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Drone sui centri storici e sui beni culturali: ordinanze e permessi

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Tetti e campanile di un centro storico italiano all'alba, strade deserte
Nei centri storici i vincoli aeronautici, comunali e di tutela del patrimonio si sommano.
Indice della guida

In una città d'arte i vincoli non si sostituiscono: si sommano. Per volare sopra un centro storico devono essere verdi tre semafori diversi: le zone geografiche UAS pubblicate su d-flight, le ordinanze comunali e le disposizioni di pubblica sicurezza, e la disciplina di tutela del patrimonio quando il bene inquadrato è un bene culturale. Il primo semaforo riguarda se puoi volare; il terzo riguarda che cosa puoi fare delle immagini. Sono piani distinti e vanno affrontati separatamente.

Primo livello: si può volare lì?

I centri storici italiani cumulano quasi tutte le situazioni che rendono difficile il volo in categoria Open:

  • aree di sicurezza aeroportuale, perché le città maggiori hanno scali a ridosso dell'abitato;
  • densità di persone non coinvolte elevata a quasi tutte le ore;
  • restrizioni di pubblica sicurezza, frequenti dove ci sono sedi istituzionali;
  • zone geografiche legate a siti sensibili.

La verifica si fa sempre allo stesso modo: mappa delle zone geografiche su d-flight, punto esatto di decollo, quota massima prevista, lettura del dettaglio della zona. Il procedimento è nella guida su come leggere la mappa D-Flight, e le strutture di spazio aereo che generano le zone rosse sono spiegate nella guida sullo spazio aereo per i droni.

Va poi ricordato quale drone può stare in un contesto urbano: un C0 sotto i 250 grammi in A1, un C2 in A2 a 30 metri dalle persone non coinvolte (5 con la modalità a bassa velocità), mentre un drone legacy sopra i 250 grammi è confinato in A3 e quindi fuori città. Il dettaglio è nella guida su volare con il drone in città.

Secondo livello: ordinanze comunali e pubblica sicurezza

Il Comune non ha competenza aeronautica, ma disciplina l'uso delle aree di propria competenza. Ordinanze e regolamenti di polizia urbana vietano frequentemente il volo di droni su piazze, parchi, aree monumentali e durante le manifestazioni. Sono atti che non compaiono sulla mappa d-flight: vanno cercati sul sito del Comune, tipicamente nella sezione ordinanze o nel regolamento di polizia urbana.

A questi si aggiungono le disposizioni dell'Autorità di Pubblica Sicurezza, che il Regolamento UAS-IT pone espressamente a carico dell'operatore. Nelle città con sedi istituzionali, ambasciate o eventi ricorrenti sono la norma.

Terzo livello: la tutela dei beni culturali

Qui si cambia materia. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004) disciplina la tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Per i droni ha due implicazioni pratiche.

L'attività sul posto. Riprese all'interno di aree archeologiche, musei, complessi monumentali e loro pertinenze richiedono l'accordo dell'istituto o dell'ente che ha in consegna il bene. Non è un tema aeronautico: è l'accesso e l'uso di uno spazio in consegna a un soggetto pubblico o privato.

La riproduzione delle immagini. La riproduzione di beni culturali per finalità diverse dall'uso personale o di studio può essere soggetta ad autorizzazione e a canoni, secondo le regole dell'ente competente. È il punto che genera più confusione, perché riguarda l'uso successivo delle riprese, non il volo. Le condizioni variano per bene e per ente: la verifica va fatta con l'istituto che lo ha in consegna o con la Soprintendenza territorialmente competente.

Le stesse Soprintendenze sono l'interlocutore quando il volo interessa aree sottoposte a vincolo paesaggistico o complessi monumentali di rilievo.

Il caso delle grandi città

Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli e in generale i capoluoghi con aeroporti vicini presentano quasi sempre la stessa combinazione: aree di sicurezza aeroportuale estese, zone di pubblica sicurezza nel centro, ordinanze comunali su piazze e monumenti, e beni culturali ovunque. Il risultato pratico è che le riprese aeree che vedi pubblicate di questi centri sono realizzate in categoria Specific, con autorizzazioni, coordinamento e spesso chiusure temporanee dell'area a terra.

I quattro percorsi per operare in Specific, cioè dichiarazione di scenario standard europeo, autorizzazione operativa ENAC, LUC e nulla osta per zone geografiche, sono descritti nella guida sulla categoria Specific.

Quando c'è un evento

Sagre, processioni, concerti in piazza e manifestazioni cambiano completamente il quadro: si aggiungono restrizioni temporanee pubblicate con NOTAM, disposizioni straordinarie di pubblica sicurezza e, soprattutto, assembramenti di persone che in categoria Open non si sorvolano mai. Vedi le guide su eventi, concerti e stadi e su NOTAM e AIP.

Una checklist per la città d'arte

  1. Zone geografiche su d-flight, per il punto esatto e la quota prevista.
  2. Ordinanze comunali e regolamento di polizia urbana.
  3. Eventuali disposizioni di pubblica sicurezza per l'area.
  4. Ente che ha in consegna il bene, per l'attività e per la riproduzione delle immagini.
  5. Restrizioni temporanee attive nella finestra oraria scelta.
  6. Documentazione con te, screenshot delle verifiche, orario a bassa affluenza.

Il metodo generale per tutte le situazioni è nel pilastro su dove volare con il drone. Questa pagina fornisce informazione generale e non costituisce consulenza legale: per un progetto specifico, verifica con gli enti competenti.

Domande frequenti

Serve un permesso per riprendere un monumento con il drone?

Vanno separati due piani. Il volo in sé dipende dalle regole aeronautiche e dalle zone geografiche. La ripresa di un bene culturale tutelato è invece disciplinata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, e la riproduzione per finalità diverse dall'uso personale può richiedere l'autorizzazione dell'istituto o dell'ente che ha in consegna il bene. Le condizioni vanno verificate caso per caso.

Posso volare nel centro storico di Roma?

Roma ricade in aree di sicurezza aeroportuale legate agli scali della città, e il centro è interessato da restrizioni di pubblica sicurezza e da zone geografiche. In pratica il volo in categoria Open nel centro storico non è praticabile: le riprese professionali si realizzano in categoria Specific, con autorizzazioni e coordinamento. La verifica puntuale va fatta su d-flight.

Il Comune può vietare il volo sui suoi monumenti?

Il Comune non rilascia autorizzazioni aeronautiche, ma può disciplinare l'uso delle aree di propria competenza con ordinanze e regolamenti di polizia urbana, e molti lo fanno per piazze, parchi e aree monumentali. È un livello che non compare sulla mappa d-flight e va verificato sul sito dell'ente.

Posso pubblicare sui social un video di un monumento girato con il drone?

Dipende dal bene e dall'uso. La diffusione a fini promozionali o commerciali può ricadere nella disciplina sulla riproduzione dei beni culturali, mentre le riprese che includono persone identificabili ricadono nella disciplina sulla protezione dei dati personali. Prima di pubblicare, verifica entrambi i profili con l'ente che ha in consegna il bene.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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