazione drone.

Privacy. Un drone con camera è uno strumento di trattamento di dati personali quando riprende persone identificabili, targhe o ingressi di abitazioni. L'esenzione per uso domestico decade nel momento in cui pubblichi le immagini.

Sul tema attestato, la guida che risponde per esteso è serve il patentino sotto i 250 grammi.

La trappola della batteria maggiorata

È il caso didattico più importante degli ultimi anni e vale la pena raccontarlo per esteso, perché riguarda modelli molto diffusi.

Alcuni costruttori certificano un sub-250 g come C0 nella configurazione con batteria standard, e vendono separatamente una batteria a maggiore capacità che porta il mezzo intorno ai 300 grammi di peso operativo, con MTOM oltre i 350 grammi. Il caso di scuola del 2026 è il DJI Mini 5 Pro: certificato C0 a 249,9 grammi con la batteria in dotazione, esiste in una versione di prodotto separata certificata C1, venduta in combo con le batterie maggiorate.

Il punto normativo è netto: montare la batteria maggiorata su un esemplare certificato C0 altera le specifiche con cui il drone è stato certificato. Il mezzo perde i requisiti della marcatura C0, supera i 250 grammi e non possiede la certificazione C1. Non esiste una procedura software per "convertire" un C0 in C1, e nessun attestato di pilota sana la situazione, perché il problema è la conformità del mezzo, non la qualifica di chi lo pilota.

Vale la pena ricordare anche il rovescio tecnico: una batteria più grande non regala autonomia in proporzione, perché il peso aggiuntivo aumenta la potenza necessaria a restare in volo. Il guadagno c'è, ma è molto meno che proporzionale.

Quali droni sono in classe C0

Il segmento sotto i 250 grammi è oggi il più affollato del mercato consumer, e il vincolo di peso non implica più un compromesso fotografico: esistono sub-250 g con sensore da 1 pollice e rilevamento ostacoli.

Gli elenchi di modelli certificati che circolano in rete invecchiano però molto in fretta, cambiano tra versioni "EU" e non-EU dello stesso prodotto e non coprono in modo affidabile le uscite più recenti. Per questo qui non trovi una lista: l'unico riferimento attendibile è l'etichetta fisica sul drone e la dichiarazione di conformità UE del costruttore per la configurazione esatta che stai comprando.

Quando conviene salire di classe

Un C0 copre benissimo riprese personali, viaggi, primi voli e lavoro leggero in contesti non affollati. Ha però due limiti strutturali: la fragilità al vento, legata alla massa ridotta, e l'assenza di Remote ID e geo-awareness, che in prospettiva pesa per chi vuole crescere verso operazioni più strutturate.

Se prevedi di volare regolarmente con persone nei paraggi o di lavorare in ambiente urbano, il passo successivo è la classe superiore: la guida ai droni di classe C1 spiega cosa cambia davvero, e il quadro completo delle sette classi è nella guida alle classi dei droni.

Domande frequenti

Serve il patentino per un drone di classe C0?

Per pilotare un C0 in sottocategoria A1 non è richiesto un esame: basta aver letto e compreso il manuale del costruttore. Restano invece dovuti registrazione come operatore UAS e assicurazione.

I droni sotto i 250 grammi vanno registrati?

Sì, se hanno una camera o un microfono. L'esenzione dalla registrazione vale solo per i droni-giocattolo conformi alla direttiva 2009/48/CE e per i droni sotto i 250 g privi di sensori che possano rilevare dati personali.

Serve l'assicurazione per un drone sotto i 250 grammi?

Sì. L'orientamento ENAC, coerente con l'art. 27 del Regolamento UAS-IT, è che la copertura di responsabilità civile sia obbligatoria per qualsiasi drone e qualsiasi uso, indipendentemente dal peso. L'unica eccezione riguarda i veri droni-giocattolo.

Posso montare una batteria maggiorata su un drone certificato C0?

No, se questo porta il mezzo oltre i limiti della configurazione con cui è stato certificato. Il drone perde i requisiti della marcatura C0 e non acquisisce automaticamente la C1: resta fuori dalle sottocategorie che quella marcatura gli consentiva.

Con un drone C0 posso volare in città?

Non c'è un divieto generale. Un C0 in A1 può operare in ambiente urbano, ma restano il divieto di sorvolare assembramenti, il limite di 120 m, l'obbligo VLOS, le zone geografiche pubblicate su d-flight e le eventuali ordinanze locali.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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