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Il patentino drone vale in tutta Europa? Mutuo riconoscimento

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Aggiornato il Tempo di lettura 7 min

Zaino da viaggio con drone ripiegato, passaporto e telefono su un tavolo
L'attestato viaggia con te in tutta l'area EASA; le regole locali no.
Indice della guida

Sì: il patentino drone conseguito in Italia vale in tutti i Paesi che applicano il regolamento europeo. I certificati di competenza A1/A3 e A2 rilasciati dopo il 31 dicembre 2020 da una qualunque autorità nazionale dell'area EASA sono automaticamente riconosciuti da tutte le altre. E la registrazione dell'operatore si fa una volta sola, nello Stato di residenza. Quello che non viaggia con te sono le regole locali: zone geografiche, restrizioni nazionali aggiuntive e procedure di autorizzazione cambiano da Paese a Paese.

Il principio: mutuo riconoscimento

Il Regolamento (UE) 2019/947 ha creato un sistema unico. Le sottocategorie A1, A2 e A3, le classi da C0 a C6, i limiti di quota e di distanza, le regole sul volo notturno: sono identici a Lisbona e a Tallinn. Su questa base si regge il mutuo riconoscimento dei titoli di competenza.

Concretamente significa due cose:

  • Un pilota con certificato A1/A3 o A2 italiano può operare in tutti gli Stati dell'area EASA senza rifare nulla.
  • Un certificato rilasciato da un altro Stato dell'area EASA vale in Italia allo stesso modo.

Non conta dove hai fatto l'esame, conta che l'abbia rilasciato un'autorità nazionale di uno Stato che applica il regolamento europeo, dopo il 31 dicembre 2020. Il quadro completo dei titoli è nella guida al patentino drone.

Per gli attestati di pilota EU-STS-01 ed EU-STS-02 il ragionamento è analogo, perché si fondano sugli scenari standard europei definiti dal regolamento. L'operazione in categoria Specific, però, non dipende solo dal titolo del pilota: passa da una dichiarazione dell'operatore e, per operare in uno Stato diverso da quello in cui è stata presentata, esistono procedure specifiche. Se hai in programma un lavoro in Specific all'estero, verifica la procedura con ENAC e con l'autorità del Paese ospitante prima di impegnarti. Vedi anche la guida agli attestati STS-01 e STS-02.

La registrazione si fa una volta sola

È il secondo pilastro del sistema, e vale la pena ripeterlo perché genera molta confusione: l'operatore UAS si registra in un solo Stato, quello di residenza, o quello della sede principale se si tratta di un'impresa.

Non ci si registra in ogni Paese visitato. Il codice operatore EASA a 16 caratteri, che per l'Italia inizia con ITA, è valido ovunque nell'area EASA, e il QR code applicato sul drone resta lo stesso. Come si ottiene e dove va applicato è spiegato nella guida alla registrazione su d-flight.

Quello che cambia da Paese a Paese

Il regolamento è comune, ma lascia agli Stati due leve importanti.

Le zone geografiche UAS. Ogni Stato pubblica le proprie: aree vietate, aree con quota limitata, aree soggette ad autorizzazione. In Italia le consulti sulla mappa d-flight; ogni Paese ha il suo servizio equivalente, e le convenzioni grafiche non coincidono. Il colore che in Italia significa una cosa, altrove può significarne un'altra: leggi sempre la legenda.

Le restrizioni nazionali aggiuntive. Possono riguardare parchi naturali, aree archeologiche, spiagge, riprese fotografiche, obblighi di comunicazione preventiva. Non sono nel regolamento europeo e non sono deducibili da esso.

A questo si aggiungono le regole non aeronautiche: privacy, tutela dei beni culturali, ordinanze locali. La guida su volare con il drone all'estero entra nel dettaglio Paese per Paese, e il blog sulla checklist per la vacanza riassume cosa mettere in valigia.

Attestato estero in Italia e passaggio a un titolo superiore

Se hai conseguito l'A1/A3 in un altro Stato dell'area EASA e vuoi ottenere l'A2 in Italia, il certificato estero va comunicato a ENAC tramite l'apposita voce del portale, "Comunicazione Attestato Estero". Serve perché il sistema italiano possa verificare il prerequisito: senza questo passaggio l'A1/A3 estero non risulta al momento dell'iscrizione all'esame A2. I requisiti e la procedura dell'esame A2 sono descritti nella guida al patentino A2.

Il malinteso del database europeo

Vale la pena chiarirlo, perché spiega molte delle complicazioni pratiche: non esiste un registro europeo centralizzato dei piloti. Le autorità nazionali mantengono sistemi separati e non interoperabili tra loro. Il riconoscimento è giuridico, non informatico.

La conseguenza operativa è semplice. Porta sempre con te il documento che attesta il tuo certificato, in formato digitale o cartaceo: in caso di controllo all'estero, l'agente non ha modo di verificare il tuo titolo interrogando un sistema europeo. Vede quello che gli mostri.

Svizzera

La Svizzera aderisce al sistema EASA. Categorie, classi e certificati di competenza europei si applicano; l'autorità competente è l'Ufficio federale dell'aviazione civile, BAZL/FOCA. Restano specificità nazionali su zone e restrizioni, che vanno consultate sui canali svizzeri prima del volo.

Regno Unito

Dopo la Brexit il Regno Unito ha un sistema autonomo, gestito dalla CAA, costruito su due identificativi distinti: l'Operator ID per chi possiede il drone e il Flyer ID per chi lo pilota, quest'ultimo previo superamento di un test online.

I certificati italiani non sono automaticamente validi nel Regno Unito. Va inoltre segnalato che dal 1° gennaio 2026 la soglia di registrazione britannica è scesa a 100 grammi, in precedenza fissata a 250, con un inasprimento dei requisiti per i piloti.

Fuori dall'area EASA

Stati Uniti. Sistema FAA, completamente diverso: registrazione del drone sopra i 250 grammi e superamento del test gratuito TRUST per l'uso ricreativo; certificato Part 107 per l'uso commerciale, con esame presso un centro autorizzato; Remote ID obbligatorio secondo la regola FAA, tecnicamente diversa da quella europea. Il certificato italiano non ha alcun valore, e i non residenti incontrano ostacoli formali nelle procedure di registrazione e nell'ottenimento del Part 107. I dettagli operativi per i turisti stranieri vanno verificati su faa.gov.

Resto del mondo. Non esiste una regola generale. Alcuni Paesi vietano l'ingresso dei droni, altri li sequestrano in dogana, altri richiedono autorizzazioni preventive con settimane di anticipo. La verifica va fatta caso per caso, sul sito dell'autorità aeronautica nazionale, prima di mettere il drone in valigia.

Prima di partire: cinque verifiche

VerificaDove
Il Paese applica il regolamento EASA?Sito dell'autorità aeronautica nazionale
Zone geografiche e restrizioni localiServizio cartografico nazionale equivalente a d-flight
Copertura assicurativa valida all'esteroCondizioni della tua polizza RC droni
Documenti da portareCertificato di competenza, prova di registrazione, polizza
Trasporto delle batterieRegole del vettore aereo e norme IATA

Sull'ultimo punto, che è il più sottovalutato, vedi l'articolo su come trasportare il drone in aereo.

Questa è informazione generale e non sostituisce la consultazione delle fonti ufficiali del Paese di destinazione.

Domande frequenti

Il patentino preso in Italia vale in tutta Europa?

Sì, all'interno dell'area EASA. I certificati di competenza A1/A3 e A2 rilasciati dopo il 31 dicembre 2020 da un'autorità nazionale di uno Stato che applica il regolamento europeo sono automaticamente riconosciuti dalle altre autorità nazionali.

Il patentino preso in un altro Paese UE vale in Italia?

Sì, se rilasciato da uno Stato dell'area EASA dopo il 31 dicembre 2020. Se vuoi usarlo come prerequisito per un titolo superiore in Italia, va comunicato a ENAC tramite la voce Comunicazione Attestato Estero del portale.

Devo registrarmi come operatore in ogni Paese in cui volo?

No. La registrazione dell'operatore si fa una volta sola, nello Stato di residenza o della sede principale. Il codice operatore che inizia con ITA è valido in tutta l'area EASA.

Il mio attestato italiano vale nel Regno Unito?

No. Dopo la Brexit il Regno Unito ha un sistema autonomo gestito dalla CAA, basato su Operator ID e Flyer ID. I certificati italiani non sono automaticamente validi: verifica i requisiti aggiornati sul sito della CAA prima di partire.

Il patentino italiano vale negli Stati Uniti?

No. Il sistema statunitense è della FAA e prevede il test TRUST per l'uso ricreativo e il certificato Part 107 per quello commerciale. Il certificato italiano non ha valore e i non residenti incontrano ostacoli formali nelle procedure.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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