NRM · 03

Categorie Open, Specific e Certified: le tre porte del regolamento

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Paesaggio italiano con prato, impianto industriale e città sullo sfondo, con un drone in volo basso
La categoria non dipende da chi sei, ma da dove voli, con che drone e vicino a chi.
Indice della guida

Il Reg. (UE) 2019/947 divide tutte le operazioni con drone in tre categorie, Open, Specific e Certified, in base al rischio, non allo scopo del volo. Open significa nessuna autorizzazione preventiva, purché tu resti dentro limiti precisi. Specific significa che quei limiti li superi e devi dimostrare come li gestisci. Certified è il regime dell'aviazione tradizionale, applicato ai droni. Sapere in quale delle tre stai finendo è la prima decisione di ogni pianificazione.

Il principio: conta il rischio, non l'uso

È il punto che confonde chi ha imparato a volare prima del 2021. La vecchia distinzione ENAC tra operazioni ricreative e non ricreative non esiste più. Con lo stesso drone, nello stesso posto, un video per gli amici e una ripresa fatturata a un cliente ricadono nella stessa categoria.

Quello che sposta il rischio è altro: quanto pesa il drone, quanto sei vicino alle persone non coinvolte, a che quota voli, se lo vedi a occhio nudo, che cosa c'è sotto la traiettoria.

Le tre categorie operative Open, Specific e Certified e le tre sottocategorie A1, A2 e A3 della OpenSchema a due livelli. In alto le tre categorie del Reg. (UE) 2019/947 ordinate per rischio crescente: Open, senza autorizzazione preventiva; Specific, con dichiarazione di scenario standard, autorizzazione operativa o LUC rilasciate da ENAC; Certified, con certificazione dell'aeromobile, licenza del pilota e certificazione dell'operatore. Sotto la sola Open si aprono le tre sottocategorie: A1 con classi C0 e C1, A2 con classe C2 e distanza minima di 30 metri (5 metri in modalità a bassa velocità), A3 con classi C2, C3 e C4 e almeno 150 metri dalle aree residenziali. In fondo i limiti comuni della Open e il divieto assoluto di sorvolo degli assembramenti.INFOGRAFICALe tre categorie operative e le tre sottocategorie della OpenReg. (UE) 2019/947: un sistema basato sul rischio, non sull'usoLIVELLO 1 · LE TRE CATEGORIE, PER LIVELLO DI RISCHIOOPENrischio bassoCOME SI ACCEDENessuna autorizzazione preventiva:bastano i limitiCHI AUTORIZZANessuno (auto-conformità)SPECIFICrischio medioCOME SI ACCEDEDichiarazione di scenario standard,autorizzazione operativa oppure LUCCHI AUTORIZZAENACCERTIFIEDrischio altoCOME SI ACCEDECertificazione dell'aeromobile, licenzadel pilota, certificazionedell'operatoreCHI AUTORIZZAEASA / ENACsolo la Open ha sottocategorieLIVELLO 2 · LE SOTTOCATEGORIE DELLA OPEN, PER DISTANZA DALLE PERSONEA1Si può volare sopra personenon coinvolte, mai suassembramentiCLASSI AMMESSEC0, C1PESOC0 < 250 g; C1 < 900 gDISTANZA DALLE PERSONEC0: sorvolo consentito ma da evitare.C1: non sorvolare intenzionalmenteCOMPETENZAC0: lettura del manuale. C1: attestatoA1/A3A2Si vola vicino alle personenon coinvolte, a distanza disicurezzaCLASSI AMMESSEC2PESO< 4 kgDISTANZA DALLE PERSONEalmeno 30 m in orizzontale; 5 m conmodalità a bassa velocità attivaCOMPETENZAattestato A2A3Si vola lontano dallepersoneCLASSI AMMESSEC2, C3, C4PESOfino a 25 kgDISTANZA DALLE PERSONEnessuna persona non coinvoltanell'area; almeno 150 m da areeresidenziali, commerciali, industriali ericreativeCOMPETENZAattestato A1/A3LIMITI COMUNI A TUTTA LA CATEGORIA OPEN · VALGONO IN A1, A2 E A3MTOM inferiore a 25 kgVolo in VLOS, contatto visivo diretto econtinuoAltezza massima 120 m dal punto piùvicino della superficie terrestreDivieto assoluto di sorvolo diassembramenti di personeNessun trasporto di merci pericolose,nessuno sgancio di materialiRispetto delle zone geografiche UASpubblicate dallo Stato membro!Il sorvolo di assembramenti è vietato in tutta la categoria Open, per ogni classe, compresi i droni sotto i 250 gformazionedroni.it · CC BY 4.0 · dati: Reg. (UE) 2019/947, EASAagg. settembre 2026
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Schema delle tre categorie operative e delle sottocategorie Infografica di Formazione Droni, CC BY 4.0
CategoriaLivello di rischioCome si accedeChi autorizza
OpenBassoRispetti i limiti previstiNessuno: auto-conformità
SpecificMedioDichiarazione, autorizzazione operativa oppure LUCENAC
CertifiedAltoCertificazione dell'aeromobile, licenza del pilota, certificazione dell'operatoreEASA / ENAC

Categoria Open: i limiti da rispettare tutti insieme

I limiti dell'Open valgono cumulativamente: basta violarne uno per uscirne.

  • MTOM inferiore a 25 kg, cioè massa massima al decollo comprensiva di batteria e payload.
  • Volo VLOS: contatto visivo diretto e continuo con il drone, senza ausili se non le lenti correttive. In FPV è ammesso l'uso di un osservatore che mantiene il contatto visivo.
  • Quota massima 120 m dal punto più vicino della superficie terrestre.
  • Divieto di sorvolo di assembramenti di persone, in ogni sottocategoria e con qualsiasi classe di drone.
  • Divieto di trasportare merci pericolose e di sganciare materiali.
  • Rispetto delle zone geografiche UAS pubblicate dallo Stato membro.
  • Conoscenza del manuale del costruttore.

C'è una sola eccezione altimetrica di rilievo: in prossimità di un ostacolo artificiale più alto di 120 m puoi salire fino a 15 m sopra la sua sommità, entro un raggio di 50 m dall'ostacolo e su richiesta di chi ne è responsabile. Serve tipicamente per ispezionare gru, ciminiere e torri.

Dentro l'Open ci sono poi le tre sottocategorie A1, A2 e A3, che differenziano le distanze dalle persone in base alla classe del drone: le trovi spiegate nella guida sulle sottocategorie A1, A2 e A3.

Categoria Specific: quattro strade, non una

Quando l'operazione esce dai limiti dell'Open, con un volo oltre il contatto visivo, quote superiori a 120 m, distanze dalle persone che la sottocategoria non consente o lo sgancio di materiali, si entra in Specific. ENAC individua quattro percorsi.

  1. Dichiarazione di scenario standard (STS). Si dichiara su d-flight la conformità a uno scenario predefinito, oggi EU-STS-01 o EU-STS-02, previsti dall'Appendice 5 del Reg. 2019/947. Non serve un'approvazione ENAC: è la via più rapida. La dichiarazione vale due anni.
  2. Autorizzazione operativa ENAC. Per le operazioni non riconducibili a uno scenario standard. Richiede Manuale delle Operazioni, valutazione del rischio con SORA o adozione di un PDRA, evidenze sulle competenze dei piloti, manuali di volo e di manutenzione.
  3. LUC (Light UAS Operator Certificate). Certifica l'organizzazione, non la singola operazione: consente all'operatore di valutare i propri rischi e autoautorizzarsi entro i privilegi concessi. Richiede un sistema di gestione della sicurezza e una maturità organizzativa notevole.
  4. Nulla osta per le zone geografiche. Si aggiunge a uno dei precedenti quando l'operazione interessa una zona geografica UAS designata.

Le quattro strade, con costi, tempi e criteri di scelta, sono nella guida sulla categoria Specific; la metodologia di valutazione del rischio è spiegata nella guida su SORA 2.5.

Categoria Certified: quando il drone diventa un aeromobile come gli altri

La Certified si applica quando il rischio è tale da richiedere lo stesso apparato dell'aviazione con equipaggio. Il regolamento la prevede in quattro situazioni:

  • l'UAS ha dimensione caratteristica pari o superiore a 3 m ed è progettato per operare su assembramenti di persone;
  • l'operazione comporta il trasporto di persone;
  • l'operazione comporta il trasporto di merci pericolose con rischio elevato per i terzi;
  • la valutazione del rischio indica che l'operazione non è mitigabile adeguatamente in Specific.

Qui servono certificato di tipo e di aeronavigabilità per l'aeromobile, licenza per il pilota, certificazione per l'operatore, organizzazioni approvate per progettazione, produzione e manutenzione. È il terreno degli air taxi elettrici e delle grandi operazioni cargo, trattato nella guida su categoria Certified, eVTOL e air taxi.

Come capire, prima del volo, dove stai

Un metodo che funziona è procedere per esclusione, in questo ordine.

  1. Il drone. Se supera i 25 kg di MTOM sei già fuori dall'Open. Sotto, guarda la classe: è lei a fissare la sottocategoria disponibile.
  2. Il tipo di volo. VLOS o BVLOS? Sotto o sopra i 120 m? Sganci qualcosa? Un solo "sì" fuori limite sposta in Specific.
  3. Le persone. Chi c'è nel raggio d'azione, e a che distanza? Ci sono assembramenti? Se non riesci a garantire la distanza minima della tua sottocategoria, la Specific è l'unica strada legale.
  4. Il luogo. Verifica le zone geografiche su d-flight: una zona rossa può rendere necessaria l'autorizzazione anche per un'operazione che sarebbe banale altrove. Il tema è trattato nel pillar su dove posso volare.

Il quadro generale della normativa droni mette in fila tutti gli adempimenti che restano dovuti a prescindere dalla categoria: registrazione, assicurazione, attestato, Remote ID.

Domande frequenti

Se volo per lavoro devo per forza stare in categoria Specific?

No. La distinzione tra uso ricreativo e professionale non esiste più. Un rilievo fotogrammetrico su un campo deserto con un drone C2 sta in Open; un volo notturno sopra un centro abitato con lo stesso drone può richiedere la Specific.

Chi decide in quale categoria ricade il mio volo?

Lo decidi tu, prima del volo, confrontando l'operazione con i limiti della categoria Open. Se rientri nei limiti sei in Open e non serve alcuna autorizzazione; se ne esci ti serve una dichiarazione, un'autorizzazione ENAC o un LUC.

Quali sono i limiti che fanno uscire dalla categoria Open?

MTOM pari o superiore a 25 kg, volo oltre il contatto visivo, quota superiore a 120 m, sorvolo di assembramenti, trasporto di merci pericolose, sgancio di materiali e le distanze dalle persone previste per la sottocategoria.

La categoria Certified riguarda anche i droni professionali di grandi dimensioni?

Solo in casi definiti: aeromobili con dimensione caratteristica di almeno 3 metri progettati per operare su assembramenti, trasporto di persone, trasporto di merci pericolose ad alto rischio, oppure quando la valutazione del rischio mostra che l'operazione non è mitigabile in Specific.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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