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Dal 22 febbraio 2026 si applica il Reg. (UE) 2024/1110: cosa riguarda davvero

A cura di Redazione Formazione DroniPubblicato il Tempo di lettura 5 min

Banco di lavoro con telaio di drone professionale smontato, calibro e disegno tecnico
Il Reg. 2024/1110 parla soprattutto a chi progetta e costruisce, non a chi vola in categoria Open.
Indice della guida

Fra cinque giorni, il 22 febbraio, diventa applicabile il Reg. di esecuzione (UE) 2024/1110. Se voli in categoria Open non devi fare niente: il regolamento riguarda l'aeronavigabilità degli aeromobili senza equipaggio con progetto certificato e il quadro della mobilità aerea innovativa. Chi ne sente gli effetti sono i costruttori, i progettisti e gli operatori delle operazioni più complesse.

Da dove arriva

Il regolamento è stato adottato il 10 aprile 2024, insieme al Reg. delegato (UE) 2024/1108. I due formano il nucleo del pacchetto europeo sulla Innovative Air Mobility, con cui la Commissione ha messo mano contemporaneamente a diversi tasselli: regole operative, licenze dell'equipaggio, gestione del traffico, certificazione e manutenzione degli aeromobili senza equipaggio.

Fra l'adozione e l'applicazione sono passati quasi due anni. Non è un'anomalia: quando un atto impone certificazioni e organizzazioni approvate, il differimento serve a costruttori e autorità per attrezzarsi.

AttoTipoAdozioneOggetto
(UE) 2024/1108delegato10 aprile 2024progettazione, produzione e manutenzione degli UAS, incluse le Control and Monitoring Unit
(UE) 2024/1110esecuzione10 aprile 2024aeronavigabilità degli UAS certificati e regole operative; modifica anche il Reg. 748/2012

Che cosa introduce, in concreto

Il punto centrale è l'obbligo di certificato di aeronavigabilità, pieno o ristretto, per gli aeromobili senza equipaggio impiegati in categoria Specific quando il progetto è certificato.

È un passaggio che porta nel mondo dei droni un meccanismo tipico dell'aviazione tradizionale: non basta che il mezzo funzioni, deve essere dimostrabile che è conforme a un progetto approvato e mantenuto in condizioni di aeronavigabilità. Con tutto ciò che ne consegue: organizzazioni di progettazione e produzione approvate, regole di manutenzione, documentazione che segue l'esemplare.

Il Reg. 2024/1108, dal canto suo, fissa i requisiti di progettazione, produzione e manutenzione, comprese le unità di controllo e monitoraggio a terra, che nel mondo UAS sono parte del sistema, non un accessorio.

Perché in categoria Open non cambia nulla

Perché la categoria Open non funziona così. Il suo meccanismo è quello della conformità di prodotto: il costruttore assegna al drone una classe da C0 a C4 ai sensi del Reg. (UE) 2019/945, e quella classe determina in quale sottocategoria operativa puoi volare secondo il Reg. (UE) 2019/947. Non c'è certificato di aeronavigabilità, non c'è approvazione dell'esemplare, non c'è autorizzazione preventiva.

Il 22 febbraio, quindi, i limiti che conosci restano identici: massa massima al decollo sotto i 25 kg, volo a vista, 120 metri di altezza massima, divieto di sorvolo di assembramenti, distanze delle sottocategorie A1, A2 e A3. Il quadro è quello descritto nella guida al Regolamento (UE) 2019/947, mentre la logica delle classi è spiegata nella guida al Regolamento (UE) 2019/945.

Chi invece deve guardarlo con attenzione

Tre profili.

Chi progetta e costruisce. Se sviluppi un UAS destinato a operazioni che richiedono un progetto certificato, il percorso è quello dell'aviazione: organizzazione approvata, dimostrazioni di conformità, manutenzione regolata. È un investimento strutturale, non una pratica.

Chi opera in Specific ai livelli alti. Le operazioni con SAIL elevato, quelle su aree densamente popolate o con profili di volo complessi, possono richiedere un mezzo con progetto certificato. Le quattro strade per operare in Specific, cioè dichiarazione di scenario standard, autorizzazione operativa, LUC e nulla osta per zone geografiche, restano quelle descritte nella guida alla categoria Specific; cambia il tipo di evidenze richieste sul mezzo quando si sale di rischio.

Chi lavora sull'ecosistema degli aerotaxi. Il pacchetto del 2024 è il presupposto normativo dei velivoli a decollo verticale con equipaggio e delle infrastrutture di terra. È il tema della guida sulla categoria Certified ed eVTOL.

Il senso della data

Il 22 febbraio non è un giro di vite sui piloti: è il momento in cui l'Europa completa la parte alta della piramide normativa. In basso c'è la categoria Open, che si autoregola con le classi di prodotto. In mezzo la Specific, con dichiarazioni, valutazioni del rischio e autorizzazioni. In alto la Certified, che ora ha anche gli strumenti di aeronavigabilità per gli aeromobili senza equipaggio. La logica delle tre porte è riassunta nella guida su categorie Open, Specific e Certified.

Per approfondire

Domande frequenti

Devo fare qualcosa il 22 febbraio se volo in categoria Open?

No. Il regolamento riguarda l'aeronavigabilità degli UAS con progetto certificato e il quadro della mobilità aerea innovativa. Chi vola in Open con un drone di classe da C0 a C4 continua ad applicare il Reg. (UE) 2019/947 senza adempimenti aggiuntivi.

Che cos'è il certificato di aeronavigabilità di un drone?

È il documento che attesta che quell'esemplare è conforme a un progetto approvato ed è in condizioni di volare in sicurezza. È lo strumento tipico dell'aviazione con equipaggio; il pacchetto del 2024 lo estende agli UAS impiegati in categoria Specific quando il progetto è certificato, in forma piena o ristretta.

Il regolamento riguarda gli aerotaxi?

Fa parte dello stesso pacchetto normativo, adottato nell'aprile 2024, che copre la mobilità aerea innovativa: regole operative, licenze dell'equipaggio, gestione del traffico e certificazione. Il 2024/1110 ne è la parte che tocca l'aeronavigabilità degli aeromobili senza equipaggio.

Fonti

Le affermazioni normative di questa pagina vengono da qui.

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