DOV · 02
Lo spazio aereo per i droni: classi, CTR, ATZ e aree P, R, D

Indice della guida
Lo spazio aereo italiano è suddiviso in classi (in Italia sono attive A, C, D, E e G) e contiene aree segregate identificate da tre lettere: P proibite, R regolamentate, D pericolose. Il tuo drone in categoria Open vola nella fascia più bassa, quasi sempre in classe G, e non ha rapporti diretti con il controllo del traffico aereo. Ma le strutture che stanno sopra e intorno, come CTR, ATZ e aree segregate, si traducono per te in zone geografiche pubblicate su d-flight, cioè in colori sulla mappa. Capire da dove vengono quei colori serve a leggerli bene.
Come è organizzato lo spazio aereo italiano
Verticalmente esistono due fasce: lo spazio aereo inferiore, che va dal suolo fino al livello di volo 195 (circa 5.900 metri), e lo spazio aereo superiore sopra di esso, dove transitano i voli di linea a lungo raggio. Al pilota di droni interessa solo la parte più bassa dell'inferiore: i primi 120 metri.
Orizzontalmente l'Italia è divisa in tre regioni informazioni volo, le FIR: Milano per il nord, Roma per il centro, Brindisi per il sud. Non devi conoscerne i confini, ma sapere che esistono aiuta a capire perché le informazioni aeronautiche sono organizzate come sono.
Le cinque classi attive in Italia
L'organizzazione internazionale dell'aviazione civile definisce sette classi di spazio aereo, dalla A alla G. In Italia ne sono attive cinque.
| Classe | Controllato | Dove tipicamente |
|---|---|---|
| A | Sì | Alta quota, voli strumentali di linea |
| C | Sì | Zone di controllo degli aeroporti maggiori |
| D | Sì | Zone di controllo di aeroporti medi |
| E | Sì, in forma limitata | Spazi di transizione |
| G | No | Bassa quota su gran parte del territorio |
La classe G è quella in cui opera il drone in categoria Open: spazio aereo non controllato, senza obbligo di contatto radio né di piano di volo. È il motivo per cui puoi decollare da un campo senza avvisare nessuno, purché la zona sia libera da restrizioni.
Le classi C e D sono controllate e si trovano intorno agli aeroporti: entrarci richiede un coordinamento che, per un drone, passa dalla categoria Specific e dalla riserva di spazio aereo. La classe E è controllata in modo limitato e funziona da transizione. La classe A riguarda i voli strumentali in alta quota e non ti tocca.
ATZ e CTR: le due sigle che incontri sempre
ATZ è l'Aerodrome Traffic Zone, la zona di traffico che circonda un aeroporto e all'interno della quale il traffico è gestito dall'aeroporto stesso. Esiste per la quasi totalità degli aeroporti, anche piccoli.
CTR è la Control Zone, la zona di controllo degli aeroporti maggiori: molto più estesa in orizzontale e in quota. Le principali città italiane ricadono, in tutto o in parte, dentro un CTR.
Per il pilota di droni la conseguenza pratica è unica e semplice: in prossimità di aeroporti civili e militari, eliporti e aviosuperfici sono istituite aree di sicurezza aeroportuale, le operazioni richiedono la categoria Specific e la verifica su d-flight è obbligatoria prima di ogni volo. Le regole di dettaglio, compresa la deroga per il volo vicino agli ostacoli, sono nella guida su drone vicino agli aeroporti.
Aree P, R e D
Dentro lo spazio aereo esistono porzioni segregate, identificate da una sigla che inizia con LI (il prefisso ICAO dell'Italia), seguita da una lettera e da un numero.
| Sigla | Significato | Cosa comporta |
|---|---|---|
| P | Proibita | Volo vietato, in modo permanente, a tutti gli aeromobili |
| R | Regolamentata | Volo possibile solo con autorizzazione o in determinate fasce orarie |
| D | Pericolosa | In certi periodi vi si svolgono attività pericolose per il volo |
Le aree P proteggono siti istituzionali e infrastrutture critiche. Le aree R comprendono tipicamente zone militari e aree di addestramento con condizioni di accesso. Le aree D coprono poligoni, zone di esercitazione e attività di lancio.
Confini, quote e condizioni di attivazione sono pubblicati nell'AIP, la pubblicazione di informazioni aeronautiche curata da ENAV, e le attivazioni temporanee viaggiano su NOTAM: come si leggono è spiegato nella guida su NOTAM e AIP per droni.
Come tutto questo diventa un colore sulla mappa
Il pilota di droni non consulta l'AIP prima di ogni uscita. Consulta le zone geografiche UAS su d-flight, che traducono queste strutture in limiti di quota immediatamente leggibili: bianco 120 metri, blu 60, giallo 45, arancione 25, rosso volo non consentito in categoria Open. La procedura di lettura, con i layer e gli errori tipici, è nella guida su come leggere la mappa D-Flight.
Oltre alle aree di sicurezza aeroportuale e alle aree P, R e D, la mappa riporta anche le aree con divieto di sorvolo ai sensi dell'art. 793 del Codice della Navigazione, che richiedono espressa autorizzazione ENAC ai sensi dell'art. 28 del Regolamento UAS-IT, e le aree di protezione della fauna e dei parchi.
Quando serve una riserva di spazio aereo
Per uscire da questi vincoli non basta la buona volontà: serve la categoria Specific. La riserva di spazio aereo è necessaria in tre casi: operazioni all'interno di zone geografiche in prossimità di aeroporti, operazioni per le quali lo richiede la valutazione del rischio prevista dall'art. 11 del Reg. (UE) 2019/947, e operazioni oltre i 120 metri di quota nel restante spazio aereo. L'approvazione arriva dalla Direzione Territoriale ENAC o dall'Aeronautica Militare, a seconda del tipo di aeroporto interessato. Dove il controllo del traffico è attivo, occorre coordinarsi con l'ente ATS responsabile.
Il percorso per arrivarci è descritto nella guida sulla categoria Specific, e il quadro d'insieme di tutte le situazioni è nel pilastro su dove volare con il drone.
Domande frequenti
Cosa sono CTR e ATZ e perché non posso volarci?
L'ATZ è la zona di traffico intorno a un aeroporto, il CTR è la zona di controllo degli aeroporti maggiori, molto più estesa. Sono spazi aerei controllati: il traffico che ci transita è gestito dal controllo del traffico aereo, e un drone non annunciato è un pericolo. In Italia le aree di sicurezza aeroportuale che li accompagnano compaiono come zone rosse su d-flight e richiedono la categoria Specific.
In che classe di spazio aereo vola il mio drone?
Quasi sempre in classe G, lo spazio aereo non controllato che occupa la fascia bassa della maggior parte del territorio. È il motivo per cui in categoria Open non devi contattare nessuno via radio né presentare un piano di volo: basta rispettare i limiti e le zone geografiche.
Cosa significa una sigla come LI-P o LI-R su una carta aeronautica?
LI è il prefisso ICAO dell'Italia; la lettera successiva indica il tipo di area (P proibita, R regolamentata, D pericolosa) e il numero identifica la singola zona. Confini, quote e condizioni di attivazione sono pubblicati nell'AIP.
Posso volare in un'area pericolosa quando non è attiva?
Le aree D segnalano attività pericolose che si svolgono in determinati periodi, quindi fuori dai periodi di attivazione il pericolo specifico non c'è. Ma la valutazione non si fa a memoria: va verificata sulle zone geografiche di d-flight e sui NOTAM in vigore per quel giorno e quell'orario.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.