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Drone in spiaggia e sul mare: regole, ordinanze e buon senso

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Drone in volo basso su una spiaggia italiana deserta all'alba
Una spiaggia vuota all'alba e la stessa spiaggia a Ferragosto sono due scenari operativi opposti.
Indice della guida

Non esiste una regola europea specifica per le spiagge, e soprattutto non esiste più la regola dei 100 metri dalla battigia. Quello che conta oggi è la somma di tre cose: le distanze dalle persone previste dalla tua sottocategoria, le eventuali zone geografiche pubblicate su d-flight e le ordinanze di sicurezza balneare emanate ogni anno dalle Capitanerie di Porto, che sono locali e stagionali. Tradotto: una spiaggia deserta di novembre è quasi sempre un ottimo posto per volare, una spiaggia affollata di agosto quasi sempre no.

La regola dei 100 metri non è più il riferimento

È la leggenda più resistente del settore. Circolava nel regime nazionale precedente al quadro europeo, nelle FAQ dell'allora regolamento ENAC sugli aeromobili a pilotaggio remoto, nella forma "100 metri dalla battigia dal 1° giugno al 30 settembre, sotto una certa quota".

Quella regola apparteneva a un impianto normativo superato e non va riproposta come vigente. Chi la cita oggi, in buona fede, sta applicando un metro che non esiste più: né per assolversi ("sono oltre i 100 metri, quindi posso"), né per condannare.

Cosa conta davvero: le persone

Una spiaggia estiva è un'area con densità di persone elevata, distribuita in modo irregolare e in movimento continuo. Applicata alle sottocategorie, la situazione è questa:

  • in A1 con un C0 sotto i 250 grammi puoi operare, ma resta il divieto assoluto di sorvolare assembramenti: una spiaggia libera nelle ore centrali di agosto può configurarne uno;
  • in A2 con un C2 devi mantenere almeno 30 metri dalle persone non coinvolte, o 5 metri con la modalità a bassa velocità attiva: su un arenile pieno è impraticabile;
  • in A3, dove finiscono tutti i droni legacy sopra i 250 grammi, servono almeno 150 metri dalle aree ricreative e nessuna persona non coinvolta nell'area di operazione: uno stabilimento balneare è a tutti gli effetti un'area ricreativa.

ENAC richiama espressamente che le operazioni sulle spiagge nei mesi estivi devono mantenere sufficiente distanza di sicurezza dalle persone e non possono sorvolare assembramenti. La definizione di assembramento e le sue conseguenze sono spiegate nella guida su eventi, concerti e assembramenti.

Le ordinanze di sicurezza balneare

Ogni anno le Capitanerie di Porto emanano le ordinanze di sicurezza balneare per il proprio circondario marittimo. Disciplinano la balneazione, le attività nautiche, i corridoi di lancio e, dove previsto, possono contenere divieti o limitazioni al sorvolo delle zone di balneazione.

Due caratteristiche da tenere a mente:

  1. Sono locali. Cambiano da circondario a circondario: quello che vale a Rimini non vale necessariamente a Salerno.
  2. Sono stagionali. Vengono riemanate ogni anno, di solito in primavera, e possono cambiare contenuto.

Non esiste quindi una risposta nazionale valida per sempre. Cerca l'ordinanza in vigore per il tratto di costa che ti interessa, sul portale della Guardia Costiera o sul sito del comando locale, e leggi la parte relativa al sorvolo e agli specchi acquei riservati.

A questo si possono aggiungere ordinanze comunali per le spiagge di competenza comunale e i lungomari.

Le zone geografiche non spariscono sull'acqua

Molte località costiere italiane ospitano aeroporti, eliporti o basi di elisoccorso. Alcune coste rientrano in aree di sicurezza aeroportuale o in aree regolamentate per attività militari. La verifica su d-flight va fatta esattamente come a terra: come si legge la mappa è spiegato nella guida su come leggere la mappa D-Flight, e la logica delle aree segregate nella guida sullo spazio aereo per i droni.

Attenzione anche alle restrizioni temporanee: gare veliche, manifestazioni aeree, eventi sul lungomare generano NOTAM. Vedi la guida su NOTAM e AIP.

I rischi tecnici tipici del volo sul mare

Perdita del riferimento visivo. Sull'acqua non ci sono elementi di confronto: un drone a 150 metri sembra vicino, e il requisito di contatto visivo continuo si viola prima di accorgersene.

Vento e brezze. La brezza di mare rinforza nelle ore centrali e cambia direzione tra giorno e notte. Il vento al suolo dice poco di quello in quota, che è tipicamente più forte.

Salsedine e umidità. L'aerosol salino si deposita su motori, connettori e ottiche. Dopo un'uscita al mare vale la pena pulire il mezzo con cura: vedi la guida sulla manutenzione del drone.

Sabbia. Decollare direttamente dalla sabbia asciutta la solleva e la spinge nei motori. Usa una superficie rigida, anche solo una tavola o un telo teso.

Rientro automatico sull'acqua. Se il punto di decollo è vicino alla battigia e il mare sale, la posizione di rientro può diventare inutilizzabile. Verifica sempre dove il drone tornerebbe.

Privacy: le persone in spiaggia sono un caso delicato

Riprendere una spiaggia significa quasi sempre riprendere persone identificabili in un contesto in cui l'aspettativa di riservatezza è alta. L'esenzione per uso esclusivamente personale copre le riprese non diffuse e decade nel momento in cui pubblichi. Le riprese intrusive verso spazi privati, come terrazze, giardini e cabine, possono configurare fattispecie penali. Il quadro completo è nella guida su drone e privacy e, per il rapporto con le abitazioni, nella guida sul volo sopra proprietà private.

Il metodo generale per decidere se puoi volare in un posto è nel pilastro su dove volare con il drone. Questa pagina fornisce informazione generale e non costituisce consulenza legale.

Domande frequenti

Posso volare con il drone in spiaggia?

Sì, se la zona non è interdetta e se riesci a rispettare le distanze dalle persone previste dalla tua sottocategoria. In pratica una spiaggia affollata d'estate è incompatibile con quasi tutti i droni, mentre una spiaggia vuota fuori stagione o all'alba di solito non pone problemi. Vanno comunque verificate le zone geografiche su d-flight e l'ordinanza di sicurezza balneare del circondario marittimo.

Esiste la regola dei 100 metri dalla battigia?

No, non come regola vigente. I "100 metri dalla battigia dal 1° giugno al 30 settembre" appartenevano al vecchio regolamento ENAC sugli aeromobili a pilotaggio remoto, superato dal quadro europeo. Oggi il riferimento corretto sono le regole di distanza dalle persone, le zone geografiche pubblicate su d-flight e l'ordinanza di sicurezza balneare dell'anno in corso.

Posso volare sul mare, oltre la battigia?

Il mare non è un'area franca. Restano validi tutti i limiti della categoria Open, a partire dal contatto visivo continuo: sull'acqua le distanze sono ingannevoli e si perde il riferimento molto prima di quanto si pensi. Vanno inoltre considerati il traffico marittimo, l'eventuale attività di elisoccorso e le zone geografiche.

Dove trovo l'ordinanza balneare della mia zona?

Le ordinanze di sicurezza balneare sono emanate dalle Capitanerie di Porto e pubblicate sul portale della Guardia Costiera e sui siti dei singoli comandi. Cambiano per circondario marittimo e per anno: va cercata quella del tratto di costa che ti interessa, aggiornata alla stagione in corso.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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