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Sanzioni per chi vola con il drone senza rispettare le regole

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Controllo di un pilota di drone da parte di un agente in una piazza italiana
I controlli sui droni sono affidati alle forze di polizia, che dispongono di prontuari dedicati.
Indice della guida

Chi vola con il drone violando le regole non rischia una sola multa, ma tre tipi di conseguenze che possono sommarsi: una sanzione amministrativa (spesso accompagnata dal sequestro del drone), l'obbligo di risarcire i danni causati e, nei casi gravi, un procedimento penale. La base è l'articolo 26 del Regolamento ENAC UAS-IT, che rinvia alle disposizioni penali e amministrative del Libro II, parte III del Codice della Navigazione, oltre a prevedere sospensione e revoca dei titoli.

Questa pagina spiega come è costruito il sistema sanzionatorio e cosa succede in concreto durante un controllo. È informazione generale, non consulenza legale: gli importi che leggi in giro vanno sempre verificati sui testi di legge richiamati nel verbale.

I tre piani su cui si risponde

La confusione più comune è pensare che tutto si riduca a "quanto mi costa la multa". I piani sono tre, e sono indipendenti.

Amministrativo. È il piano più frequente. Riguarda gli obblighi formali e operativi: mancata registrazione come operatore, assenza di assicurazione, volo in una zona vietata, mancanza del certificato di competenza richiesto dalla sottocategoria, superamento dei limiti di quota o di distanza. La sanzione è pecuniaria e in molti casi si accompagna al sequestro del drone e del radiocomando.

Civile. Se il drone provoca un danno, chi lo ha causato lo risarcisce. Un'elica che scheggia la carrozzeria di un'auto, un atterraggio non controllato che ferisce una persona, un incendio innescato dalla batteria: sono danni che si quantificano e si pagano. È esattamente il motivo per cui esiste l'obbligo di assicurazione RC.

Penale. È riservato ai casi seri: interferenza con il traffico aereo, sorvolo di aree soggette a divieto, messa in pericolo della sicurezza pubblica, uso di codici identificativi falsi, pilotaggio in stato di alterazione. Qui non si parla più di importi ma di reclusione o ammenda, e la competenza passa all'autorità giudiziaria.

Le violazioni più contestate e i loro riferimenti

Il Ministero dell'Interno e la Polizia di Stato hanno pubblicato prontuari delle infrazioni in materia di droni, proprio per uniformare l'applicazione delle norme sul territorio: chi ti ferma ha una tabella davanti, non improvvisa.

Il quadro che segue è ricostruito da fonti specializzate del settore e serve a farti capire l'ordine di grandezza e la norma richiamata. Non sostituisce il testo di legge.

ViolazioneRiferimenti normativiOrdine di grandezza
Mancata esibizione del certificato assicurativoD.Lgs. 197/2007 art. 3 c. 1; UAS-IT art. 27 c. 1sanzione amministrativa dell'ordine delle decine di migliaia di euro, con importo ridotto in caso di pagamento agevolato
Copertura assicurativa insufficienteD.Lgs. 197/2007 art. 4 c. 1; UAS-IT art. 27 c. 1sanzione amministrativa significativamente più alta della precedente
Volo senza assicurazioneCod. Nav. artt. 798 e 1234; D.Lgs. 197/2007 art. 5la sanzione più pesante del quadro, con sequestro del mezzo
Volo in zona vietataCod. Nav. artt. 793 e 1102fattispecie penale: reclusione fino a due anni, ammenda
Codice identificativo falsoCod. Nav. art. 1131fattispecie penale: reclusione fino a un anno
Pilotaggio in stato di alterazioneCod. Nav. art. 1120fattispecie penale, con pene distinte per pilota ed equipaggio

Le sanzioni in materia assicurativa sono soggette ad aumento in caso di recidiva entro cinque anni.

Quello che è ancora in movimento

Nel 2025 diverse fonti di settore hanno segnalato una revisione del regime sanzionatorio assicurativo, con l'idea di distinguere i droni fino a 25 kg (ricondotti all'art. 1174 Cod. Nav.) da quelli di massa superiore (art. 1234, con sequestro obbligatorio). La modifica è descritta come parte della bozza della nuova edizione del Regolamento UAS-IT, posta in consultazione a dicembre 2024 e più volte rinviata.

Alla data di questa revisione, la pagina ufficiale ENAC dei regolamenti ad hoc riporta ancora soltanto l'Edizione 1 del 4 gennaio 2021. Quindi: la modifica è annunciata, non è confermata come diritto vigente. Prima di basare una decisione operativa su questa distinzione, controlla la pagina del Regolamento ENAC UAS-IT e il sito ENAC.

Un secondo punto su cui vale la pena essere espliciti: circolano articoli che indicano come base delle sanzioni amministrative sui droni una specifica norma di polizia del Codice della Navigazione, riportandone anche l'importo. Non abbiamo trovato conferma di quel richiamo nelle fonti ufficiali consultate, e per questo non lo riportiamo. Se lo incontri altrove, verificalo sul testo di legge prima di darlo per buono.

Cosa succede davvero durante un controllo

Il controllo tipico avviene su segnalazione: qualcuno vede il drone e chiama. Chi arriva chiede tre cose, nell'ordine.

  1. Il codice operatore. Deve essere registrato e riportato sul drone, tipicamente come QR code. Se non c'è, la prima contestazione è già scritta. Vedi la guida alla registrazione su D-Flight.
  2. Il certificato assicurativo. Va esibito. L'ipotesi "ce l'ho ma non ce l'ho dietro" è già una violazione autonoma, distinta dal volare scoperto.
  3. L'attestato di competenza, quando la sottocategoria lo richiede, insieme al documento d'identità.

A questi si aggiunge la verifica del contesto: dove stavi volando, a che quota, quanto lontano dalle persone. Se la zona era interdetta su d-flight o da un'ordinanza locale, la contestazione cambia natura e può diventare penale.

Le violazioni che non riguardano il volo

Due ambiti sanzionatori corrono su binari separati da quello aeronautico e si sommano a esso.

Il primo è la protezione dei dati personali. Riprendere e soprattutto pubblicare immagini di persone identificabili senza una base giuridica espone alle sanzioni previste dal GDPR, che sono cumulabili con quelle aeronautiche. Ne parliamo nella guida su drone e privacy.

Il secondo è la sicurezza pubblica. Sedi istituzionali, installazioni militari, infrastrutture strategiche e strutture detentive sono luoghi in cui il sorvolo non è un'infrazione formale ma un fatto che attira immediatamente l'attenzione delle autorità, con conseguenze che vanno oltre la sanzione amministrativa.

Come si evita tutto questo

Non serve un manuale. Servono cinque abitudini, tutte a costo zero:

  • registrarsi come operatore e applicare il QR code su ogni drone posseduto;
  • stipulare una polizza RC specifica per droni e portarne copia digitale;
  • conseguire l'attestato adeguato al drone e alla sottocategoria in cui voli, come spiegato nella guida al patentino;
  • controllare la mappa d-flight e i NOTAM prima di ogni uscita, non dopo;
  • restare dentro i limiti della categoria Open, o passare formalmente alla categoria Specific quando l'operazione lo richiede.

Il quadro completo degli obblighi è nella guida alla normativa droni.

Domande frequenti

Cosa rischio se volo senza attestato?

Volare senza il certificato di competenza richiesto dalla sottocategoria è una violazione delle regole operative europee e nazionali. Rientra tra le infrazioni contestate in sede di controllo, con sanzione amministrativa e possibile sequestro del mezzo. L'importo esatto dipende dalla contestazione formulata dall'organo accertatore.

Quanto sono alte le multe per i droni in Italia?

Non esiste un unico importo. Le violazioni assicurative sono le più pesanti, con cifre che le fonti specializzate collocano nell'ordine delle decine di migliaia di euro. Altre violazioni ricadono in fattispecie del Codice della Navigazione con ammende più contenute ma con possibili conseguenze penali. Gli importi vanno verificati sui testi di legge citati nel verbale.

Possono sequestrarmi il drone?

Sì. Il sequestro è previsto in particolare per il volo senza copertura assicurativa e può essere disposto anche come misura cautelare in altri casi. In pratica, il drone e il radiocomando vengono ritirati sul posto.

L'assicurazione copre anche le multe?

No. La polizza di responsabilità civile copre i danni causati a terzi. Le sanzioni amministrative e le conseguenze penali restano a carico personale del pilota e dell'operatore.

Chi risponde: l'operatore o il pilota?

Entrambi, ciascuno per la propria parte. L'operatore UAS risponde degli obblighi che gli competono, come registrazione, assicurazione e idoneità del mezzo; il pilota remoto risponde della condotta del singolo volo. Quando le due figure coincidono, le responsabilità si sommano sulla stessa persona.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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