NRM · 06
SORA 2.5: come funziona la valutazione del rischio dal 2025

Indice della guida
Il SORA (Specific Operations Risk Assessment) è la metodologia con cui si dimostra che un'operazione in categoria Specific è abbastanza sicura da essere autorizzata. Dal 29 settembre 2025 la versione applicabile è la 2.5, adottata da EASA con la ED Decision 2025/018/R: cambia il modo di calcolare il rischio a terra, che ora si esprime su una scala da 1 a 10, e scendono da 24 a 17 gli obiettivi di sicurezza operativa. La struttura in dieci passi e la scala SAIL da I a VI restano.
A cosa serve e chi lo usa
Il SORA non è un modulo da compilare: è un ragionamento strutturato che parte da una descrizione dell'operazione e arriva a un elenco di requisiti da soddisfare. Lo usa chi chiede a ENAC un'autorizzazione operativa per un'operazione che non rientra in uno scenario standard né in un PDRA, e lo usa, in forma già confezionata, chi adotta un PDRA.
Se la tua operazione rientra in EU-STS-01 o EU-STS-02, il SORA non ti serve: presenti una dichiarazione su d-flight. Le quattro strade della categoria Specific sono confrontate nella guida sulla categoria Specific.
Cosa cambia rispetto al SORA 2.0
| SORA 2.0 | SORA 2.5 | |
|---|---|---|
| Stato | In vigore fino al 2025 | Applicabile dal 29 settembre 2025 |
| Base | AMC e GM al Reg. 2019/947, versioni precedenti | ED Decision 2025/018/R, AMC & GM Issue 1, Amendment 4 |
| iGRC | Scala basata su dimensione e scenario | Scala 1-10, in funzione di dimensione massima e velocità del drone e densità di popolazione |
| OSO | 24 | 17, con livelli di robustezza più chiari (low, medium, high) |
| SAIL | I-VI | I-VI, invariato |
| Struttura | 10 passi | 10 passi, con maggiore rigore quantitativo e requisiti di containment più chiari |
La direzione è quella di un metodo più quantitativo e meno interpretabile: meno obiettivi, ma più espliciti, e un calcolo del rischio a terra che tiene conto anche della velocità del drone, non solo della sua dimensione.
Il percorso, in sintesi
Il metodo si articola in dieci passi. Semplificando la catena logica, il ragionamento è questo.
Si parte dal ConOps, la descrizione completa dell'operazione: quota, tipo di volo (VLOS o BVLOS), orari, spazio aereo interessato, caratteristiche dell'aeromobile, procedure, addestramento del personale. È il documento su cui poggia tutto il resto: se il ConOps è vago, l'analisi che ne deriva non regge.
Dal ConOps si ricava il rischio a terra intrinseco (iGRC): quanto sarebbe grave, per le persone a terra, la perdita di controllo del drone. In SORA 2.5 lo determinano la dimensione massima e la velocità dell'aeromobile insieme alla densità di popolazione dell'area sorvolata, su una scala da 1 a 10. All'area operativa si aggiunge il ground risk buffer, la fascia di terreno che serve a contenere le conseguenze di una perdita di controllo.
Il rischio a terra può essere ridotto con mitigazioni: area controllata a terra, riduzione dell'esposizione delle persone, sistemi che limitano l'energia d'impatto come i paracadute. Si ottiene così il rischio a terra finale.
In parallelo si valuta il rischio in volo (ARC), cioè la probabilità di incontrare un aeromobile con equipaggio nello spazio aereo interessato. Anche qui esistono mitigazioni, in particolare quelle tattiche, i cui requisiti prestazionali (TMPR) dipendono dal rischio aereo residuo: osservatori, coordinamento con gli enti del traffico aereo, sistemi di rilevamento ed evitamento.
Dalla combinazione tra rischio a terra e rischio in volo finali si ottiene il SAIL, da I a VI. Il SAIL è il traduttore: dice quanto devono essere robuste le misure adottate.
Dal SAIL discendono i 17 OSO (Operational Safety Objectives), ciascuno con un livello di robustezza richiesto tra basso, medio e alto, che copre affidabilità del mezzo, procedure, competenze del personale, manutenzione, gestione degli imprevisti. Infine si verificano i requisiti di containment, cioè le misure tecniche che impediscono al drone di uscire dal volume operativo previsto.
Le sigle che incontrerai
| Sigla | Significato |
|---|---|
| ConOps | Concept of Operations: la descrizione completa dell'operazione |
| GRC / iGRC | Ground Risk Class, rischio a terra; iGRC è quello intrinseco, prima delle mitigazioni |
| ARC | Air Risk Class: rischio di collisione in volo |
| TMPR | Requisiti prestazionali delle mitigazioni tattiche del rischio aereo |
| SAIL | Specific Assurance and Integrity Level, da I a VI |
| OSO | Operational Safety Objective: gli obiettivi di sicurezza operativa, 17 in SORA 2.5 |
| ERP | Emergency Response Plan: il piano di risposta alle emergenze |
Le voci SORA, SAIL e PDRA del glossario riprendono le stesse definizioni in forma sintetica.
La transizione da 2.0 a 2.5
Ogni Stato membro ha definito una propria finestra transitoria durante la quale accettare ancora domande basate su SORA 2.0, e molte di queste finestre risultano già chiuse. Per l'Italia non è stato possibile reperire una data ufficiale di chiusura: prima di impostare una pratica su una versione o sull'altra, la cosa sensata è chiedere conferma a ENAC e verificare la pagina della categoria specifica.
La revisione di giugno 2026 delle Easy Access Rules for UAS consolida SORA 2.5 in un unico documento di riferimento, ed è oggi il modo più comodo per leggere metodo, AMC e GM insieme.
Dove sta andando il metodo
Nella primavera 2026 EASA ha avviato una consultazione per semplificare il Reg. (UE) 2019/947 su due fronti: ampliare la categoria Open e rivedere gli scenari standard. La motivazione è chiara nei numeri citati dall'Agenzia: circa il 70% delle operazioni in categoria Specific sono voli VLOS a basso rischio in ambiente urbano, con SAIL I e II, per i quali un SORA completo è un onere sproporzionato.
Nella stessa direzione va la proposta "U-space Light" presentata a giugno 2026, che prevede una fase iniziale in cui operazioni BVLOS a bassa quota in aree rurali e suburbane sarebbero possibili senza modifiche normative, sulla base dell'attuale 2019/947. Le prime implementazioni sono prospettate per il 2027, quindi si tratta di prospettive, non di regole già applicabili: il quadro è nella guida su U-space.
Per il contesto generale, il punto di partenza resta la guida alla normativa droni. Questa pagina è informazione generale, non consulenza tecnica su una specifica operazione.
Domande frequenti
Da quando si applica il SORA 2.5?
Dal 29 settembre 2025, con la ED Decision 2025/018/R di EASA, che ha adottato l'Amendment 4 di AMC e GM al Reg. (UE) 2019/947. La revisione di giugno 2026 delle Easy Access Rules lo ha consolidato in un unico documento.
Che differenze ci sono tra SORA 2.0 e SORA 2.5?
Le principali sono l'iGRC su scala 1-10, calcolata a partire da dimensione e velocità del drone e densità di popolazione, e la riduzione degli obiettivi di sicurezza operativa da 24 a 17, con livelli di robustezza più chiari. La scala SAIL resta da I a VI.
Devo fare il SORA anche per uno scenario standard?
No. Se la tua operazione rientra in EU-STS-01 o EU-STS-02 presenti una dichiarazione, e se rientra in un PDRA adotti la valutazione già preparata da EASA. Il SORA completo serve quando l'operazione non rientra in nessuno dei due.
Che cos'è il SAIL?
È il livello di assurance e integrità dell'operazione, da I a VI, che deriva dal rischio a terra e dal rischio in volo residui. Più alto è il SAIL, più robuste devono essere le mitigazioni e le evidenze richieste.
Le domande presentate con SORA 2.0 sono ancora valide?
Ogni Stato membro ha definito una propria finestra transitoria e molte sono già chiuse. Per una pratica italiana conviene verificare direttamente presso ENAC quale versione accetta al momento della presentazione.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.