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Volare con il drone all'estero: UE, Regno Unito, Svizzera, USA

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 6 min

Zaino da viaggio con drone, batterie e documenti pronto per la partenza
Documenti, polizza e regole del Paese di destinazione: si preparano prima di partire, non in aeroporto.
Indice della guida

Dentro l'area regolata da EASA il tuo attestato e la tua registrazione valgono ovunque: i certificati di competenza rilasciati dopo il 31 dicembre 2020 sono riconosciuti automaticamente da tutte le autorità nazionali, e l'operatore si registra una volta sola nello Stato di residenza. Fuori da quell'area, con Regno Unito e Stati Uniti in testa, vale un sistema completamente diverso, e il titolo italiano non ha effetto.

Quello che cambia da Paese a Paese, anche dentro l'Unione, sono le zone geografiche e le restrizioni nazionali aggiuntive. È lì che si concentrano i problemi reali di chi porta il drone in vacanza.

Nell'area EASA: cosa vale ovunque

Il principio è il mutuo riconoscimento.

  • I certificati di competenza A1/A3 e A2 rilasciati dopo il 31 dicembre 2020 da qualunque autorità nazionale di uno Stato dell'area EASA sono validi in tutti gli altri. Non serve conversione, non serve comunicazione preventiva. Il tema è approfondito nella guida su il patentino drone vale in tutta Europa.
  • La registrazione dell'operatore si fa una volta sola, nello Stato di residenza, o della sede principale per le imprese. Il codice operatore che inizia con ITA vale ovunque. Non ci si registra in ogni Paese visitato.
  • Le regole operative sono le stesse: categorie, sottocategorie, classi, limiti di quota e distanza sono definiti da regolamenti europei direttamente applicabili.

Se vuoi passare a un livello superiore con un certificato ottenuto all'estero, per esempio se hai un A1/A3 rilasciato da un altro Stato e vuoi l'A2 italiano, il titolo estero va comunicato tramite il portale ENAC, alla voce "Comunicazione Attestato Estero".

Cosa invece cambia da Paese a Paese

Tre cose, e sono quelle che ti possono rovinare una giornata.

Le zone geografiche. Ogni Stato pubblica la propria mappa delle aree interdette o limitate, con logiche e colori differenti. Non esiste una mappa europea unica: il corrispettivo della mappa D-Flight italiana va cercato nel Paese di destinazione, e va consultato prima di ogni volo.

Le restrizioni nazionali aggiuntive. Alcuni Stati vietano il sorvolo di intere categorie di siti, come aree archeologiche, parchi e coste, con norme che non discendono dal regolamento europeo. Sono legittime e vanno rispettate.

Le disposizioni locali. Ordinanze comunali, regolamenti di parchi e aree protette, divieti stagionali. Sono il livello più difficile da verificare a distanza e quello che genera più contestazioni.

Svizzera. Aderisce al sistema EASA: le regole europee su categorie, classi e certificati si applicano, con l'autorità competente che è l'ufficio federale dell'aviazione civile. Restano le specificità nazionali su zone e restrizioni, da verificare sulla mappa svizzera.

Regno Unito: sistema autonomo

Dopo la Brexit il Regno Unito ha un impianto proprio, gestito dalla CAA, articolato su due identificativi distinti: l'Operator ID per chi possiede il drone e il Flyer ID per chi lo pilota, quest'ultimo subordinato a un test online.

La novità più rilevante: dal 1° gennaio 2026 la soglia di registrazione è scesa a 100 grammi, mentre in precedenza era di 250 grammi, con un contestuale inasprimento dei requisiti per i piloti. È un cambiamento che riguarda direttamente i piccoli droni da viaggio, che nell'Unione restano invece sotto la soglia dei 250 grammi.

Stati Uniti: un mondo a parte

Il sistema statunitense fa capo alla FAA ed è costruito su presupposti diversi da quelli europei.

UsoCosa serve
RicreativoRegistrazione del drone sopra i 250 g e superamento del test gratuito TRUST
CommercialeCertificato Part 107 (Remote Pilot Certificate), previo esame presso un centro autorizzato

Il Remote ID è obbligatorio anche negli Stati Uniti, secondo una regola FAA che differisce nei dettagli tecnici da quella europea descritta nella guida sul Remote ID.

Il punto critico per chi viaggia: i non residenti incontrano ostacoli formali nella registrazione FAA e nell'ottenimento del Part 107, e il certificato italiano non ha alcun valore. I dettagli operativi per i turisti stranieri, cioè registrazione, autorizzazioni in spazi controllati e aree interdette, non sono stati verificati su fonte primaria in questa ricerca: vanno controllati direttamente sul sito della FAA prima di programmare qualunque volo.

La checklist prima di partire

  • Attestato in PDF sul telefono, e possibilmente stampato.
  • Codice operatore applicato sul drone: il QR code va bene ovunque nell'area EASA. Vedi la guida alla registrazione su D-Flight.
  • Polizza assicurativa con copertura geografica estesa al Paese di destinazione. Non è scontato: molte polizze italiane sono limitate al territorio nazionale. Vedi l'assicurazione drone obbligatoria.
  • Mappa nazionale delle zone geografiche del Paese in cui vai, consultata prima della partenza e ricontrollata sul posto.
  • Batterie in bagaglio a mano, secondo le regole del vettore: il tema è trattato nel post su trasportare il drone in aereo.
  • Verifica dei divieti locali nei luoghi che hai in programma: siti archeologici, parchi, riserve.

Il quadro generale delle regole italiane, da cui parte tutto, è nella guida alla normativa droni.

Domande frequenti

Il patentino preso in Italia vale in tutta Europa?

Sì, nell'area regolata da EASA. I certificati di competenza rilasciati dopo il 31 dicembre 2020 da un'autorità nazionale sono automaticamente riconosciuti dalle altre autorità dell'area EASA, senza pratiche di conversione.

Devo registrarmi come operatore in ogni Paese in cui volo?

No. La registrazione dell'operatore si effettua una volta sola, nello Stato di residenza o della sede principale per le imprese. Il codice operatore italiano è valido in tutta l'area EASA.

Il mio attestato italiano vale nel Regno Unito?

No. Dopo la Brexit il Regno Unito ha un sistema autonomo gestito dalla CAA, basato su Operator ID e Flyer ID. I certificati italiani non sono automaticamente validi: prima di partire verifica i requisiti aggiornati sul sito dell'autorità britannica.

Posso volare negli Stati Uniti con il patentino italiano?

No. Il sistema statunitense fa capo alla FAA e prevede percorsi propri: il test TRUST per l'uso ricreativo e il certificato Part 107 per quello commerciale. Il certificato italiano non ha valore negli Stati Uniti e i non residenti incontrano ostacoli formali nelle procedure.

La mia assicurazione vale anche all'estero?

Solo se il contratto lo prevede. La copertura geografica è una clausola specifica: verifica che la polizza si estenda al Paese di destinazione prima di partire, perché molte polizze italiane sono limitate al territorio nazionale.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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