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Come leggere la mappa D-Flight: colori, quote e zone

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Pilota che consulta una mappa di zone su tablet in un campo aperto prima del volo
La verifica della zona si fa prima di uscire di casa, non al momento del decollo.
Indice della guida

La mappa delle zone geografiche UAS pubblicata su d-flight è la fonte da consultare in Italia per sapere se puoi volare in un punto: lo ha confermato ENAC in una propria FAQ. Si legge con due elementi, il colore della zona e la quota che hai impostato: bianco significa 120 metri, blu 60, giallo 45, arancione 25, rosso volo non consentito in categoria Open. Tutto il resto, cioè layer, zone a tempo e NOTAM, serve a capire perché una zona ha quel colore e per quanto tempo lo avrà.

Che cos'è d-flight e perché fa fede

d-flight è la piattaforma nazionale per la gestione operativa dei droni, gestita da una società partecipata di ENAV insieme a Leonardo e Telespazio. Fa tre cose che ti riguardano: registra l'operatore UAS e genera il codice identificativo da applicare ai droni, pubblica la mappa delle zone geografiche e ospita le dichiarazioni per la categoria Specific.

Per la parte di registrazione e QR code trovi tutto nella guida su registrazione d-flight e QR code. Qui ci occupiamo solo della mappa.

La distinzione da tenere a mente è questa: la mappa non dice "puoi volare". Dice quali restrizioni sono pubblicate in quel punto. Il resto delle condizioni, cioè la tua sottocategoria, le persone intorno, il meteo e il VLOS, resta responsabilità tua. Il metodo completo è nel pilastro su dove volare con il drone.

La legenda dei colori

I colori sono legati a un solo parametro: la quota massima consentita in categoria Open in quel punto.

ColoreQuota massima consentitaCome si legge
Bianco120 m AGLNessuna limitazione di quota oltre quella ordinaria della Open
Blu60 m AGLTetto abbassato: pianifica il volo sotto i 60 metri
Giallo45 m AGLTetto abbassato: pianifica il volo sotto i 45 metri
Arancione25 m AGLMargine molto ridotto, tipico di aree sensibili
Rosso0 mVolo non consentito in categoria Open, a nessuna quota
I cinque colori della mappa d-flight e le quote massime consentiteUn grafico a barre associa a ogni colore delle zone geografiche UAS la quota massima consentita in categoria Open: bianco 120 metri AGL, cioè nessuna limitazione locale; blu 60 metri; giallo 45 metri; arancione 25 metri, la quota minima fra le zone volabili; rosso zero metri, volo vietato in Open, dove servono la categoria Specific o un'autorizzazione specifica. A fianco un esempio di lettura con le fasce concentriche attorno a un aeroporto: un drone in zona gialla ha un tetto di 45 metri e non di 120. Sono elencate anche le cinque tipologie di restrizione e la deroga che consente di operare entro 10 metri lateralmente e 3 metri sopra un ostacolo, a oltre 500 metri dal sedime aeroportuale.INFOGRAFICAI colori delle zone geografiche UAS su d-flightQuote massime consentite in categoria Open. ENAC, Circolare ATM-09AQUOTA MASSIMA CONSENTITA PER COLORE DELLA ZONA, IN METRI AGL0 m25 m45 m60 m120 m120 m AGLBiancoNessuna limitazionelocale di quota: vale iltetto generale dellacategoria Open.60 m AGLBluQuota ridotta rispettoal limite generale.45 m AGLGialloQuota fortementeridotta.25 m AGLArancioneQuota minimaconsentita fra le zonevolabili.0 m: volo vietatoRossoVolo vietato incategoria Open:serve la categoriaSpecific oun'autorizzazionespecifica.COME SI LEGGE LA MAPPAaeroportozona gialla:tetto 45 m, non 120Il colore della zona non dice se puoi volare: dice fino ache altezza. Le quote sono AGL, sul terreno sottostante.PERCHÉ UNA ZONA È COLORATA1Aree di sicurezza aeroportuale, civili e militari, eliporti eaviosuperfici2Zone P (proibite), R (regolamentate) e D (pericolose) dellospazio aereo nazionale3Aree con divieto di sorvolo che richiedono espressaautorizzazione ENAC4Parchi naturali e aree di protezione della fauna, dove larestrizione è approvata da ENAC5Restrizioni di pubblica sicurezza disposte dall'autoritàcompetenteDeroga per gli ostacoli: nelle zone rosse in prossimità di aeroporti civili si può operare entro 10 m lateralmente e 3 m sopra unostacolo, restando ad almeno 500 m dal sedime aeroportuale e con il permesso del proprietario dell'ostacolo.!La mappa d-flight è la fonte ufficiale delle zone geografiche UAS in Italia. Vanno comunque consultati NOTAM e AIPSupplement per le restrizioni temporanee.formazionedroni.it · CC BY 4.0 · dati: ENAC (zone geografiche UAS), Circolare ENAC ATM-09A, d-flightagg. settembre 2026
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Legenda dei colori della mappa d-flight con le quote massime consentite in categoria Open Infografica di Formazione Droni, CC BY 4.0

Lo slider della quota: l'errore numero uno

La mappa non è statica. Cambia in funzione della quota che imposti nel selettore. Lo stesso punto può apparire disponibile a 30 metri e diventare rosso a 100, perché sopra c'è una superficie di spazio aereo protetta.

Da qui derivano due comportamenti sbagliati e speculari:

  • impostare 120 metri per abitudine, vedere rosso e rinunciare a un volo che a 40 metri sarebbe stato regolare;
  • impostare una quota bassa, vedere bianco e poi salire in volo oltre quel valore.

Imposta sempre la quota massima che pensi di raggiungere, non quella a cui speri di restare. E ricorda che la quota si misura dal terreno sotto al drone: su un pendio il valore cambia mentre voli.

I layer: cosa c'è sotto il colore

Il colore ti dice il limite; i layer ti dicono da dove viene. Le famiglie di restrizione che incontri più spesso sono:

  • Aree di sicurezza aeroportuale intorno ad aeroporti civili e militari, eliporti e aviosuperfici. Sono la causa più frequente delle zone rosse in Italia, e hanno una deroga specifica per il volo vicino agli ostacoli: la trovi nella guida su drone vicino agli aeroporti.
  • Zone P, R e D dello spazio aereo nazionale, cioè aree proibite, regolamentate e pericolose. Sono spiegate nella guida sullo spazio aereo per i droni.
  • Aree con divieto di sorvolo ai sensi dell'art. 793 del Codice della Navigazione, per le quali serve espressa autorizzazione ENAC.
  • Parchi naturali e aree di protezione della fauna, quando la restrizione è approvata da ENAC e pubblicata. Vedi la guida sui parchi e le aree protette.
  • Restrizioni di pubblica sicurezza, che l'operatore deve verificare presso l'Autorità competente.

Cliccando sulla zona si apre il dettaglio: identificativo, natura della restrizione, quota e, quando presente, il soggetto a cui chiedere il nulla osta.

Zone a tempo e NOTAM

Alcune restrizioni non sono permanenti. Un poligono attivo solo in certi orari, un'area di lancio paracadutisti, una gara ciclistica, un'esercitazione militare: sono situazioni che appaiono e scompaiono.

Due strumenti le rendono visibili:

  • il dettaglio della zona, che riporta le finestre orarie di attivazione quando la restrizione è periodica;
  • il layer NOTAM, che evidenzia gli avvisi temporanei emessi per lo spazio aereo interessato.

Attivare il layer NOTAM è parte della verifica, non un extra da esperti. Come si decodifica un avviso e dove si trovano gli AIP Supplement è spiegato nella guida su NOTAM e AIP.

La procedura in cinque passi

  1. Cerca il punto esatto. Non il paese: il campo, il parcheggio, il belvedere da cui decolli. I confini delle zone passano spesso in mezzo a un abitato.
  2. Imposta la quota massima prevista. Comprese le salite di sicurezza per il rientro automatico.
  3. Leggi il colore e apri il dettaglio. Se non è bianco, capisci quale limite si applica e chi lo ha imposto.
  4. Attiva il layer NOTAM. Verifica che non ci siano restrizioni temporanee sovrapposte al tuo orario.
  5. Controlla anche l'area di rientro. Il drone non torna sempre in linea retta e non sempre alla quota che hai in mente.

Cinque errori di lettura frequenti

Confondere il colore con il permesso di volare. Una zona bianca non ti autorizza a sorvolare le persone con un drone legacy da un chilo: la sottocategoria è un vincolo separato e cumulativo.

Guardare solo il punto di decollo. L'area di volo è quella che il drone attraversa, comprese le traiettorie di rientro. Se la zona rossa inizia trecento metri più in là, per te esiste.

Fidarsi della memoria. Le zone cambiano. Le aree pericolose si attivano. Gli eventi generano restrizioni temporanee. Un posto usato per anni può essere inutilizzabile domani.

Usare solo l'avviso di bordo. La geo-awareness delle classi C1, C2, C3, C5 e C6 avvisa quando ti avvicini a una zona, ma dipende da un database di bordo che può essere disallineato. È un secondo livello di sicurezza, non la fonte.

Fermarsi a d-flight. Le ordinanze comunali, le disposizioni di pubblica sicurezza e, sulla costa, le ordinanze di sicurezza balneare non compaiono nella mappa. Sono trattate nelle guide su città e spiagge.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se una zona è vietata?

Apri la mappa delle zone geografiche UAS su d-flight, cerca il punto esatto di decollo, imposta la quota massima prevista e leggi il colore. Il rosso indica volo non consentito in categoria Open; gli altri colori indicano un limite di quota. Poi controlla i NOTAM attivi, che possono introdurre restrizioni temporanee non visibili nella mappa di base.

Che differenza c'è tra una zona bianca e una zona blu su d-flight?

Il bianco corrisponde al limite ordinario della categoria Open, 120 metri sopra il terreno. Il blu indica una zona in cui la quota massima consentita scende a 60 metri. Non è un divieto: è un tetto più basso, che devi rispettare per tutta la durata del volo.

La geo-awareness del drone sostituisce la mappa d-flight?

No. La geo-awareness è una funzione di bordo, richiesta alle classi C1, C2, C3, C5 e C6, che avverte quando ti avvicini a una zona geografica. È un aiuto, non una fonte normativa: i database di bordo possono essere aggiornati con ritardo o incompleti. La fonte da consultare resta d-flight.

Basta controllare d-flight o devo guardare anche altro?

d-flight è la fonte per le zone geografiche UAS, ma non esaurisce i controlli. Restano da verificare i NOTAM, le eventuali ordinanze comunali o di pubblica sicurezza e, sul mare, le ordinanze di sicurezza balneare delle Capitanerie di Porto.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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