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Cosa succede se il drone cade su una persona: responsabilità e assicurazione

Indice della guida
È la domanda che nessuno fa volentieri e che tutti si sono posti almeno una volta: se il drone perde quota e colpisce qualcuno, cosa succede? La risposta si muove su tre piani distinti, che scattano insieme. Un piano civile, cioè il risarcimento del danno, ed è quello che l'assicurazione obbligatoria è fatta per coprire. Un piano amministrativo e aeronautico, con la segnalazione dell'evento e le eventuali sanzioni. E, se le lesioni sono serie, un piano penale, che non dipende da quanto è pesante il drone. Questa è informazione generale, non consulenza legale: per un caso concreto serve un professionista.
Il primo piano: chi paga i danni
La responsabilità civile è il motivo per cui in Italia l'assicurazione non è facoltativa. L'articolo 27 del Regolamento ENAC UAS-IT è netto: non si conducono operazioni con un UAS senza una polizza di responsabilità verso terzi in corso di validità, con massimali conformi al Regolamento (CE) 785/2004. Per gli aeromobili di massa inferiore a 500 chili il massimale minimo è di 750.000 DSP, i Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario, che al cambio corrente valgono all'incirca 900.000 euro.
Due precisazioni che valgono più di tutto il resto:
- l'obbligo vale anche sotto i 250 grammi e anche per il volo ricreativo: l'unica eccezione riguarda i veri droni-giocattolo conformi alla direttiva sui giocattoli, e se il manuale indica "più di 14 anni" quello non è un giocattolo;
- una polizza capofamiglia generica non soddisfa il requisito: serve una copertura specifica per droni.
I costi di mercato sono modesti rispetto all'esposizione: si parte da circa 30 euro all'anno per l'uso ricreativo, mentre l'uso professionale si colloca tipicamente fra i 150 e i 500 euro e oltre, in funzione del peso del mezzo e dell'ambito operativo. I dettagli su massimali, esclusioni e franchigie sono nella guida sull'assicurazione drone obbligatoria.
Il secondo piano: segnalare l'evento
Un impatto con una persona non è un inconveniente da annotare nel proprio registro: è un evento con conseguenze, e come tale rientra nel sistema europeo di segnalazione degli eventi aeronautici. Va comunicato all'autorità nei termini previsti, e va denunciato alla compagnia assicurativa entro i tempi, spesso poche decine di ore, indicati dal contratto. Superarli può far decadere la garanzia anche quando il sinistro sarebbe stato coperto.
Che cosa fare nei primissimi minuti, in ordine:
- Assistere la persona e, se serve, chiamare i soccorsi. Viene prima di tutto il resto.
- Non modificare la scena: non raccogliere pezzi, non ripulire, non riavviare il drone.
- Documentare: fotografie dell'insieme e dei dettagli, ora, luogo, condizioni meteo, testimoni.
- Scaricare e conservare i log di volo, che sono la prova migliore di quello che è successo.
- Segnalare all'autorità e all'assicurazione, senza aspettare di sapere come evolverà la situazione sanitaria.
La procedura completa, con i livelli di gravità e i canali, è nella guida su incidenti e inconvenienti con il drone.
Il terzo piano: sanzioni e conseguenze penali
L'articolo 26 del Regolamento UAS-IT rinvia, per le violazioni, alle disposizioni penali e amministrative del Codice della Navigazione, oltre a prevedere provvedimenti di sospensione e revoca. Ministero dell'Interno e Polizia di Stato hanno pubblicato prontuari per uniformare l'applicazione sul territorio. Gli importi che circolano in rete provengono in gran parte da fonti secondarie e vanno verificati sui testi di legge: quello che si può dire con certezza è che volare senza copertura assicurativa è la violazione trattata con maggiore severità, con importi molto elevati e, secondo le fonti disponibili, il sequestro del mezzo. Il quadro, con le cautele del caso, è ricostruito nella guida sulle sanzioni per chi non rispetta le regole.
Sul piano penale la logica è quella generale delle lesioni: non conta il fatto che si trattasse di un drone leggero, conta l'evento e la condotta che l'ha causato. Volare sopra persone non coinvolte con un mezzo che non lo consente, o sopra un assembramento, è la circostanza che rende una disattenzione difficilmente difendibile.
Il piano che conta davvero: non arrivarci
Tutto quanto sopra è gestione delle conseguenze. Il lavoro vero si fa prima, e ha un nome: ground risk, cioè la valutazione di che cosa c'è sotto la traiettoria e di che cosa succederebbe se il drone smettesse di volare adesso.
Tre principi che riducono drasticamente il rischio:
- Nessun sorvolo di assembramenti, in nessuna sottocategoria e con nessuna classe, C0 compresa.
- La distanza di sicurezza non è la distanza in pianta. Un drone a 50 metri di quota che perde potenza percorre orizzontalmente decine di metri prima di toccare terra: il margine va calcolato su quella traiettoria, non sul punto sotto il drone. Il ragionamento è sviluppato nella guida su ground risk e mitigazioni.
- Mai volare sopra la propria testa o quella di chi ti assiste. È l'errore che causa le lesioni più frequenti, e riguarda anche le persone coinvolte nell'operazione.
Le distanze richieste dalle sottocategorie, con e senza modalità a bassa velocità, sono raccolte nella guida sulla regola 1:1 e le distanze dalle persone.
Per approfondire: il pillar sulla normativa droni e la guida su operatore UAS e pilota remoto.
Domande frequenti
L'assicurazione è obbligatoria anche per il volo ricreativo?
Sì. L'orientamento ENAC, richiamato dall'articolo 27 del Regolamento UAS-IT, è che la copertura di responsabilità civile verso terzi serva per qualsiasi drone e qualsiasi uso, a prescindere dal peso. L'unica eccezione riguarda i veri droni-giocattolo conformi alla direttiva sui giocattoli. Una polizza capofamiglia generica non basta.
Devo segnalare l'incidente se qualcuno si è fatto male?
Sì. Un evento con conseguenze concrete rientra nel sistema europeo di segnalazione degli eventi aeronautici e va comunicato all'autorità, oltre che alla compagnia assicurativa entro i termini brevi previsti dal contratto. Il sistema di segnalazione ha finalità di sicurezza, non punitive.
Chi risponde, il pilota o l'operatore?
Sono due ruoli distinti. L'operatore UAS è il soggetto che possiede o impiega il sistema e su cui gravano gli obblighi di registrazione, assicurazione e organizzazione dell'operazione; il pilota remoto è responsabile della condotta del volo. Quando coincidono, come per chi vola con il proprio drone, la responsabilità è unica.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.
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