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DJI Mini 5 Pro: un sensore da 1 pollice sotto i 250 g. Cosa cambia per la classe C0

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Tempo di lettura 5 min

Piccolo drone appoggiato su una bilancia da cucina accanto a una batteria di scorta
Sotto i 250 grammi non è un dato di marketing: è la soglia che decide dove puoi volare.
Indice della guida

Il nuovo drone della linea Mini annunciato in questi giorni di settembre porta un sensore da 1 pollice dentro un mezzo che dichiara 249,9 grammi. È la prima volta che il vincolo dei 250 g e una camera di questo livello convivono nello stesso prodotto. Sul piano normativo però non cambia nulla: la classe C0 resta quella che è, con le stesse regole e le stesse trappole di sempre, a partire dal peso, che va contato al decollo e non a listino.

Perché quei 249,9 grammi valgono più di ogni altra specifica

La soglia dei 250 grammi non è un capriccio di marketing. Sotto quel peso, l'energia in gioco in caso di impatto è considerata abbastanza bassa da giustificare requisiti operativi alleggeriti. Il Regolamento delegato (UE) 2019/945 la traduce nella classe C0: massa massima al decollo inferiore a 250 g, velocità massima sotto i 19 m/s, alimentazione elettrica, altezza limitata a 120 m.

Il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947 ci costruisce sopra la parte operativa. Un C0 vola in sottocategoria A1, la più permissiva della categoria Open:

  • il sorvolo di persone non coinvolte non è vietato (resta una cosa da evitare quando puoi);
  • non è richiesto un esame dedicato: il regolamento chiede che il pilota abbia familiarità con il manuale del costruttore;
  • non sono richiesti Remote ID diretto né geo-awareness, che sono requisiti delle classi da C1 in su.

Il confronto con la classe superiore rende l'idea di che cosa si compra con quei pochi grammi.

C0C1
MTOM< 250 g< 900 g (o energia d'impatto < 80 J)
SottocategoriaA1A1
Sorvolo di persone non coinvolteConsentito, da evitareDa non fare intenzionalmente
Attestato del pilotaNon richiestoCertificato A1/A3
Remote ID direttoNoSì
Geo-awarenessNoSì

Il peso che conta è la MTOM, non quello della scheda tecnica

MTOM sta per Maximum Take-Off Mass: la massa massima al decollo, cioè il drone così com'è quando stacca da terra. Include batteria, eliche, microSD, eventuali paraeliche, filtri, adesivi, supporti. Non è il peso "a vuoto" e non è un dato commerciale: è il parametro con cui il costruttore ha ottenuto la marcatura di classe.

Un margine di quattro decimi di grammo sotto la soglia non lascia spazio a niente. Qualsiasi accessorio che aggiungi va pesato, letteralmente.

Il punto è delicato perché il problema riguarda il mezzo, non il pilota. Nessun attestato, nemmeno l'A2, rimette a posto un drone che vola fuori dalla classe con cui è marcato. Se hai bisogno di più autonomia, la strada corretta è un mezzo certificato per quel peso, con le regole della sua classe.

Il ragionamento vale anche al contrario, ed è la ragione per cui vale la pena avere una bilancia da cucina nella borsa: pesare il drone pronto al volo, una volta, chiude la questione per sempre. Ne abbiamo parlato nella guida ai droni di classe C0 e in quella su quando serve il patentino sotto i 250 grammi.

Cosa resta identico, sensore o non sensore

Un errore ricorrente è pensare che un drone leggero sia un drone "libero". Non lo è. Anche con un C0 restano in vigore:

  • l'altezza massima di 120 m dal punto più vicino della superficie;
  • il VLOS, cioè il contatto visivo diretto e continuo con il drone;
  • il divieto di sorvolo di assembramenti di persone, in tutta la categoria Open e per qualsiasi classe;
  • il rispetto delle zone geografiche UAS pubblicate su d-flight;
  • la registrazione dell'operatore e il QR code applicato sul drone, obbligatori quando il mezzo monta sensori in grado di rilevare dati personali, e una camera lo è;
  • l'assicurazione di responsabilità civile, che secondo l'orientamento ENAC serve a prescindere dal peso.

Un drone piccolo con una camera grande, per giunta, riprende meglio: la parte privacy diventa più rilevante, non meno.

Cosa aspettarsi ora

Il fatto industriale interessante è che il vincolo di peso ha smesso di essere un vincolo fotografico. Se la direzione è questa, nei prossimi anni la fascia sub-250 g assorbirà una quota crescente di utenti che oggi comprano droni più pesanti solo per la camera, e che con un C0 si troverebbero, di fatto, con meno adempimenti.

La conseguenza da tenere d'occhio è l'altra: più capacità in mano a chi non ha fatto alcun esame. Il regolamento non lo impone per la classe C0, ma studiare il programma dell'A1/A3 resta la scorciatoia più rapida per non trovarsi a improvvisare sulle zone geografiche o sulle distanze.

Per approfondire: la tabella completa delle sottocategorie A1, A2 e A3, il quadro delle classi C0-C6 e la procedura di registrazione su d-flight con il QR code.

Domande frequenti

Serve un attestato per pilotare un drone di classe C0?

Il regolamento non impone un esame per la sola classe C0 in sottocategoria A1: chiede che il pilota abbia familiarità con il manuale del costruttore. Restano però obbligatori la registrazione dell'operatore su d-flight, quando il drone ha sensori in grado di rilevare dati personali, e l'assicurazione di responsabilità civile.

Se monto una batteria maggiorata il drone resta di classe C0?

No, se l'aggiunta porta la massa massima al decollo oltre i 250 grammi o comunque modifica la configurazione con cui il costruttore ha ottenuto la marcatura. La classe è una caratteristica del prodotto certificato, non del singolo esemplare modificato dall'utente: nessun attestato di pilota sana la situazione.

Con un C0 posso volare sopra le persone?

In sottocategoria A1 il sorvolo di persone non coinvolte non è vietato per la classe C0, ma va comunque evitato quando puoi. Il sorvolo di assembramenti di persone resta vietato in tutta la categoria Open, per qualsiasi classe e qualsiasi peso.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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