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Droni nella pubblica amministrazione, Protezione Civile e Vigili del Fuoco

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Drone professionale con termocamera in volo al crepuscolo su un versante boscoso con mezzi di soccorso sulla strada sottostante
Nelle emergenze il drone accorcia i tempi di ricognizione, non sostituisce le squadre a terra.
Indice della guida

Nel settore pubblico i droni sono ormai uno strumento ordinario: nuclei dei Vigili del Fuoco, colonne mobili di Protezione Civile, polizie locali, enti gestori di aree protette, consorzi e uffici tecnici comunali. Le regole con cui operano, però, non sono sempre quelle che valgono per te. Le attività di soccorso pubblico, antincendio, polizia e dogana rientrano spesso nel regime delle operazioni di Stato, con una disciplina distinta da quella civile europea. Per un professionista esterno le opportunità esistono, ma passano dalle procedure di acquisto degli enti, non da un curriculum inviato a un comando.

Chi vola, nel pubblico

Vigili del Fuoco. I nuclei droni del Corpo sono operativi e producono risultati documentati: ricerca di persone disperse con termocamera, esercitazioni dedicate alla ricerca in acqua, interventi notturni con termocamera e faro. L'impiego tipico è la ricognizione rapida di uno scenario prima di esporre le squadre, in caso di incendi, crolli, dissesto o ricerca, e la documentazione durante e dopo l'evento.

Protezione Civile. Sistema misto di componenti pubbliche e organizzazioni di volontariato. I droni servono per la ricognizione post-evento, la mappatura dei danni, il monitoraggio di frane e corsi d'acqua e il supporto alle sale operative.

Polizie locali e forze dell'ordine. Controllo del territorio, viabilità, verifica di abusi edilizi e ambientali, gestione di eventi. È l'ambito con i vincoli di protezione dei dati più stringenti.

Uffici tecnici, consorzi ed enti gestori. Rilievi per progettazione e manutenzione, monitoraggio di argini e versanti, verifica di coperture e edifici pubblici, censimento di aree, documentazione di aree protette. Qui la committenza verso professionisti esterni è la regola più che l'eccezione.

Le operazioni di Stato: cosa cambia

Il quadro europeo dei droni disciplina l'aviazione civile. Attività come polizia, soccorso pubblico, antincendio e dogana ricadono in un regime diverso, tradizionalmente indicato come operazioni di Stato, con condizioni e responsabilità definite a livello nazionale.

Un elemento concreto e verificato di questo trattamento differenziato riguarda la piattaforma nazionale: sul portale d-flight è previsto un accesso gratuito per le utenze Emergency/State, attivabile su richiesta formale.

Fuori dalle operazioni di Stato, un ente pubblico che usa droni per finalità tecniche ordinarie come rilievi, monitoraggio o documentazione, è un operatore UAS come gli altri: registrazione, attestati per i piloti, assicurazione, e categoria Specific quando l'operazione esce dai limiti della Open. Il percorso è quello descritto nella guida alla categoria Specific.

Cosa fa davvero un drone in emergenza

È utile essere precisi, perché l'aspettativa è spesso superiore alle capacità reali.

Ricerca di persone disperse. Volo a griglia sistematica su un'area definita con i coordinatori, tipicamente tra 40 e 80 metri di quota, con un operatore dedicato all'osservazione in tempo reale, non il pilota, che marca le coordinate di ogni contatto e guida le squadre a terra. I limiti vanno detti: la termocamera non vede attraverso la vegetazione fitta, il contrasto crolla quando la temperatura ambiente si avvicina a quella corporea (metà giornata estiva) e coprire grandi aree richiede molte batterie. La ricerca termica è più efficace all'alba, di notte e in inverno.

Antincendio. Ricognizione del fronte di fiamma e della sua evoluzione, supporto alla direzione delle operazioni, valutazione del danno, individuazione dei punti di innesco. L'applicazione con il ritorno più immediato è la bonifica: una termocamera individua un focolaio sotto la cenere che l'occhio non vede, riducendo riaccensioni e tempo di presidio.

Dissesto e post-evento. Mappatura rapida delle aree colpite, confronto multi-temporale, rilievo di frane e argini, documentazione per la stima dei danni.

Monitoraggio ambientale. Censimento faunistico, verifica di scarichi, individuazione di discariche abusive, monitoraggio costiero e di ghiacciai. Con un vincolo che vale anche per gli enti: il drone disturba la fauna, e nelle aree protette il volo è generalmente soggetto ad autorizzazione o vietato. Vedi drone nei parchi naturali e aree protette.

Il quadro tecnico completo di queste applicazioni è in droni in ricerca e soccorso, antincendio e monitoraggio ambientale.

La privacy, che nel pubblico pesa di più

Un ente che riprende sistematicamente aree pubbliche tratta dati personali su larga scala. Servono base giuridica, informativa, valutazione della minimizzazione, limiti alla conservazione e, per i trattamenti sistematici, una valutazione d'impatto. Nei luoghi di lavoro si aggiungono i vincoli sui controlli a distanza dei lavoratori.

Le sanzioni in materia di protezione dei dati sono cumulabili con quelle aeronautiche: sono due piani distinti, e nel settore pubblico il primo è spesso più insidioso del secondo. Vedi drone e privacy e, per l'uso continuativo, droni per sicurezza e sorveglianza.

Come si entra: le tre strade

1. Dall'interno. Nei Vigili del Fuoco si accede attraverso i percorsi di reclutamento del Corpo e la formazione interna: l'attestato civile non è una via d'ingresso. Discorso analogo per le forze di polizia.

2. Dal volontariato. Nel sistema di Protezione Civile si entra tramite le organizzazioni iscritte agli elenchi territoriali, con i requisiti stabiliti dall'ente competente. È una strada che richiede tempo e disponibilità, e non va confusa con un canale commerciale: il volontariato non è un modo per farsi pubblicità.

3. Come fornitore. È la strada realistica per un professionista. Gli enti acquistano rilievi, monitoraggi periodici, documentazione, supporto tecnico specialistico. Si accede tramite le procedure di acquisto dell'amministrazione, con i requisiti documentali che vengono richiesti: attestati dei piloti, registrazione come operatore UAS, polizza RC adeguata, spesso referenze e, per operazioni complesse, la documentazione della categoria Specific.

Cosa aspettarsi da questa committenza

Tempi lunghi e pagamenti certi. L'opposto del privato: si aspetta di più, ma si incassa.

Ricorrenza. Monitoraggi periodici, campagne stagionali, verifiche annuali. Un incarico ben eseguito genera il successivo più spesso che nel privato.

Requisiti formali stringenti. Assenza di un documento vale l'esclusione, indipendentemente dalla qualità tecnica dell'offerta.

Attenzione alla provenienza delle tecnologie. Nel segmento pubblico, difesa e infrastrutture critiche, la sovranità dei dati è diventata un criterio di selezione: è una nicchia in crescita, con dinamiche diverse dal resto del mercato.

Il quadro complessivo dei settori è in lavorare con i droni; il metodo commerciale in come trovare i primi clienti; il percorso d'insieme nella guida per diventare pilota di droni.

Domande frequenti

Come si entra nel nucleo droni dei Vigili del Fuoco o della Protezione Civile?

Per i Vigili del Fuoco si accede attraverso i percorsi di reclutamento e la formazione interna del Corpo, non tramite un attestato civile. Nel volontariato di Protezione Civile si entra tramite le organizzazioni iscritte all'elenco territoriale, secondo i requisiti stabiliti dall'ente competente.

Le operazioni degli enti pubblici seguono le stesse regole degli operatori civili?

Non sempre. Le attività di polizia, soccorso pubblico, antincendio e dogana rientrano spesso nel regime delle cosiddette operazioni di Stato, con una disciplina distinta da quella civile europea. Le condizioni concrete vanno verificate presso ENAC e presso l'amministrazione interessata.

Un Comune può usare un drone per il controllo del territorio?

Può, ma il tema non è solo aeronautico: la ripresa sistematica di aree pubbliche tratta dati personali e richiede base giuridica, informativa, minimizzazione e, per trattamenti su larga scala, una valutazione d'impatto.

Un professionista esterno può lavorare per un ente pubblico con il drone?

Sì, ed è una committenza rilevante: rilievi, monitoraggio, documentazione, supporto tecnico. Si accede tramite le procedure di acquisto dell'ente, con i requisiti documentali richiesti: attestati, registrazione come operatore, assicurazione e spesso referenze.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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