DOV · 06

Drone nei parchi naturali e aree protette: divieti e autorizzazioni

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Paesaggio naturale protetto italiano con un piccolo drone in volo basso lungo una strada sterrata
Nelle aree protette il vincolo non è solo giuridico: è il disturbo che il drone provoca alla fauna.
Indice della guida

Nei parchi e nelle aree protette non esiste un divieto nazionale uniforme per i droni. Esistono due livelli da verificare, e vanno controllati entrambi. Il primo è aeronautico: se la restrizione è approvata da ENAC e pubblicata come zona geografica UAS su d-flight, il sorvolo è vietato. Il secondo è ambientale, cioè il regolamento dell'ente gestore, che può vietare il volo, ammetterlo a certe condizioni o subordinarlo a un'autorizzazione. La mappa d-flight, da sola, non basta a dire di sì.

I due livelli di divieto

Livello aeronautico. Tra le tipologie di zona geografica UAS previste in Italia ci sono espressamente i parchi naturali e le aree di protezione della fauna: dove la restrizione è approvata da ENAC e pubblicata, il sorvolo è vietato e la zona compare colorata sulla mappa. La lettura è quella spiegata nella guida su come leggere la mappa D-Flight.

Livello ambientale. Ogni parco nazionale, parco regionale, riserva o area della rete Natura 2000 ha un proprio ente gestore, con regolamenti e ordinanze che disciplinano le attività consentite. Molti enti hanno adottato disposizioni specifiche sui droni. Sono atti locali, non pubblicati su d-flight: si trovano sui siti degli enti.

Perché i parchi sono trattati diversamente

Il motivo non è burocratico. Un drone in volo è percepito da molte specie come un predatore aereo: rapaci, uccelli acquatici e ungulati reagiscono con fughe, abbandono del nido o dispendio energetico che in certi periodi dell'anno è critico.

Le finestre più delicate sono la nidificazione in primavera e l'inverno, quando gli animali hanno riserve energetiche ridotte e ogni fuga è un costo. Anche il rumore ha un peso: il ronzio a media frequenza di un multirotore è ben udibile e insistente.

C'è poi un aspetto di fruizione: un drone in un'area protetta interferisce con l'esperienza di chi ci va per il silenzio.

Come si verifica prima di partire

  1. Individua il perimetro esatto. I confini dei parchi non coincidono con quelli comunali, e spesso una parte dell'area di volo è dentro e una fuori.
  2. Controlla d-flight con la quota massima prevista, e apri il dettaglio delle zone che incontri.
  3. Cerca il regolamento dell'ente gestore, sezione attività consentite o disciplina della fruizione. Molti enti pubblicano una pagina dedicata ai droni.
  4. Verifica le zonizzazioni interne. I parchi nazionali sono suddivisi in zone a diverso grado di tutela: le zone di riserva integrale sono le più restrittive.
  5. Controlla i NOTAM per eventuali restrizioni temporanee: vedi la guida su NOTAM e AIP.

Come si chiede un'autorizzazione all'ente parco

Quando il regolamento prevede la possibilità di deroga, la richiesta segue uno schema abbastanza costante. Prevedi di indicare:

  • chi opera: operatore UAS con codice di registrazione, pilota remoto con attestato in corso di validità;
  • cosa vola: modello, classe o assenza di marcatura, MTOM, presenza di camera;
  • dove e quando: area precisa, quote previste, date e fasce orarie, con alternative in caso di meteo avverso;
  • perché: finalità del volo, con particolare attenzione a distinguere l'uso personale da quello professionale;
  • come: misure per limitare il disturbo, distanze dalla fauna, procedura in caso di avvistamento di animali;
  • coperture: polizza di responsabilità civile in corso di validità.

I tempi di risposta variano molto. Per un progetto con date fisse, presenta la richiesta con settimane di anticipo e prevedi un piano alternativo.

Cosa succede se voli dove non si può

Le conseguenze si sommano su due piani distinti. Sul piano aeronautico il Regolamento UAS-IT rinvia, per le violazioni, alle disposizioni penali e amministrative del Codice della Navigazione, e prevede provvedimenti di sospensione e revoca; gli importi vanno verificati sui testi vigenti. Sul piano ambientale valgono le sanzioni della normativa sulle aree protette e dei regolamenti dell'ente gestore.

Il quadro delle sanzioni aeronautiche è nella guida sulle sanzioni per i droni. Questa pagina fornisce informazione generale e non costituisce consulenza legale.

Alternative sensate

Quasi ogni parco ha aree limitrofe non vincolate, spesso a poche centinaia di metri dai confini, che offrono inquadrature simili. Prima di rinunciare o di rischiare, cerca:

  • un punto di decollo fuori dal perimetro con la scena inquadrabile dall'esterno, restando entro il contatto visivo;
  • fasce orarie a bassa frequentazione, con luce migliore e minore disturbo;
  • stagioni diverse da quelle sensibili per la fauna.

La stessa logica si applica in ambiente alpino, dove parchi e quota si sovrappongono: vedi la guida sul drone in montagna. Il metodo generale per decidere è nel pilastro su dove volare con il drone.

Domande frequenti

Posso volare con il drone nei parchi nazionali e nelle aree protette?

Non c'è una risposta unica. Dove la restrizione è stata approvata da ENAC e pubblicata come zona geografica UAS su d-flight, il sorvolo è vietato. Dove non c'è una zona geografica, possono comunque valere i regolamenti e le ordinanze dell'ente gestore, che spesso subordinano il volo a un'autorizzazione. Vanno verificati entrambi i livelli.

Come chiedo l'autorizzazione a un ente parco?

Si presenta una richiesta all'ente gestore descrivendo area, date, quote, finalità del volo, mezzo utilizzato e titoli del pilota, allegando registrazione dell'operatore e polizza. Molti enti pubblicano un modulo dedicato. I tempi variano: mettine in conto diverse settimane e presenta la richiesta con largo anticipo.

Un parco urbano è un'area protetta?

Di norma no: un giardino pubblico cittadino non è un'area naturale protetta. Ma può essere soggetto a un'ordinanza comunale che vieta il volo, e resta un'area ricreativa, quindi rilevante per il limite dei 150 metri della sottocategoria A3.

Cosa rischio se volo in un parco dove è vietato?

Si sommano due piani. Sul piano aeronautico, il volo in una zona geografica interdetta è una violazione trattata dal Regolamento UAS-IT, che rinvia alle disposizioni penali e amministrative del Codice della Navigazione. Sul piano ambientale possono applicarsi le sanzioni previste dalla normativa sulle aree protette e dai regolamenti dell'ente.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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