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U-space: lo spazio aereo digitale e cosa cambia per i piloti

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 6 min

Drone professionale in volo su un'area costiera italiana con impianti e campi
L'area di San Salvo, in Abruzzo, è il primo spazio U-space operativo in Italia.
Indice della guida

L'U-space non è uno spazio aereo nuovo: è un insieme di servizi digitali che gli Stati membri possono attivare su porzioni definite di spazio aereo per gestire in sicurezza un traffico di droni denso. Il quadro europeo è il pacchetto composto dai Regolamenti (UE) 2021/664, 2021/665 e 2021/666, applicabile dal 26 gennaio 2023. In Italia esiste oggi una sola area U-space operativa, a San Salvo, in provincia di Chieti.

Se voli in categoria Open, nella pratica quotidiana l'U-space non ti riguarda ancora. Vale però la pena capire come funziona, perché è l'infrastruttura su cui poggeranno le operazioni oltre la linea di vista dei prossimi anni.

Che cosa prevede il pacchetto 2021

I tre regolamenti si incastrano così.

AttoOggetto
(UE) 2021/664Definisce lo spazio aereo U-space, i servizi obbligatori e i requisiti per USSP e CISP
(UE) 2021/665Modifica il Reg. 2017/373 sui fornitori di servizi ATM/ANS per integrare l'U-space
(UE) 2021/666Modifica il Reg. 923/2012 (regole dell'aria SERA) per l'integrazione degli aeromobili senza equipaggio

I servizi U-space sono cinque: identificazione di rete, geo-awareness, autorizzazione di volo, informazioni sul traffico e informazioni meteorologiche. Sono i mattoni che permettono a molti droni di condividere lo stesso volume di cielo senza che un controllore debba seguirli uno per uno.

Il riferimento italiano è la linea guida ENAC LG-2023-006/UAS, Edizione 1 del 15 dicembre 2023.

I due ruoli da non confondere: USSP e CISP

Il sistema poggia su due figure certificate.

L'USSP (U-space Service Provider) eroga i servizi ai singoli operatori di droni: riceve le richieste di autorizzazione al volo, fornisce i dati di traffico, gestisce l'identificazione di rete. È l'interfaccia con cui dialoga chi vola.

Il CISP (Common Information Service Provider) distribuisce le informazioni comuni a tutti i soggetti che operano nello stesso spazio: dati statici e dinamici sullo spazio aereo, restrizioni, zone geografiche. È l'infrastruttura informativa condivisa.

Un errore frequente è confondere l'identificazione di rete, che è un servizio U-space, con il Remote ID diretto, che è invece un requisito di prodotto del drone e trasmette in broadcast locale via Wi-Fi o Bluetooth. Sono due meccanismi diversi con finalità diverse.

Il caso italiano: D-Flight e San Salvo

L'Italia si è mossa presto. Nel dicembre 2024 D-Flight ha ottenuto la certificazione CISP. Nel febbraio 2025 ha ottenuto anche quella di USSP, diventando il primo soggetto in Europa con la doppia certificazione ai sensi del Reg. (UE) 2021/664.

Questo passaggio ha abilitato la conversione nel primo U-space italiano operativo della zona regolamentata R700 di San Salvo, in provincia di Chieti, nata per le sperimentazioni di consegna con drone di Amazon Prime Air. Lo sviluppo dell'area era stato avviato nell'ottobre 2024 da ENAC, D-Flight ed ENAV.

Amazon si è poi ritirata dal progetto, ma l'area continua a funzionare come laboratorio europeo: è lì che si sperimentano concretamente le procedure di autorizzazione dinamica del volo e la gestione del traffico non controllato. Il tema si collega alla guida sulle consegne con droni.

Cosa cambia per te, oggi

Poco o nulla, se voli in Open al di fuori delle aree designate. Le regole restano quelle del Reg. (UE) 2019/947: quota, distanze, VLOS, verifica delle zone geografiche sulla mappa D-Flight.

Dentro uno spazio aereo U-space, invece, cambia il modo stesso di accedere al cielo: l'operatore deve essere collegato a un USSP, richiedere l'autorizzazione al volo per via digitale e mantenere l'identificazione di rete attiva. Non è una procedura che si improvvisa sul campo: richiede l'iscrizione ai servizi e, spesso, equipaggiamento adeguato.

La proposta U-space Light del 2026

A giugno 2026, a Lussemburgo, è stata presentata la proposta "U-space Light": un'architettura a tre livelli pensata per rendere sostenibile il volo oltre la linea di vista senza imporre subito l'intero apparato U-space.

  • Pre-U-space (fasi 1A e 1B): aree rurali e suburbane sotto i 120 metri, dove il volo BVLOS sarebbe possibile senza modifiche normative, sulla base dell'attuale Reg. (UE) 2019/947.
  • U-space Light (fase 2): valutazioni del rischio semplificate e un USSP certificato, per contesti a densità intermedia.
  • Full U-space (fase 3): l'apparato completo, per operazioni ad altissima densità.

La motivazione è la stessa che ha spinto EASA ad avviare nel 2026 una revisione più ampia del regolamento: circa il 70 per cento delle operazioni in categoria Specific sono voli a basso rischio per i quali l'apparato completo risulta sproporzionato.

Per il quadro complessivo delle regole europee e nazionali, parti dalla guida alla normativa droni; la definizione sintetica del termine è nella voce di glossario U-space.

Domande frequenti

Che cos'è l'U-space?

Non è un nuovo tipo di spazio aereo, ma un insieme di servizi digitali, cioè identificazione di rete, geo-awareness, autorizzazione di volo, informazioni sul traffico e meteo, che gli Stati membri possono attivare su porzioni definite di spazio aereo per gestire un traffico di droni ad alta densità.

Devo fare qualcosa oggi se volo in categoria Open?

In generale no. Gli obblighi U-space scattano solo dentro un'area designata come spazio aereo U-space, e in Italia oggi ne esiste una. Fuori da quelle aree valgono le regole ordinarie del Reg. (UE) 2019/947 e la verifica delle zone geografiche su d-flight.

Dove c'è l'U-space in Italia?

L'area di San Salvo, in provincia di Chieti, nata come zona regolamentata R700 per le sperimentazioni di consegna con drone, è stata convertita nel primo U-space italiano operativo dopo la certificazione di D-Flight come USSP nel febbraio 2025.

Che differenza c'è tra USSP e CISP?

L'USSP, U-space Service Provider, eroga i servizi ai singoli operatori di droni. Il CISP, Common Information Service Provider, distribuisce a tutti i soggetti coinvolti le informazioni comuni: dati sullo spazio aereo, restrizioni, dati statici e dinamici. D-Flight è certificata per entrambi i ruoli.

Che cos'è l'U-space Light?

È una proposta presentata a giugno 2026, non ancora una norma. Prevede un'architettura a tre livelli che permetterebbe operazioni BVLOS a bassa quota in aree rurali e suburbane con requisiti proporzionati. Le prime implementazioni sono prospettate dal 2027 e la proposta deve ancora passare per la consultazione pubblica.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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