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Drone o aeromodello? Le differenze che contano per la legge

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Tempo di lettura 5 min

Campo volo erboso con un aeromodello ad ala fissa e un piccolo quadricottero appoggiati a terra
Per il regolamento europeo aeromodelli e droni sono la stessa cosa: cambia la strada che si sceglie per volare.
Indice della guida

"Il mio non è un drone, è un aeromodello." È una frase che al campo volo si sente ancora, ed è comprensibile: le due comunità hanno storie diverse. Per la legge, però, la distinzione non esiste più. Da quando la competenza europea si è estesa a tutti gli aeromobili senza equipaggio, un aeromodello è un UA e ricade nel Regolamento (UE) 2019/947 esattamente come un quadricottero con la camera. Quello che cambia è la strada che scegli per volare.

Le due strade

L'aeromodellista in Italia ha due possibilità, e sono davvero solo due.

Prima strada: la categoria Open, sottocategoria A3. È il percorso ordinario di chi vola da solo. Significa restare a più di 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative, senza persone non coinvolte nell'area di operazione, entro 120 metri di quota e sempre a vista. Servono la registrazione come operatore UAS, il codice applicato sul mezzo, l'assicurazione e, per un modello sopra i 250 grammi, il certificato A1/A3.

Seconda strada: l'autorizzazione ex articolo 16. Il Regolamento 2019/947 consente agli Stati membri di autorizzare club e associazioni di aeromodellismo: i piloti associati operano poi secondo le regole definite nell'autorizzazione, in deroga al regime ordinario delle categorie. È la strada storica dei campi volo, ed è anche la più solida per l'attività organizzata, le gare e gli eventi.

Open, sottocategoria A3Autorizzazione ex art. 16
Chi la usaIl singolo, ovunque sia consentitoI soci di un club o di un'associazione autorizzata
Dove si volaLontano da persone e da aree costruiteSui siti previsti dall'autorizzazione
Regole applicabiliQuelle della categoria OpenQuelle definite nell'autorizzazione
Chi la richiedeNessuna richiestaIl club, con istanza a ENAC

Che cosa serve a un club per essere autorizzato

I requisiti riguardano la struttura dell'associazione, non i modelli. ENAC chiede la personalità giuridica oppure il riconoscimento prefettizio con iscrizione al registro nazionale del terzo settore, in alternativa il riconoscimento sportivo ai sensi del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 36. Le organizzazioni che non hanno questi requisiti possono comunque affiliarsi come base secondaria a un club già autorizzato: è la soluzione tipica per i gruppi piccoli.

L'istanza si presenta via PEC alla Direzione competente, allegando il Manuale delle Operazioni, di cui ENAC mette a disposizione un modello, e le evidenze dei requisiti. Sono previsti diritti per l'autorizzazione, dell'ordine di alcune centinaia di euro, più un importo per ogni base operativa oltre la seconda e l'imposta di bollo: gli importi in vigore, e i codici da usare per il pagamento sul portale servizi online, sono pubblicati sulla pagina ENAC dedicata all'attività aeromodellistica e vanno verificati lì prima di inviare la domanda.

La classe C4, cioè la classe pensata per voi

Nel sistema delle marcature di classe c'è una casella nata proprio per l'aeromodellismo tradizionale: la C4. Fino a 25 chili di massa al decollo, nessuna modalità di controllo automatico, e di conseguenza nessun obbligo di Remote ID e di geo-awareness. Opera in sottocategoria A3. È il riconoscimento formale che un aliante o un modello acrobatico pilotato interamente a mano non ha bisogno degli stessi presidi elettronici di un multirotore che si posiziona da solo. Le differenze fra le classi grandi dell'Open sono nella guida sui droni di classe C3 e C4.

Attenzione a non confondere due piani: un modello autocostruito non ha marcatura di classe, quindi sotto i 250 grammi vola in A1 e sopra in A3, indipendentemente da quanto assomigli a un C4 di serie.

Quello che vale in ogni caso

Alcuni obblighi non cambiano al variare della strada scelta.

  • Registrazione dell'operatore UAS e codice applicato su ogni mezzo.
  • Assicurazione di responsabilità civile verso terzi. Per le manifestazioni aeromodellistiche il Regolamento UAS-IT prevede la possibilità di polizze cumulative, nel rispetto dei massimali minimi: è un dettaglio che semplifica molto la vita agli organizzatori. Il quadro è nella guida sull'assicurazione drone obbligatoria.
  • Zone geografiche: il campo volo non sospende la mappa nazionale. Vanno verificate le restrizioni pubblicate e le eventuali disposizioni locali, come spiegato nella guida su dove posso volare con il drone.
  • Divieto di sorvolo di assembramenti, che non ha eccezioni in nessuna configurazione.

Per approfondire: la guida su aeromodellismo e droni, le regole per club e aeromodellisti, quella sulle sottocategorie A1, A2 e A3 e la guida alle classi dei droni.

Domande frequenti

Per la legge un aeromodello è un drone?

Sì. Dal momento in cui la competenza europea si è estesa a tutti gli aeromobili senza equipaggio, un aeromodello rientra nella definizione di UA e ricade nel Regolamento (UE) 2019/947. Non esiste più una categoria separata per l'aeromodellismo: esiste una strada dedicata, l'autorizzazione a club e associazioni prevista dall'articolo 16.

Serve l'attestato per volare in un club autorizzato?

Dentro un'autorizzazione ex articolo 16 le regole applicabili, comprese quelle sulle competenze dei piloti associati, sono quelle definite nell'autorizzazione stessa. Fuori da quel contesto vale il regime ordinario: per la sottocategoria A3 serve il certificato A1/A3.

Che cos'è la classe C4 e a chi serve?

È la classe pensata per l'aeromodellismo tradizionale: droni fino a 25 chili senza alcuna modalità di controllo automatico, senza obbligo di Remote ID e di geo-awareness. Opera in sottocategoria A3, cioè lontano da persone e da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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