TEC · 16
Come scegliere il primo drone (senza pentirsi)

Indice della guida
La scelta del primo drone si decide prima di guardare qualunque scheda tecnica, rispondendo a una domanda: dove e su cosa vuoi volare? Da lì discendono il peso, la classe di appartenenza, le regole che dovrai rispettare e, solo alla fine, la camera. Chi parte dai megapixel compra un mezzo che non può usare dove vive; chi parte dalle regole compra un mezzo che vola davvero. Questa guida è neutra: nessun modello consigliato, nessun link d'acquisto, solo i criteri.
Primo criterio: peso e classe, perché decidono le regole
In categoria Open la marcatura di classe apposta dal fabbricante determina la sottocategoria in cui puoi volare, e quindi quanto ti puoi avvicinare alle persone.
| Classe | Limite indicativo | Sottocategoria | Cosa comporta in pratica |
|---|---|---|---|
| C0 | meno di 250 g | A1 | Massima libertà operativa in ambito urbano; nessun esame A1/A3 obbligatorio |
| C1 | meno di 900 g o energia d'impatto sotto 80 J | A1 | Serve l'attestato A1/A3; non si sorvolano intenzionalmente le persone non coinvolte |
| C2 | meno di 4 kg | A2 | Serve l'attestato A2; almeno 30 m dalle persone, 5 m con modalità a bassa velocità |
| C3 e C4 | fino a 25 kg | A3 | Lontano dalle persone e ad almeno 150 m da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative |
Un mezzo senza marcatura di classe, acquistato prima del 2024 o autocostruito, sotto i 250 grammi vola in A1 e sopra i 250 grammi in A3. Non esiste più una fascia intermedia: il tema è spiegato nella guida sui droni legacy senza marcatura.
Attenzione a un errore ormai frequente: la soglia dei 250 grammi è riferita alla MTOM, la massa massima al decollo, quindi include batteria, eliche, scheda di memoria e accessori. Montare una batteria maggiorata o un supporto pesante su un esemplare certificato in una certa classe ne altera la configurazione certificata: il mezzo perde i requisiti di quella marcatura e non ne acquisisce un'altra. Nessun attestato del pilota risolve il problema, perché in gioco è la conformità della macchina.
Secondo criterio: che cosa devi produrre
La camera si sceglie dal risultato, non dalle sigle. Per contenuti personali e social, un sensore da 1/1,3 pollici con gimbal a tre assi è più che sufficiente. Per lavori in luce difficile conta la dimensione del sensore e la gamma dinamica. Per il rilievo metrico serve un otturatore meccanico o globale, che sui mezzi consumer non c'è: la spiegazione tecnica è nella guida su gimbal e camera.
Il fatto rilevante degli ultimi due anni è che il vincolo dei 250 grammi non implica più un compromesso fotografico: esistono mezzi di classe C0 con sensore da 1 pollice. Chi compra oggi non deve più scegliere tra leggerezza e qualità d'immagine.
Terzo criterio: autonomia, sensori, ricambi
Autonomia. Il numero di scheda è misurato in laboratorio: il tempo utile reale è il 60-75% del dichiarato, perché si vola con vento, si manovra e si rientra al 25-30% di batteria. Il conto è sviluppato nella guida sull'autonomia reale del drone. Regola pratica: tre batterie sono il minimo per una sessione seria.
Sensori e sicurezza. Il rilevamento ostacoli a visione stereoscopica funziona solo con luce sufficiente e su superfici con tessitura: non vede rami sottili, cavi, reti e vetri. I sensori a tempo di volo e i piccoli LiDAR frontali, entrati nei mezzi consumer negli ultimi due anni, funzionano anche al buio. Restano comunque un aiuto, non una garanzia: il quadro è nella guida su sensori e anticollisione.
Ricambi e assistenza. È il criterio più sottovalutato. Prima di comprare, verifica che eliche, batterie e bracci siano reperibili in Italia a prezzo ragionevole. Le eliche sono materiale di consumo, non ricambi: si sostituiscono al primo dubbio.
Il budget vero
| Voce | Ordine di grandezza |
|---|---|
| Drone | Variabile, dipende dalla fascia |
| Batterie aggiuntive (almeno due) | Voce spesso pari al 20-30% del prezzo del mezzo |
| Eliche di ricambio, borsa, schede di memoria | Contenuta ma non nulla |
| Abbonamento d-flight per la categoria Open | 7 euro dal 15 gennaio 2026 |
| Assicurazione di responsabilità civile | Da circa 30 euro all'anno per uso ricreativo |
| Esame A1/A3 presso ENAC | 31 euro, quattro tentativi inclusi |
L'assicurazione non è opzionale: l'articolo 27 del Regolamento ENAC UAS-IT non consente operazioni senza una polizza di responsabilità civile in corso di validità, e l'obbligo vale anche sotto i 250 grammi, con la sola eccezione dei veri droni-giocattolo conformi alla direttiva sui giocattoli. Una polizza capofamiglia generica non basta. I dettagli sono nella guida sull'assicurazione obbligatoria e la registrazione come operatore in quella su d-flight e QR code.
Tre profili, tre scelte ragionevoli
Vuoi imparare e fotografare in vacanza. Classe C0 sotto i 250 grammi, gimbal a tre assi, rientro automatico. Nessun esame obbligatorio, massima libertà di movimento, ingombro minimo. È la scelta che fa pentire meno persone.
Vuoi volare vicino a persone in ambito urbano per lavoro. Serve un mezzo di classe C2 e l'attestato A2, con la modalità a bassa velocità che consente di scendere a 5 metri dalle persone non coinvolte. Il percorso è descritto nella guida sul patentino A2.
Vuoi imparare a pilotare, punto. Un simulatore e un micro-drone da interni costano poco, non si rompono e insegnano molto più di un giocattolo con camera. Il resto viene dopo.
Prima di decidere, vale la pena capire come è fatto un drone e perché certe scelte costruttive costano: il punto di partenza è il pillar come funziona un drone.
Domande frequenti
Serve il patentino per il primo drone?
Dipende dalla classe e dal peso. Un mezzo di classe C0 sotto i 250 grammi non richiede l'esame A1/A3, mentre da C1 in su sì, e per volare vicino alle persone con un C2 serve l'attestato A2. La registrazione come operatore e l'assicurazione, invece, servono quasi sempre.
Meglio partire da un drone economico o da uno buono?
Meglio partire da un mezzo con GNSS, rientro automatico e ricambi facili da trovare. I giocattoli senza posizionamento satellitare non insegnano il volo assistito e la loro camera è inutilizzabile: si spende poco e si impara poco.
Cosa succede se il drone supera i 250 g con accessori montati?
La soglia è riferita alla massa massima al decollo, accessori inclusi. Aggiungere una batteria maggiorata o un supporto pesante può far superare i 250 grammi e far perdere al mezzo i requisiti della marcatura con cui è stato certificato, senza che nessun attestato del pilota risolva la cosa.
Quanto costa davvero iniziare?
Al prezzo del drone vanno sommati batterie aggiuntive, eliche di ricambio, una borsa, l'abbonamento d-flight, l'assicurazione di responsabilità civile e, se serve, l'esame ENAC da 31 euro. È una somma che vale la pena mettere per iscritto prima dell'acquisto.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.