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Quale patentino mi serve? Rispondi a 5 domande
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Indice della guida
Cinque domande: peso, classe, distanza dalle persone, limiti della categoria Open, età. Lo strumento ti dice in quale sottocategoria stai volando e quale attestato ti serve: nessuno, A1/A3, A2 oppure un attestato STS. Il percorso ricalca esattamente la logica del Reg. (UE) 2019/947: prima si guarda il drone, poi l'operazione, e solo alla fine si arriva al titolo del pilota. Ogni risultato arriva con i passi concreti da fare e i link alle guide che spiegano l'iter in dettaglio.
Come usarlo
Tieni il drone a portata di mano: due delle cinque risposte le leggi sull'etichetta.
- Peso. Serve la MTOM, cioè la massa massima al decollo con tutto montato: batteria, eliche, microSD, filtri, protezioni. Un drone dichiarato a 249 g con una batteria maggiorata può superare la soglia.
- Classe. Cerca il pittogramma con la lettera C e una cifra, di solito sotto il corpo del drone o accanto al vano batteria. Se non c'è, il drone è legacy (immesso sul mercato prima del 1° gennaio 2024 senza marcatura) o autocostruito: scegli l'ultima voce.
- Distanza dalle persone. Pensa al volo peggiore che farai, non a quello medio. Persona non coinvolta è chi non partecipa all'operazione e non è sotto il controllo dell'operatore: il tuo assistente è coinvolto, un passante no.
- Limiti Open. Rispondi "no" se prevedi di superare i 120 m di altezza, di volare oltre la linea di vista, di sganciare materiali o di trasportare merci pericolose.
- Età. Il regolamento fissa 16 anni per pilotare da soli.
Come interpretare il risultato
Il risultato è composto da tre parti. La sottocategoria dice sotto quale regime operi: A1 (si può stare vicino, con droni molto leggeri), A2 (ci si avvicina a distanza controllata), A3 (si sta lontani), oppure scenario standard e autorizzazione operativa se sei uscito dalla categoria Open. L'attestato discende dalla sottocategoria, non dal fatto che tu voli per hobby o per lavoro: la vecchia distinzione ENAC tra uso ricreativo e non ricreativo non esiste più dal regime EASA. I passi ti dicono dove si fa l'esame, quanto costa e cosa serve prima.
Alcuni risultati sono negativi, e vanno letti come tali: se chiedi di sorvolare un assembramento, la risposta è che quel volo in categoria Open non si può fare, con nessun drone e nessun attestato. Se chiedi di avvicinarti a 10 m dalle persone con un drone legacy da un chilo, la risposta è che quel drone può stare solo in A3.
Limiti e avvertenze
Lo strumento ragiona sulla conformità del binomio drone-operazione, non sul luogo. Non sa se sopra il campo che hai scelto c'è un'area rossa, un parco nazionale o un NOTAM attivo: quella verifica si fa sulla mappa d-flight, che ENAC indica come fonte ufficiale delle zone geografiche UAS.
Non copre inoltre i casi particolari: l'aeromodellismo praticato nell'ambito di club e associazioni ai sensi dell'articolo 16 del Reg. 2019/947, il volo indoor (fuori dal campo di applicazione del regolamento) e le operazioni sotto LUC. Sui droni legacy applica la regola in vigore dal 1° gennaio 2024, spiegata in droni legacy senza marcatura.
Infine, i costi e le procedure d'esame cambiano nel tempo: quelli citati nei risultati sono aggiornati alla data in cima alla pagina e vanno riverificati sul portale ENAC. Se vuoi ragionare per esempi concreti invece che per rami, la guida quale patentino ti serve percorre gli stessi bivi in forma discorsiva.
Domande frequenti
Serve il patentino per volare con il drone?
Dipende dal drone. Sotto i 250 grammi in sottocategoria A1 il regolamento non richiede un esame, ma restano registrazione come operatore UAS e assicurazione. Da 250 grammi a 25 kg serve almeno l'attestato A1/A3.
Per prendere il patentino A2 devo prima avere l'A1/A3?
Sì. Il certificato A1/A3 rilasciato da uno Stato membro EASA è un prerequisito, e tra il conseguimento dell'A1/A3 e l'esame A2 devono passare almeno 15 giorni. Serve anche l'autodichiarazione dell'addestramento pratico svolto in condizioni A3.
Lo strumento vale anche per i droni senza marcatura di classe?
Sì. I droni legacy e gli autocostruiti seguono la regola in vigore dal 1° gennaio 2024: sotto i 250 grammi volano in A1, da 250 grammi in su solo in A3 con attestato A1/A3. La fascia intermedia non esiste più.
Il risultato tiene conto di dove voglio volare geograficamente?
No. Lo strumento determina sottocategoria e attestato, non l'ammissibilità della zona. Divieti, quote ridotte e autorizzazioni si verificano sulla mappa d-flight, che è la fonte ufficiale delle zone geografiche UAS in Italia.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.