NRM · 15
Aeromodellismo e droni: le regole per club e aeromodellisti

Indice della guida
Chi fa aeromodellismo in Italia ha due strade. La prima è volare in categoria Open, sottocategoria A3, come qualunque altro pilota: è la scelta ordinaria dell'aeromodellista singolo. La seconda è operare sotto l'autorizzazione ex art. 16 del Reg. (UE) 2019/947, rilasciata da ENAC a club e associazioni, che consente ai soci di volare con regole proprie definite nell'autorizzazione stessa, su campi volo dedicati.
Non è una scelta di comodo: le due strade hanno requisiti, costi e limiti diversi. Qui trovi come funzionano entrambe.
Perché gli aeromodelli sono finiti nel regolamento droni
Fino al Regolamento (UE) 2018/1139, l'aeromodellismo viveva in un mondo a parte, sotto normative nazionali. Da quel momento la competenza europea si è estesa a tutti gli aeromobili senza equipaggio, indipendentemente dalla massa e dallo scopo. Un aliante radiocomandato e un quadricottero da riprese sono, per la norma, la stessa famiglia di mezzi.
Il legislatore europeo era però consapevole che l'aeromodellismo organizzato ha una storia, una cultura della sicurezza e una struttura associativa proprie. Per questo l'art. 16 del Reg. (UE) 2019/947 consente agli Stati membri di rilasciare autorizzazioni ad associazioni e club, in deroga al regime ordinario delle categorie operative.
Strada 1: la categoria Open, sottocategoria A3
È il percorso più semplice e non richiede di appartenere a nessuna organizzazione. Vale la regola generale: un aeromodello sopra i 250 grammi senza marcatura di classe, o marcato C4, vola in sottocategoria A3.
Che cosa comporta:
- nessuna persona non coinvolta nell'area delle operazioni;
- distanza di almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative;
- quota massima 120 metri dal punto più vicino della superficie;
- VLOS, cioè contatto visivo diretto e costante con il modello;
- certificato di competenza A1/A3 per i modelli sopra i 250 grammi;
- registrazione come operatore su d-flight e assicurazione.
La classe C4 è stata pensata proprio per l'aeromodellismo tradizionale: nessuna modalità di controllo automatico, nessun obbligo di Remote ID e di geo-awareness. È la classe che descrive un modello "come si è sempre fatto". Ne parliamo nella guida sui droni di classe C3 e C4.
Strada 2: l'autorizzazione ex art. 16
L'autorizzazione viene rilasciata da ENAC al club o all'associazione, non al singolo. I soci operano poi secondo le regole stabilite nell'autorizzazione, che definisce anche il perimetro delle responsabilità.
I requisiti del club
Per presentare istanza servono, in alternativa:
- personalità giuridica oppure riconoscimento prefettizio, con iscrizione al registro nazionale del terzo settore;
- riconoscimento sportivo ai sensi del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 36.
Le organizzazioni prive di questi requisiti non restano escluse: possono affiliarsi come base secondaria a un club già autorizzato, condividendone il quadro regolamentare.
La procedura
L'istanza si presenta via PEC all'indirizzo protocollo@pec.enac.gov.it, indirizzata alla Direzione Regolazione e Innovazione della Mobilità. Vanno allegati il Manuale delle Operazioni, per il quale ENAC mette a disposizione un modello scaricabile, e le evidenze dei requisiti associativi.
Il Manuale è il documento centrale: descrive il campo volo, le procedure, i limiti operativi, la gestione delle emergenze e la formazione dei soci. È lì che l'autorizzazione prende forma concreta.
I costi
Secondo la pagina ENAC dedicata all'attività aeromodellistica, aggiornata al 15 giugno 2026:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Autorizzazione | 353,00 € |
| Per ogni base operativa oltre la seconda | 112,00 € |
| Imposta di bollo | 2,00 € |
Il pagamento avviene tramite il portale servizi online ENAC con i codici R67-1 o R67-2.
Assicurazione e obblighi che restano
L'autorizzazione ex art. 16 non cancella gli obblighi generali. L'assicurazione di responsabilità civile verso terzi resta necessaria: l'art. 27 del Regolamento UAS-IT prevede però la possibilità di polizze cumulative per le manifestazioni aeromodellistiche, nel rispetto dei massimali minimi. È una soluzione pensata proprio per club e raduni, e la trovi spiegata nella guida sull'assicurazione drone obbligatoria.
Resta anche la registrazione come operatore su d-flight, con le sole esenzioni ordinarie per giocattoli e modelli sotto i 250 grammi senza sensori.
Il caso dell'FPV racing
Molti droni da gara FPV sono autocostruiti: nessuna marcatura di classe, quindi regime dei droni autocostruiti e, sopra i 250 grammi, sottocategoria A3. A questo si aggiunge il requisito VLOS, che con il visore addosso richiede sempre un osservatore accanto al pilota, come spiegato nella guida su FPV e osservatore.
Per le competizioni, la strada più solida resta quella dell'autorizzazione ex art. 16 tramite un club: consente di operare su un campo dedicato con regole proprie, invece di rincorrere ogni volta i limiti della categoria Open.
Cosa potrebbe cambiare
La bozza della nuova edizione del Regolamento ENAC UAS-IT, posta in consultazione pubblica a dicembre 2024, dedica una sezione specifica all'aeromodellismo. Fra le proposte: la richiesta esplicita di personalità giuridica o riconoscimento prefettizio per club e associazioni, una maggiore flessibilità nel trasferimento delle zone di volo e l'estensione della sorveglianza ENAC alle associazioni aeromodellistiche.
Il quadro complessivo delle regole, con le categorie e le sottocategorie, è nella guida alla normativa droni.
Domande frequenti
L'aeromodellismo è regolato dalle stesse norme dei droni?
Sì. Dal 2018 tutti gli aeromobili senza equipaggio rientrano nella competenza europea, aeromodelli compresi. Il Reg. (UE) 2019/947 prevede però all'art. 16 un percorso dedicato per club e associazioni, che consente di operare con regole proprie definite nell'autorizzazione.
Serve l'attestato per volare con un aeromodello?
Dipende dalla strada che scegli. Nella categoria Open, un aeromodello sopra i 250 grammi vola in sottocategoria A3 e richiede il certificato di competenza A1/A3. Sotto l'autorizzazione ex art. 16 valgono invece le regole stabilite nell'autorizzazione del club.
Quanto costa l'autorizzazione ex art. 16 per un club?
Secondo la pagina ENAC aggiornata al 15 giugno 2026, l'autorizzazione costa 353 euro, a cui si aggiungono 112 euro per ogni base operativa oltre la seconda e 2 euro di imposta di bollo.
Un club senza personalità giuridica può ottenere l'autorizzazione?
Non direttamente. Servono personalità giuridica oppure riconoscimento prefettizio con iscrizione al registro nazionale del terzo settore, oppure riconoscimento sportivo ai sensi del D.Lgs. 36/2021. Le organizzazioni prive di questi requisiti possono affiliarsi come base secondaria a un club già autorizzato.
Serve l'assicurazione anche per gli aeromodelli?
Sì, l'obbligo di responsabilità civile verso terzi vale per tutti gli aeromobili senza equipaggio. Per le manifestazioni aeromodellistiche l'art. 27 del Regolamento UAS-IT ammette polizze cumulative, nel rispetto dei massimali minimi.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.