DOV · 03
Volare con il drone in città: cosa è permesso davvero

Indice della guida
- Chi può volare in città, drone per drone
- I trenta metri sono una traiettoria, non un punto
- Gli ostacoli e le interferenze che la campagna non ha
- Zone geografiche, ordinanze e pubblica sicurezza
- Luoghi urbani che meritano prudenza in più
- La privacy non è una regola aeronautica
- Quando il volo urbano diventa un lavoro
Volare in città non è vietato in generale, ma è consentito a pochi droni e a condizioni precise. La regola pratica è questa: un C0 sotto i 250 grammi può operare in A1 anche in ambiente urbano; un C2 in A2 può volare tenendo almeno 30 metri dalle persone non coinvolte (5 metri con la modalità a bassa velocità attiva); un drone legacy sopra i 250 grammi è confinato in A3 e quindi, dovendo stare ad almeno 150 metri dalle aree residenziali, in città non può volare. Sopra tutto questo agiscono le zone geografiche di d-flight, le ordinanze comunali e le disposizioni di pubblica sicurezza.
Chi può volare in città, drone per drone
| Drone | Sottocategoria | Cosa può fare in ambiente urbano |
|---|---|---|
| C0, meno di 250 g | A1 | Può operare, evitando assembramenti e rispettando le zone geografiche |
| C1, meno di 900 g | A1 | Può operare, ma non deve sorvolare intenzionalmente persone non coinvolte |
| C2, meno di 4 kg | A2 con attestato A2 | Almeno 30 m dalle persone non coinvolte, 5 m con modalità a bassa velocità |
| Legacy oltre 250 g | A3 | In pratica non può: servono 150 m dalle aree residenziali e nessuno intorno |
| C3, C4 | A3 | Come sopra: fuori dai centri abitati |
Il salto di qualità in città lo dà l'attestato A2, che è l'unico titolo della categoria Open che consente di lavorare vicino alle persone con un drone di peso significativo. Come si consegue è spiegato nella guida sul patentino A2, e la logica delle tre sottocategorie è approfondita nella guida su A1, A2 e A3.
I trenta metri sono una traiettoria, non un punto
In A2 la distanza di 30 metri va rispettata in ogni istante del volo, non nel momento in cui premi il pulsante di decollo. In città questo cambia tutto: le persone si muovono, escono dai portoni, attraversano la strada, si affacciano dai balconi.
Pianificare un volo urbano significa quindi:
- scegliere una traiettoria che, in ogni suo punto, mantenga il margine anche se qualcuno compare all'improvviso;
- individuare in anticipo una zona di atterraggio d'emergenza libera da persone;
- ricordare che un drone che cade da 50 metri percorre orizzontalmente decine di metri: la distanza di sicurezza non è la distanza in pianta.
Gli ostacoli e le interferenze che la campagna non ha
L'ambiente urbano introduce problemi tecnici specifici.
Ostacoli. Cavi sospesi, antenne, gru, tettoie, alberi. I cavi sono i più insidiosi: i sensori di prossimità li rilevano male e a controluce spariscono anche all'occhio.
Turbolenza. Sottovento a un edificio il flusso è vorticoso e si estende per diverse volte l'altezza dell'edificio, con componenti verticali discendenti. Tra due palazzi il vento accelera. Approfondimento nella guida su vento e turbolenza.
Interferenze radio. Le città sono sature di segnali. Il collegamento di controllo può degradarsi rapidamente dietro un edificio: pianifica sempre il comportamento del rientro automatico e verifica che la quota di rientro impostata sia superiore agli ostacoli circostanti.
Perdita del segnale satellitare. Tra edifici alti la ricezione peggiora e il posizionamento diventa meno preciso. È una delle cause tipiche di derive inattese in hovering.
Zone geografiche, ordinanze e pubblica sicurezza
Molte città italiane ricadono, in tutto o in parte, in aree di sicurezza aeroportuale: Roma, Milano, Bologna, Pisa e diverse altre hanno aeroporti importanti a ridosso dell'abitato. La verifica su d-flight non è un adempimento formale, è il primo passo: vedi la guida su come leggere la mappa D-Flight e quella sui voli vicino agli aeroporti.
Alle zone geografiche si aggiungono due livelli che sulla mappa non compaiono:
- le ordinanze comunali, che possono vietare il volo su parchi pubblici, piazze, aree monumentali e durante manifestazioni;
- le disposizioni dell'Autorità di Pubblica Sicurezza, che l'operatore ha l'obbligo di verificare ai sensi dell'art. 28 del Regolamento UAS-IT.
Per i centri storici e i beni culturali il tema è più ampio e ha una guida dedicata: drone sui centri storici e sui beni culturali. Per le manifestazioni e gli assembramenti, vedi drone a eventi, concerti e stadi.
Luoghi urbani che meritano prudenza in più
Anche quando la mappa non segnala nulla, alcune categorie di luoghi richiedono cautela aggiuntiva:
- ospedali con eliporto, anche solo per l'elisoccorso: sono a tutti gli effetti punti di attività aeronautica;
- infrastrutture critiche come centrali, stazioni, depositi, dighe, grandi nodi stradali;
- scuole e aree frequentate da minori, dove il tema privacy è più delicato;
- caserme e sedi istituzionali, spesso interessate da restrizioni non evidenti.
La privacy non è una regola aeronautica
Un drone con camera che riprende persone identificabili, targhe o ingressi di abitazioni tratta dati personali. L'esenzione per uso esclusivamente personale copre le riprese private non diffuse e decade nel momento in cui pubblichi su un social o su un sito. Le sanzioni in materia di protezione dei dati sono cumulabili con quelle aeronautiche: sono due piani distinti. Il tema è trattato nella guida su drone e privacy e, per il rapporto con i vicini, nella guida sul volo sopra proprietà private.
Quando il volo urbano diventa un lavoro
Riprese ricorrenti in centro città, ispezioni di facciate, voli notturni professionali, sorvolo di persone non coinvolte con droni pesanti: sono operazioni che escono dalla categoria Open. La strada è la categoria Specific, con dichiarazione di scenario standard europeo o autorizzazione operativa ENAC. Il quadro è nella guida sulla categoria Specific, e tutte le situazioni tipiche sono raccolte nel pilastro su dove volare con il drone.
Domande frequenti
Posso volare con il drone in città?
Non esiste un divieto generale. Dipende dalla classe del drone: un C0 sotto i 250 grammi può operare in A1, un C2 in A2 deve stare ad almeno 30 metri dalle persone non coinvolte (5 con la modalità a bassa velocità), mentre un drone legacy sopra i 250 grammi è confinato in A3 e in città non ci sta. A questo si sommano zone geografiche, ordinanze comunali e disposizioni di pubblica sicurezza.
Con un drone sotto i 250 grammi posso volare in città?
Sì, se è un C0 e se rispetti tutto il resto: zone geografiche, 120 metri di quota, contatto visivo, divieto assoluto di sorvolare assembramenti. Il peso ridotto abbassa il rischio di lesioni, non elimina le regole. E la privacy resta un piano normativo a sé.
Il mio drone legacy da 900 grammi può volare in un parco urbano?
No. Dal 1° gennaio 2024 un drone senza marcatura di classe che supera i 250 grammi opera solo in A3, cioè ad almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative e senza persone non coinvolte nell'area. Un parco cittadino non soddisfa nessuna delle due condizioni.
Serve un permesso del Comune per volare in città?
Il Comune non rilascia autorizzazioni aeronautiche, ma può vietare o limitare il volo su aree di sua competenza con ordinanze, soprattutto in centri storici, parchi pubblici e durante gli eventi. Verifica il sito del Comune e, per gli eventi, le disposizioni dell'Autorità di Pubblica Sicurezza.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.