NRM · 09
Remote ID: cos'è, chi deve averlo e come funziona

Indice della guida
Il Remote ID è la targa elettronica del drone: un segnale trasmesso in broadcast che permette di identificare il mezzo in volo e la posizione di chi lo sta pilotando. Dal 1° gennaio 2024 l'identificazione remota diretta è obbligatoria per i droni di classe C1, C2, C3, C5 e C6 e per tutte le operazioni in categoria Specific. I droni di classe C0 ne sono esenti; quelli senza marcatura di classe, quando operano in Specific, devono montare un modulo esterno.
Che cos'è, in concreto
Il drone trasmette periodicamente un pacchetto di dati via Bluetooth o Wi-Fi, ricevibile in locale da chiunque abbia un'applicazione compatibile: non serve una rete, non serve un abbonamento, non c'è un server di mezzo. È il modello adottato in Europa e prende il nome di DRI, Direct Remote Identification.
I dati trasmessi comprendono tipicamente:
- il codice di registrazione dell'operatore UAS;
- un numero di serie univoco del drone o del modulo add-on;
- posizione e quota del drone;
- velocità;
- posizione del pilota remoto o, in alternativa, del punto di decollo;
- una marca temporale e l'indicazione di eventuale stato di emergenza.
Il riferimento tecnico europeo è la norma ASD-STAN prEN 4709-002, che definisce i requisiti del Remote ID diretto necessari a soddisfare il Regolamento delegato (UE) 2019/945.
Chi deve averlo
| Situazione | Remote ID |
|---|---|
| Drone di classe C0 | Non richiesto |
| Droni di classe C1, C2, C3, C5, C6 | Integrato, obbligatorio dal 1° gennaio 2024 |
| Drone di classe C4 | Non richiesto: la classe è pensata per l'aeromodellismo tradizionale |
| Qualsiasi drone in categoria Specific | Richiesto, anche tramite modulo esterno certificato |
| Drone legacy in categoria Open | Non richiesto dalla classe, che non c'è |
L'obbligo, quindi, non nasce dalla categoria in cui voli ma da due cose: la classe del drone e, in aggiunta, il fatto di operare in Specific. ENAC ha confermato l'obbligo in Specific anche per gli scenari standard nazionali allora vigenti. Le classi, con i requisiti che portano con sé, sono spiegate nel pillar sulle classi C0-C6.
I moduli add-on per i droni legacy
Un drone immesso sul mercato prima del 2024 non ha il Remote ID a bordo. Per operare in categoria Specific serve un modulo esterno certificato: un piccolo dispositivo autonomo, con batteria propria, che si applica al drone e trasmette il pacchetto DRI.
Tre cose da verificare prima di comprarne uno:
- che sia conforme ai requisiti europei e dichiarato tale dal costruttore;
- che il suo numero di serie venga associato correttamente al tuo codice operatore, come previsto dalla procedura del dispositivo;
- che il peso aggiunto non faccia superare al drone la soglia rilevante per la tua operazione, in particolare i 250 grammi.
In categoria Open, con un drone legacy, il modulo non è richiesto. Le regole per i droni senza marcatura sono nella guida sui droni legacy.
Remote ID diretto, identificazione di rete e geo-awareness
Sono tre cose diverse che vengono spesso confuse.
Il Remote ID diretto (DRI) è un requisito di prodotto: il drone trasmette, chiunque nelle vicinanze può ricevere.
L'identificazione di rete (network remote identification) è invece un servizio U-space: i dati transitano su rete cellulare verso un servizio centralizzato. Non è un requisito che riguarda il tuo drone oggi, ma fa parte dell'architettura verso cui l'Europa si sta muovendo, descritta nella guida su U-space.
La geo-awareness è un'altra funzione ancora, richiesta alle stesse classi C1, C2, C3, C5, C6: avverte il pilota quando il drone si avvicina o entra in una zona geografica UAS. È rivolta a te, non all'esterno. Attenzione a non confonderla con il geofencing, la barriera software che impedisce fisicamente l'ingresso in una zona: quella è una funzione decisa dal costruttore, non un requisito europeo. Le due voci di glossario Remote ID e geo-awareness riassumono le differenze.
Come verificare che funzioni
Prima di un'operazione in cui il Remote ID è richiesto, vale la pena controllare tre punti.
- Il codice operatore è inserito correttamente nel drone o nel modulo. È l'errore più comune: il dispositivo trasmette, ma con un campo vuoto o sbagliato.
- La trasmissione è attiva. Alcune app di volo mostrano lo stato dell'identificazione remota; esistono anche applicazioni di ricezione che permettono di verificare da un secondo dispositivo cosa sta effettivamente uscendo dal drone.
- Il firmware è aggiornato. Le funzioni legate alla conformità vengono aggiornate insieme al resto del software di bordo.
Il tema privacy, spiegato bene
Il Remote ID trasmette anche la posizione del pilota o del punto di decollo. È una scelta voluta: serve a chi deve intervenire a terra. Comporta però che, durante il volo, la tua posizione approssimativa sia leggibile da chi ha un'app di ricezione nelle vicinanze.
Non è un motivo per disattivarlo, sarebbe una violazione, ma è un buon motivo per scegliere con attenzione il punto di decollo, soprattutto se operi in contesti delicati. Sul fronte opposto, il Remote ID non riguarda le riprese: quello che filmi resta soggetto alle regole sul trattamento dei dati personali, trattate nella guida su drone e privacy.
Il quadro completo degli obblighi è nella guida alla normativa droni.
Domande frequenti
Il mio drone ha il Remote ID?
Dipende dalla classe. Lo integrano i droni C1, C2, C3, C5 e C6; i C0 ne sono esenti. I droni senza marcatura di classe non lo hanno di serie: in categoria Specific si aggiunge con un modulo esterno certificato.
Il Remote ID è obbligatorio anche in categoria Open?
L'obbligo è legato alla classe del drone: se il tuo drone è C1, C2, C3, C5 o C6 deve avere l'identificazione remota diretta attiva, anche quando voli in Open. Con un C0 non serve.
Che dati trasmette il Remote ID?
In broadcast locale: il codice di registrazione dell'operatore, un numero di serie univoco, posizione e quota del drone, velocità, posizione del pilota o del punto di decollo e una marca temporale.
Che differenza c'è tra Remote ID diretto e identificazione di rete?
Il Remote ID diretto è trasmesso dal drone via Bluetooth o Wi-Fi e si riceve localmente, senza infrastruttura. L'identificazione di rete è un servizio U-space che fa transitare i dati su rete cellulare verso un servizio centralizzato.
Remote ID e geo-awareness sono la stessa cosa?
No. Il Remote ID ti rende identificabile dall'esterno; la geo-awareness avverte te quando il drone si avvicina o entra in una zona geografica UAS. Sono due requisiti distinti, richiesti alle stesse classi.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.