SIC · 01
Checklist pre-volo, in volo e post-volo per droni

Indice della guida
Una checklist serve a spostare i controlli dalla memoria alla carta, perché la memoria è la prima cosa che cede quando hai fretta, freddo o un cliente che parla. La sequenza utile è su quattro momenti: la pianificazione prima di uscire, i controlli all'arrivo sul posto, l'ispezione a drone acceso, e il post-volo. Sono in tutto una decina di minuti distribuiti nella giornata, e coprono la maggior parte delle cause di incidente conosciute.
Qui trovi le quattro liste in forma di testo, con la spiegazione del perché di ogni voce. Se preferisci una versione da spuntare, c'è la checklist pre-volo interattiva.
1. La pianificazione: prima di uscire di casa
Questa parte si fa a tavolino e determina se il volo ha senso. Cinque elementi.
Obiettivo. Cosa devi ottenere: riprese, allenamento, un rilievo. L'obiettivo decide la durata, la quota, il numero di batterie e quanto ti puoi permettere di essere schizzinoso sulle condizioni.
Luogo. Verifica sulla mappa delle zone geografiche UAS che l'area sia utilizzabile e controlla eventuali restrizioni temporanee. Se la zona è soggetta ad autorizzazione, la richiesta va fatta prima, non il giorno stesso. Come si leggono i colori e le quote è nella guida su come leggere la mappa D-Flight, mentre le restrizioni temporanee sono spiegate nella guida su NOTAM e AIP.
Meteo. Vento al suolo e in quota, raffiche, visibilità, precipitazioni, temperatura. Il metodo completo è nella guida sulla pianificazione meteo della missione.
Tempo. Quante batterie hai davvero cariche e quanto durano nelle condizioni previste, più i tempi di setup e recupero. L'autonomia reale è tipicamente molto inferiore a quella dichiarata: il perché è nella guida sull'autonomia reale del drone.
Contingenza. Cosa fai se piove, se arriva vento, se compare qualcuno nell'area, se il drone smette di rispondere. Deciderlo prima significa non doverlo decidere sotto stress.
Alla pianificazione si aggiunge il controllo dei materiali: batterie del drone e del radiocomando cariche, firmware già aggiornato (mai il giorno del volo), eliche di ricambio, panno per l'ottica, schede di memoria formattate, e i documenti, cioè attestato, registrazione operatore, polizza ed eventuali autorizzazioni.
2. All'arrivo: quattro passaggi prima di accendere
Sul posto la mappa non basta più. Quattro controlli, in questa sequenza.
- Verifica della zona. Riapri la mappa e conferma che nulla sia cambiato. Poi guarda con gli occhi: persone, bambini, animali, veicoli in movimento, cavi aerei, antenne, alberi isolati. I cavi sospesi sono l'ostacolo che i sensori non vedono e che le mappe non riportano.
- Conferma del meteo sul posto. Confronta la previsione con quello che vedi: fumo, bandiere, chiome degli alberi. Se sul posto tira più di quanto diceva il modello, vale il posto.
- Identificazione di due aree di atterraggio d'emergenza. Due, non una: la prima potrebbe essere occupata proprio nel momento in cui ti serve.
- Scelta del punto di decollo. Superficie piana, pulita, non erba alta e non sabbia. Terreno naturale meglio dell'asfalto e molto meglio di un cofano d'auto o di un tombino: le masse metalliche disturbano la bussola, come spiegato nella guida sulla calibrazione di bussola e IMU.
Se ci sono persone che partecipano all'operazione, questo è il momento del briefing: cosa farai, per quanto tempo, dove starai, qual è il segnale convenuto per interrompere tutto.
3. A drone acceso: l'ispezione
Qui i controlli si dividono fra mezzo e stazione di controllo.
Sul drone.
- Telaio integro, senza crepe, con particolare attenzione all'attacco dei bracci
- Bracci pieghevoli completamente aperti e in posizione
- Eliche integre, pulite, senza scheggiature, montate nel verso corretto e serrate
- Motori liberi: ruotandoli a mano devono girare senza attriti irregolari né gioco laterale
- Sensori e ottica puliti, blocco del gimbal rimosso, gimbal libero di muoversi
- Antenne integre e non piegate
- Batteria innestata a fondo, con lo scatto sentito, e a carica adeguata
- LED e sequenza di accensione coerenti con quanto descrive il manuale
Sul radiocomando.
- Batteria carica
- Stick e comandi che rispondono
- Collegamento con il dispositivo o il visore stabilito
- App aggiornata e funzionante
A sistema pronto.
- Aggancio GNSS completo e stato "pronto al volo"
- Home point registrato nella posizione corretta: guarda dove l'ha messo, non fidarti del messaggio
- Quota di return to home superiore all'ostacolo più alto presente nell'area
- Comportamento del failsafe impostato consapevolmente
- Hovering di prova a due o tre metri per una quindicina di secondi: ascolta i motori, osserva se il drone deriva
4. Durante il volo: cosa monitorare
Il volo si divide in tre fasi mentali. Il primo minuto serve a stabilizzare e capire come il drone reagisce al vento del giorno: si resta vicini e si prova a fare poco. Poi c'è la parte operativa, in cui lo sguardo alterna fra drone e schermo, con il contatto visivo diretto mantenuto in continuità. Infine il rientro, che va avviato prima di averne bisogno.
Le grandezze da tenere sotto controllo sono quattro: batteria, distanza e orientamento, vento percepito e presenza di persone. Una regola pratica largamente condivisa è cominciare il rientro attorno al 25% di batteria residua, tenendo in conto che il ritorno controvento consuma molto più dell'andata. Se il consumo è più rapido del previsto, si anticipa.
Sono da evitare tre cose: la discesa verticale rapida, il volo con il drone dietro un ostacolo che ne interrompe la vista, e le conversazioni durante una manovra critica.
5. Post-volo: quattro cose in cinque minuti
Ispezione a caldo. Eliche, telaio, gimbal. Tocca la batteria: se è bollente rispetto al solito, annotalo. È il primo segnale di un pacco che sta finendo la sua vita, tema trattato nella guida su batterie e incendi.
Spegnimento ordinato. Prima il drone, poi il radiocomando: l'inverso dell'accensione.
Recupero. Drone in custodia, batterie nel contenitore, niente lasciato sul posto. Le batterie calde non vanno chiuse subito in valigia.
Annotazione. Data, ora, luogo, durata, batterie usate, meteo, anomalie. Bastano tre righe. È quello che ti permette, tre mesi dopo, di capire che quel comportamento strano non era un caso isolato. Cosa deve contenere un registro dei voli è nella guida su logbook e documentazione.
Se durante il volo è successo qualcosa che coinvolge persone o cose di terzi, la strada è quella descritta nella guida sulla segnalazione di incidenti. Se il drone non è rientrato, invece, il percorso è nella guida su drone perso o caduto. Il quadro generale delle procedure è nella guida su come pilotare in sicurezza.
Domande frequenti
Cosa controllare prima di far volare il drone?
In ordine: che la zona sia utilizzabile e il meteo confermato sul posto, che eliche, telaio, bracci, motori, antenne e batteria siano integri e ben montati, che il radiocomando risponda e sia carico, che il GNSS abbia agganciato, che l'home point sia registrato nella posizione giusta e che la quota di return to home superi l'ostacolo più alto della zona.
In che ordine si accendono drone e radiocomando?
Prima il radiocomando, poi il drone. Allo spegnimento l'ordine si inverte: prima il drone, poi il radiocomando. Serve a evitare che il drone si trovi senza un trasmettitore associato e interpreti la situazione come una perdita di link.
Quanto dura una checklist pre-volo fatta bene?
Due o tre minuti per l'ispezione fisica e i controlli a drone acceso, a cui si aggiungono i minuti di verifica della zona e delle condizioni al momento dell'arrivo. La pianificazione vera e propria si fa prima di uscire di casa.
Serve una checklist anche per il volo hobbistico?
La forma scritta non è obbligatoria in categoria Open, ma la sostanza dei controlli sì: il pilota è responsabile della condizione del mezzo e della sicurezza dell'operazione. Una scheda plastificata da spuntare costa nulla e rende l'errore molto più difficile.
Cosa si annota nel logbook dopo il volo?
Data e ora, luogo, drone e batterie usate, durata, tipo di missione, condizioni meteo, eventuali anomalie e il nome di chi ha pilotato. Sono i dati che permettono di distinguere un episodio isolato da un guasto che si sta ripetendo.
Fonti
Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.