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SORA 2.5 è applicabile dal 29 settembre 2025: cosa cambia per chi chiede un'autorizzazione

Indice della guida
Da lunedì 29 settembre 2025 la versione 2.5 della SORA è applicabile: EASA l'ha adottata con la ED Decision 2025/018/R, che porta gli AMC & GM al Regolamento (UE) 2019/947 all'Issue 1, Amendment 4. Chi opera in categoria Specific con un'autorizzazione operativa ha da oggi un metodo diverso per costruire l'analisi del rischio: la scala del rischio a terra è più granulare, gli obiettivi di sicurezza scendono da 24 a 17, e i requisiti di contenimento sono scritti in modo più stringente.
Che cos'è la SORA, in due righe
SORA sta per Specific Operations Risk Assessment. È la metodologia con cui si dimostra all'autorità che una determinata operazione, pur uscendo dai limiti della categoria Open, ha un livello di rischio accettabile. Si applica quando l'operazione non rientra in uno scenario standard e non è coperta da un PDRA: in quel caso si presenta domanda di autorizzazione operativa a ENAC allegando la valutazione.
Il percorso è sempre lo stesso: dieci passi, che portano dalla descrizione dell'operazione (ConOps) alla determinazione del SAIL, il livello di robustezza richiesto, e quindi all'elenco degli obiettivi di sicurezza da soddisfare.
Le tre differenze che contano
| SORA 2.0 | SORA 2.5 | |
|---|---|---|
| Stato | In vigore fino al 2025 | Applicabile dal 29 settembre 2025 |
| Base | AMC/GM al Reg. 2019/947, versioni precedenti | ED Decision 2025/018/R, Issue 1, Amendment 4 |
| iGRC | Scala basata su dimensione e scenario | Scala 1-10, da dimensione massima e velocità dell'UA più densità di popolazione |
| OSO | 24 | 17, con livelli di robustezza più chiari |
| SAIL | I-VI | I-VI (invariato) |
| Struttura | 10 step | 10 step, con maggiore rigore quantitativo |
La iGRC su scala 1-10. La intrinsic Ground Risk Class misura il rischio intrinseco per le persone a terra prima delle mitigazioni. Nella 2.5 si determina incrociando la dimensione massima e la velocità dell'aeromobile con la densità di popolazione dell'area sorvolata. La conseguenza pratica è che il dato demografico entra nell'analisi in modo esplicito: due voli con lo stesso drone su aree diverse partono da classi diverse, e la scelta dell'area diventa una leva di progetto.
Diciassette OSO invece di ventiquattro. Gli Operational Safety Objectives sono gli obiettivi che l'operatore deve dimostrare di soddisfare, ciascuno con un livello di robustezza low, medium o high. Il consolidamento non significa "meno lavoro": significa meno voci, con criteri di evidenza più espliciti. Chi ha già impacchettato un manuale delle operazioni sulla vecchia lista dovrà rimappare i propri documenti sulla nuova.
Il containment. La 2.5 chiarisce meglio che cosa si intende per contenimento del volo e quali prestazioni servono perché una mitigazione sia riconosciuta. È il punto su cui, storicamente, si concentravano le richieste di integrazione.
Chi tocca e chi no
Non tocca la categoria Open. Se resti nei limiti, cioè sotto i 25 kg, entro 120 m, in VLOS e alle distanze dalle persone previste dalla tua sottocategoria, non svolgi nessuna SORA e questo passaggio non ti riguarda. Il perimetro è quello descritto nella guida al Regolamento (UE) 2019/947.
Non tocca direttamente nemmeno chi opera con una dichiarazione di scenario standard: lì la valutazione l'ha già fatta il regolatore, e all'operatore resta la conformità alle condizioni dello scenario. Vale la pena ricordare che gli scenari standard nazionali italiani hanno i mesi contati: dal prossimo 1° gennaio resteranno solo gli scenari europei EU-STS-01 e EU-STS-02, con i droni di classe C5 e C6 e i nuovi attestati. Il percorso è descritto nella guida agli attestati STS-01 e STS-02.
Tocca invece, in pieno, chi presenta o sta preparando una domanda di autorizzazione operativa a ENAC: ispezioni complesse, voli oltre i 120 m, operazioni su aree popolate, BVLOS. E tocca, indirettamente, chi usa un PDRA: i risk assessment predefiniti di EASA derivano dalla metodologia e ne seguono l'evoluzione.
Cosa fare adesso, se operi in Specific
Tre mosse ragionevoli nelle prossime settimane.
- Fai l'inventario della documentazione. Manuale delle operazioni, procedure di emergenza, evidenze di addestramento e di manutenzione: sono gli stessi materiali, vanno solo ricondotti alla nuova lista di obiettivi.
- Ricalcola la iGRC sulle operazioni tipiche. Se lavori sempre sugli stessi scenari, per esempio un impianto, un tratto di linea o un cantiere, vale la pena capire subito dove ti colloca la nuova scala e se cambia il SAIL.
- Verifica con ENAC lo stato della transizione prima di depositare. È l'unico modo per non trovarsi con un fascicolo impostato sulla versione sbagliata.
Per approfondire: le quattro strade della categoria Specific, la voce di glossario SORA con i dieci passi, il SAIL e i PDRA, e la guida su logbook, manuale operativo e documenti dell'operatore.
Domande frequenti
SORA 2.5 riguarda anche chi vola in categoria Open?
No. La SORA è la metodologia di valutazione del rischio della categoria Specific. Chi resta dentro i limiti della categoria Open, cioè 25 kg, 120 m, VLOS e le distanze della propria sottocategoria, non svolge alcuna SORA.
Devo rifare la SORA delle autorizzazioni che ho già ottenuto?
Le autorizzazioni operative già rilasciate restano quelle che sono, con le condizioni e le scadenze indicate nel provvedimento. La versione della metodologia rileva per le nuove domande e per le modifiche sostanziali: per il tuo caso specifico la verifica va fatta presso ENAC.
Che differenza c'è tra SORA e scenario standard?
Lo scenario standard è una configurazione operativa già confezionata dal regolatore: se ci rientri, presenti una dichiarazione e non svolgi la valutazione. La SORA serve quando l'operazione non rientra in uno scenario standard né in un PDRA, e va chiesta un'autorizzazione operativa costruendo l'analisi del rischio.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.
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