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Le giornate si accorciano: il volo notturno e la luce verde lampeggiante

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Tempo di lettura 5 min

Drone in volo basso all'ora blu su una strada di campagna con alberi autunnali
In autunno l'ora blu arriva presto: il volo che avevi programmato al tramonto finisce spesso al buio.
Indice della guida

Con il ritorno all'ora solare di domenica scorsa, il tramonto si è spostato indietro di un'ora tutto in una volta. Il volo delle cinque e mezza, quello che ad agosto era pieno pomeriggio, adesso finisce nell'ora blu. Il volo notturno è consentito in categoria Open: serve una luce verde lampeggiante attiva sul drone, come prevede il Reg. (UE) 2022/425 dal 1° luglio 2022. Il resto delle regole non cambia. Ed è proprio il contatto visivo la parte che al buio diventa difficile per davvero.

La regola in una riga, e il vuoto che si porta dietro

L'operatore deve assicurarsi che, in caso di volo notturno, sia attivata sull'aeromobile una luce verde lampeggiante. Vale in categoria Open e in categoria Specific. Non è richiesta un'autorizzazione ulteriore: se stai dentro i limiti della tua sottocategoria, di notte ci puoi volare.

Il regolamento però non dice come deve essere fatta quella luce: nessuna specifica di intensità, di frequenza di lampeggio o di posizione sul drone. Basta guardare cosa si trova in commercio per rendersene conto: dalle strisce adesive da pochi grammi ai fari che si vedono a un chilometro.

C'è un dettaglio che in autunno pesa più che in altre stagioni: la luce aggiunge peso. Qualche decina di grammi conta se il tuo drone sta appena sotto i 250 g, perché quella soglia decide la classe e la sottocategoria. Pesa il drone completo, luce montata, prima di dare per scontato che sia tutto a posto.

Il vero limite non è la luce: è il VLOS

Di notte restano in vigore tutti gli altri obblighi: quota massima 120 m, distanze dalle persone non coinvolte previste dalla sottocategoria, divieto assoluto di sorvolare assembramenti, zone geografiche pubblicate su d-flight. Cambia una cosa sola, e cambia parecchio: tenere il contatto visivo diretto e continuo con un oggetto piccolo, scuro e in movimento.

Un drone che di giorno resta comodo in vista a duecento metri, di notte a duecento metri è una lucina tra tante. Nessun regolamento fissa una distanza notturna massima, perché dipende da luce ambientale, contrasto, sfondo e caratteristiche del mezzo. La valutazione è tua.

Tre conseguenze pratiche:

  • vola più vicino e più basso di quanto faresti di giorno;
  • evita fonti di luce forti dietro al drone: lampioni e vetrine lo cancellano;
  • diffida dell'orientamento: senza riferimenti visivi confondere il muso con la coda è facilissimo, ed è l'errore che manda i droni contro gli ostacoli.

La disciplina completa è nella guida al volo notturno con il drone.

L'autunno aggiunge tre problemi suoi

La visibilità. Ottobre e novembre portano nebbia, foschia e umidità elevata. Sono condizioni che compromettono il VLOS prima ancora che il buio, e che fanno condensare l'umidità su ottiche e sensori. La visibilità sufficiente a mantenere il contatto visivo non è una raccomandazione: è un requisito. Ne parliamo nella guida su nebbia, foschia e visibilità.

Il freddo sulle batterie. Le reazioni elettrochimiche rallentano e la resistenza interna cresce. Sotto i 10 °C la capacità utile cala in modo sensibile; vicino allo zero la perdita è molto maggiore e sotto carico la tensione può crollare di colpo, con il firmware che decide un atterraggio d'emergenza mentre tu stavi ancora rientrando. Preriscalda le batterie a temperatura ambiente, resta in hovering un minuto dopo il decollo prima di allontanarti, e pianifica con l'autonomia ridotta. I dettagli sono nella guida su carica, conservazione e trasporto delle batterie.

Il buio che arriva prima del previsto. L'ora blu dura meno di quanto sembra. Se il volo è programmato al tramonto, la seconda batteria la usi già di notte: tanto vale prepararsi come se lo fosse fin dall'inizio.

Il metodo che funziona: sopralluogo di giorno

La regola pratica del volo notturno è che si prepara con la luce. Un sopralluogo diurno serve a mappare tre cose che al buio non vedrai:

  1. gli ostacoli sottili, cavi, tiranti, antenne, rami alti: invisibili di notte, e nessun sensore anticollisione è affidabile con poca luce;
  2. i punti di decollo e atterraggio, una superficie piana e libera, che potrai illuminare senza abbagliarti;
  3. la geometria della scena, da dove guarderai il drone, che sfondo avrà, dove finirà se perdi il link.

Poi le verifiche ordinarie: zona controllata su d-flight, meteo e visibilità, batterie cariche e in temperatura, firmware aggiornato, luce frontale in tasca per gestire decollo e atterraggio. La sequenza completa è nella checklist pre-volo, in volo e post-volo.

Un ultimo aspetto che si sottovaluta: di notte cambia la percezione degli altri. Un drone con le luci sopra un'area residenziale genera segnalazioni molto più facilmente che di giorno. Restare lontani dalle abitazioni, in autunno, non è solo una regola della sottocategoria A3.

Per approfondire: il pillar sul meteo per piloti di droni e la voce di glossario VLOS.

Domande frequenti

Il volo al crepuscolo conta come volo notturno?

Il regolamento europeo prescrive la luce verde lampeggiante per il volo notturno, senza fornire specifiche tecniche di dettaglio sul dispositivo. Nella pratica, se il volo può concludersi dopo il tramonto conviene partire con la luce già attiva: costa nulla ed elimina il problema di dover decidere in volo se sei ancora nel giorno.

Le luci di serie del drone bastano per il volo notturno?

Non sempre. Molti droni hanno luci di posizione o di orientamento, che non sono una luce verde lampeggiante dedicata. Verifica sul manuale del costruttore e, se manca, valuta un dispositivo aggiuntivo tenendo conto del peso che aggiunge.

Di notte posso allontanare il drone quanto di giorno?

No, e non perché lo vieti una distanza scritta nel regolamento: perché il VLOS resta obbligatorio e al buio mantenere il contatto visivo diretto e continuo è molto più difficile. La valutazione di quanto puoi allontanarti resta responsabilità del pilota.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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