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U-space Light: la proposta europea per il BVLOS a bassa quota

Indice della guida
Il problema dello U-space europeo, finora, è che serviva tutto insieme o non serviva a niente: servizi certificati, fornitori certificati, infrastruttura digitale completa. Il risultato è che a cinque anni dal pacchetto normativo del 2021 le aree effettivamente operative in Europa si contano su una mano. E una è italiana. La proposta presentata questo mese a Lussemburgo, chiamata U-space Light, prova a rompere questo blocco dividendo il percorso in tre livelli, dove il primo non richiede alcuna modifica normativa.
Da dove nasce la proposta
Il quadro giuridico esistente è il pacchetto composto dai Regolamenti (UE) 2021/664, 2021/665 e 2021/666, applicabile dal 26 gennaio 2023. Lo U-space non è uno spazio aereo nuovo: è un insieme di servizi digitali, cioè identificazione di rete, geo-awareness, autorizzazione di volo, informazioni sul traffico e informazioni meteo, che gli Stati membri possono attivare su porzioni definite di spazio aereo.
In Italia il riferimento nazionale sono le Linee Guida ENAC del dicembre 2023, e l'unica area operativa è San Salvo, in provincia di Chieti: una zona regolamentata nata per attività sperimentali e convertita in U-space grazie alla doppia certificazione di d-flight come fornitore di servizi U-space e di servizi di informazione comune, prima in Europa.
Il resto d'Europa è fermo. Da qui la spinta verso un'architettura più graduale, che si somma alla revisione già avviata da EASA sulla categoria Open e sugli scenari standard: circa il 70% delle operazioni in categoria Specific sono voli a basso rischio per i quali l'apparato completo di valutazione è sproporzionato.
I tre livelli
L'idea centrale è che non tutte le aree hanno bisogno dello stesso livello di servizio. Un'area rurale con due droni al giorno non richiede la stessa infrastruttura di un corridoio urbano ad alta densità.
| Livello | Contesto tipico | Cosa richiede |
|---|---|---|
| Pre-U-space (fasi 1A e 1B) | Aree rurali e suburbane, sotto i 120 metri | Nessuna modifica normativa: si opera sulla base del Reg. (UE) 2019/947 esistente, con BVLOS possibile |
| U-space Light (fase 2) | Contesti intermedi | Valutazioni del rischio semplificate e un fornitore di servizi U-space certificato |
| Full U-space (fase 3) | Operazioni ad altissima densità | L'architettura completa prevista dal pacchetto del 2021 |
Il livello che merita più attenzione è il primo, ed è anche quello che rischia di essere frainteso. "Senza modifiche normative" significa che il BVLOS a bassa quota in aree poco popolate è considerato già praticabile con gli strumenti attuali: dichiarazione di scenario standard EU-STS-02 con drone di classe C6, oppure autorizzazione operativa ENAC basata su un risk assessment. Non significa che diventi libero.
Cosa cambierebbe per un operatore italiano
Se l'architettura venisse recepita, il vantaggio principale sarebbe la prevedibilità. Oggi un operatore che vuole fare ispezione di condotte o monitoraggio ambientale in area scarsamente popolata deve costruirsi da zero il percorso autorizzativo, con tempi difficili da stimare in fase di offerta. Un livello Pre-U-space definito significherebbe sapere in anticipo quali requisiti si applicano a quel tipo di area.
Il secondo effetto riguarda la scala. Le autorizzazioni BVLOS rilasciate in Italia erano 44 nel 2025, in crescita del 57% su base annua: numeri piccoli, ma con la dinamica più veloce di tutto il settore. Un percorso più leggero per le operazioni a basso rischio è esattamente ciò che serve perché quella curva continui.
Tempi realistici e cautele
Secondo quanto emerso alla presentazione e riportato dalla stampa specializzata, è attesa una consultazione pubblica nei mesi successivi e le prime implementazioni sono prospettate per il 2027. Sono indicazioni di percorso, non date certe: la storia recente della regolamentazione dei droni, dal nuovo regolamento nazionale in consultazione dal dicembre 2024 ai decreti attuativi sui trattamenti agricoli, insegna che gli slittamenti sono la norma.
Quello che si può dire con certezza oggi è che le regole applicabili restano quelle vigenti. Chi deve pianificare un'operazione BVLOS nei prossimi mesi lavora con il Regolamento (UE) 2019/947 e con le procedure ENAC attuali, non con una proposta.
C'è però un elemento che vale la pena registrare, al di là dei tempi: per la prima volta la discussione europea riconosce esplicitamente che il rischio di un drone che vola a 80 metri sopra un campo non è lo stesso di un drone che vola sopra una città. È un principio ovvio per chiunque piloti, ed è arrivato con qualche anno di ritardo nella struttura normativa.
Per approfondire: la guida su U-space e cosa cambia per i piloti, la voce di glossario su BVLOS e la guida su SORA 2.5.
Domande frequenti
U-space Light è già una norma in vigore?
No. È una proposta di architettura presentata a giugno 2026, non un atto normativo. Il quadro giuridico vigente resta il pacchetto U-space del 2021, applicabile dal 26 gennaio 2023. Secondo quanto emerso alla presentazione è attesa una consultazione pubblica nei mesi successivi e le prime implementazioni sono prospettate per il 2027.
Potrò volare BVLOS senza autorizzazione?
No. Anche il livello più basso previsto dalla proposta, il Pre-U-space, si basa sul Regolamento (UE) 2019/947 esistente: il volo oltre la linea di vista resta un'operazione in categoria Specific, che richiede una dichiarazione di scenario standard oppure un'autorizzazione operativa ENAC. La proposta punta a semplificare il percorso, non a eliminarlo.
In Italia esiste già uno spazio U-space?
Sì. L'area di San Salvo, in provincia di Chieti, è il primo U-space italiano operativo, reso possibile dalla certificazione di d-flight come fornitore di servizi U-space e di servizi di informazione comune. È l'unico contesto in cui, oggi, i servizi U-space sono effettivamente erogati.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.
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