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Fotografia aerea con il drone: 10 consigli per foto migliori da subito

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Tempo di lettura 5 min

Veduta aerea di campagna italiana in primavera con ombre lunghe al tramonto
Le ombre lunghe della luce radente sono l'unico strumento che dà tridimensionalità a una ripresa dall'alto.
Indice della guida

La differenza fra una foto aerea qualunque e una buona foto aerea non sta nel drone. Sta in tre cose che non costano niente: l'ora in cui decolli, la quota a cui ti fermi e la pazienza di rifare la stessa inquadratura tre volte. Ecco dieci accorgimenti che si applicano da subito, anche con il mezzo che hai già.

Prima di decollare

1. Fai il sopralluogo, anche da casa. Guardare l'area su una mappa satellitare dieci minuti prima ti dice dove sono le linee elettriche, da che parte arriva la luce e dove puoi stare senza dare fastidio. In parallelo, la verifica delle zone geografiche e delle quote consentite va comunque fatta: si legge come spiegato nella guida su come leggere la mappa d-flight.

2. Scegli l'ora, non il posto. Lo stesso soggetto a mezzogiorno e un'ora dopo l'alba sono due fotografie diverse. Dall'alto la luce radente è ancora più decisiva che a terra, perché le ombre lunghe sono l'unico elemento che restituisce il volume: senza ombre, una ripresa nadirale è una cartina geografica. In primavera questo significa alzarsi presto o accettare di lavorare nell'ultima ora prima del tramonto.

3. Porta i filtri ND se registri video. Servono a mantenere il tempo di scatto intorno al doppio del frame rate, 1/50 o 1/60 di secondo, anche in piena luce. Senza, il movimento risulta scattoso e innaturale. Un set con densità crescenti copre tutte le condizioni dalla mattina al tramonto. Per la sola fotografia il tema è molto meno critico.

In volo

4. Vola più basso di quanto pensi. L'istinto del principiante è salire: la vista si allarga e sembra più spettacolare. In realtà oltre una certa quota tutto si appiattisce e le proporzioni spariscono. Molte delle immagini che funzionano stanno sotto i cinquanta metri. I 120 metri della categoria Open sono un limite da rispettare, non un obiettivo da raggiungere.

5. Componi dall'alto, non da terra. Dall'alto funzionano le linee, cioè strade, filari, moli e canali, e poi le simmetrie, le ripetizioni e i contrasti di colore netti. Una regola pratica: se l'inquadratura non ha una linea che guida l'occhio o un elemento isolato che spezza un pattern, probabilmente non c'è ancora una foto.

6. Alterna nadirale e obliquo. Lo scatto perfettamente verticale è grafico e astratto, la ripresa inclinata racconta il contesto e il rilievo. Della stessa scena vale la pena portare a casa entrambe: costano trenta secondi in più e in fase di selezione cambiano tutto.

7. Muoviti lentamente, e in una direzione sola. La fluidità è ciò che distingue una ripresa amatoriale da una professionale, molto più della qualità del sensore. Un movimento alla volta, traslazione oppure rotazione oppure gimbal, con partenze e arresti morbidi. Gli esercizi che costruiscono questa mano sono nella guida sui primi esercizi di volo.

8. Ripeti ogni movimento. Registrare due o tre versioni della stessa carrellata è la sola assicurazione contro una raffica, un'esitazione o un uccello che entra nell'inquadratura. In montaggio ringrazierai.

Impostazioni e formato

9. RAW quando la scena ha luce difficile, bracketing quando è impossibile. Un file RAW conserva le informazioni nelle ombre e nelle alte luci che il JPEG ha già scartato. Se il contrasto è estremo, per esempio una vallata in controluce o un edificio bianco su prato in ombra, una serie di scatti a esposizioni diverse da fondere in post-produzione risolve situazioni che nessuna singola esposizione salva. Se invece non hai intenzione di aprire i file in post, un JPEG ben esposto è la scelta più onesta.

10. Verticale nativo, non ritagliato. I contenuti in formato 9:16 sono ormai metà del lavoro. Alcuni modelli recenti ruotano fisicamente il gimbal, fino a 225 gradi su almeno un mezzo sotto i 250 grammi, e registrano in verticale a piena risoluzione. Se il tuo drone non lo fa, componi sapendo che ritaglierai, lasciando aria sopra e sotto il soggetto.

Dopo l'atterraggio

Il backup si fa in campo, subito, su due supporti diversi. Una scheda di memoria che si corrompe è un evento raro ma non rarissimo, e capita sempre nel giorno in cui non hai copiato niente. Se registri in profilo logaritmico ricordati che il file "piatto" richiede obbligatoriamente una correzione colore: senza grading un video log sembra sbiadito e sbagliato. Sensori, otturatori e profili colore sono spiegati nella guida su gimbal e camera.

Per approfondire: la guida su foto e video aerei e quella su come scegliere il primo drone.

Domande frequenti

Servono davvero i filtri ND?

Per il video sì, se vuoi movimento naturale: servono a tenere il tempo di scatto intorno al doppio del frame rate, cioè 1/50 o 1/60 di secondo in luce piena. Per la fotografia sono molto meno decisivi, perché lì puoi chiudere l'esposizione senza conseguenze sull'aspetto del movimento.

A che quota si scattano le foto migliori?

Quasi sempre più in basso di quanto si pensi. Salire allarga l'inquadratura ma appiattisce tutto: sotto i cinquanta metri gli oggetti mantengono volume e relazione fra loro. La quota massima consentita in categoria Open resta 120 metri dal suolo, ma è un limite, non un obiettivo.

Meglio scattare in RAW o in JPEG?

In RAW, quando il soggetto ha forti differenze di luminosità: recuperi ombre e alte luci che un JPEG ha già buttato via. Se non hai intenzione di lavorare i file in post-produzione, un JPEG ben esposto è più onesto di un RAW mai aperto.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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